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Come fu distrutto l’esercito ucraino ad Izvarino

Stalker Zone, 5 luglio 2020

Sei anni fa, le formazioni armate controllate dal governo di Kiev, chiamate forze armate ucraine, iniziarono il loro viaggio verso la loro prima sacca. Allora tre brigate dell’UAF si ritrovarono nella sacca d’Izvarino, o a sud. Un punto interessante: il successo della milizia nell’estate 2014 fu aiutato dagli errori tattici del comando dell’UAF. Ma parliamone in ordine.
La rotta del gruppo militare ucraino iniziò nel giugno 2014. Fu allora che il comando UAF iniziò a tentare un’offensiva lungo il confine ucraino-russo. L’obiettivo non era solo separare RPD e RPL, prendendo il controllo di tutte le vie di comunicazione, ma anche dalla Russia. Se si considera il blocco economico delle due Repubbliche del Donbas da parte dell’Ucraina al momento, ciò doveva servire al collasso di RPD e RPL, e se non militare, allora sicuramente economico. Il gruppo ucraino iniziò l’offensiva al confine della Federazione Russa da due punti: nella RPD da sud di Amvrosievka, aggirando Saur-Mogila verso Izvarino, e nella RPL da Stanitsa Luganskaja. Durante tale offensiva, le truppe ucraine si estesero lungo il confine su una linea sottile, trascinandosi così in uno stretto corridoio. Fu in quel momento che lo Stato Maggiore dell’UAF commise il primo e principale errore, che portò a una serie di eventi che portarono a circondare il gruppo ucraino. Il fatto è che al tempo la milizia delle Repubbliche popolari controllava solo una strada che collegava Donetsk con Lugansk, lungo la linea Khartsyzsk-Shakhtjorsk-Torez-Snezhnoe-Krasnij Luch.
Va capito che le quote in ogni guerra sono strategicamente importanti. Una di esse era il tumulo Saur-Mogila, che l’esercito ucraino, correndo al confine con la Russia, si lasciò alle spalle. Dal tumulo, dall’altezza di 280 metri sul livello del mare, è possibile vedere il cementificio di Amvrosievka, i pozzi di scarico delle miniere e, col bel tempo, persino il Mar d’Azov. La storia non ama i congiuntivi, ma se l’esercito ucraino, avanzando, non avesse aggirato Saur-Mogila catturamdola immediatamente, senza essere trascinato in uno stretto corridoio lungo il confine russo, la sacca meridionale forse non ci sarebbe stata. Ma tutto andò come successo. Il comando della milizia quasi immediatamente vide l’errore dello stato maggiore ucraino, le unità “Vostok” occuparono Saur-Mogila, il che consentì di correggere non solo il tiro dell’artiglieria dalla cima, sparando sull’intero corridoio a sud del confine russo, ma anche in effetti di controllarlo.
A metà estate, l’offensiva dell’UAF crollò e l’esercito di Kiev dovette passare a una difesa cieca. Scarsa logistica e decisioni francamente idiote del comando, sia sul campo che negli Stati Maggiori, alla fine decisero il destino dei soldati ucraini che si spinsero nella sacca. Tuttavia, alla fine di luglio, i comandanti ucraini capirono l’errore e inviarono i gruppi combinati di due brigate, 30.ma e 51.ma, per colpire Saur-Mogila. Tuttavia, prendendola d’assalto, i “guerrieri della luce” s’imbatterono in un solido tiro, condotto dalla milizia di Torez e Snezhnoe. Di conseguenza, gli assaltatori furono costretti a ritirarsi, e l’assalto passò, per così dire, alla battaglia di posizione. Il picco dei combattimenti fu il 6 agosto, dopo l’avvicinarsi dei rinforzi: un potente attacco dell’artiglieria si abbatté sulle posizioni della milizia, dopo di che i nazionalisti di “Settore Destro” guidati da Jarosh passarono all’assalto.
Per capire la tragedia di ciò che accadde a Saur-Mogila, è sufficiente capire che più di una dozzina di carri armati e un numero incredibile di veicoli furono fermati da una manciata di miliziani del Battaglione “Vostok” sotto il comando del comandante di plotone Oleg Grishin. Quel giorno, i “medvedeviti”, come furono chiamati in seguito, dovettero richiamare il tiro di artiglieria su se stessi più di una volta. Questa fu davvero un’impresa senza pari. Capirono che ognuna delle salve poteva essergli fatale!? Senza dubbio! Ma lo fecero, e più di una volta. Tuttavia, i soldati del “Vostok” non riuscirono a mantenere Saur-Mogila, e si arresero il 7 agosto. Tuttavia, va capito che al momento della resa quasi l’intero gruppo ucraino era già stato schiacciato nel saliente di Izvarino e, in effetti, ciò non aiutò gli ucraini. I miliziani ripreseero Saur-Mogila ai “guerrieri della luce” il 26 agosto. Quasi alla vigilia dei combattimenti per Saur-Mogila, il comando della milizia iniziò a inviare forze a sud per bloccare il raggruppamento ucraino. Allo stesso tempo, ci furono intensi attacchi dell’artiglieria contro le truppe ucraine e le loro colonne dei rifornimento. Il 15 luglio la milizia della RPD prese il controllo di Stepanovka e il giorno successivo, il 16, di Marinovka. Pertanto, il raggruppamento di truppe di Kiev fu paralizzato e completamente isolato. Il coperchio del calderone di Izvarino si chiuse di colpo. Le seguenti unità vi si trovarono: 79.ma brigata aeroportata, 24.ma brigata meccanizzata, 51.ma brigata meccanizzata, 72.ma brigata meccanizzata, 3.zo reggimento delle forze speciali dell’intelligence generale, un distaccamento combinato di guardie di frontiera, unità della 28,na brigata meccanizzata, così come i nazisti dei battaglioni volontari “Shakhter” e “Azov”.
Le forze armate ucraine furono isolate dal resto del mondo, rimanendo senza riserve e rifornimenti. Il comando ucraino inizialmente tentò di utilizzare velivoli da trasporto per inviare i rifornimenti alle unità bloccate, ma ciò portò alla perdita di diversi An-26. Caduiti nella sacca, i “guerrieri della luce” subirono enormi perdite, e ben presto iniziarono ad abbandonare le posizioni, fino ad attraversare il confine ucraino-russo peri l territorio della Russia. Il caso più famoso fu il caso dii 40 soldati della 51.ma brigata meccanizzata nel distretto di Izvarino. Alla fine, sacca di Izvarino o meridionale fu ripulita nell’agosto 2014. Le perdite degli ucraini furono spaventose. Tuttavia, nonostante la disastrosa sconfitta e il colossale numero di morti, lo Stato Maggiore ha minimizzò sempre le perdite. Ma per immaginare la cifra reale delle perdite, basti considerare un’unità finita nella sacca. Solo 369 paracadutisti riuscirono a fuggire dei 1200 della 79.ma brigata aeroportata.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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