Crea sito

Washington istiga i vassalli europei ad essere aggressivi coll’Iran

Tehran Times 5 luglio 2020

Federico Pieraccini, analista geopolitico indipendente presso la Strategic Culture Foundation, dice a Tehran Times che la risoluzione adottata dall’AIEA e redatta da Regno Unito, Francia e Germania è “una nuova scusa” per fare pressione sull’Iran, mentre “L’Iran è stato effettivamente fin troppo cooperativo coll’AIEA”. Pieraccini, collaboratore di Global Research, afferma che “gli organismi internazionali come l’AIEA dovrebbero essere imparziali ma in realtà fanno parte dell’ordine mondiale nordamericano costruito dopo la seconda guerra mondiale”.
Il testo dell’intervista a Pieraccini:
D: Il Consiglio dei governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica adotta una risoluzione redatta da Regno Unito, Francia e Germania, chiedendo all’Iran di concedere all’AIEA l’accesso a due località accusndola di attività nucleari non dichiarate. In risposta, l’Iran avvertiva sui tentativi di coinvolgere l’Iran in ciò che diverrebbe un processo infinito dell’Agenzia. L’Iran chiese agli Stati membri di evitare di creare ciò che definiva “crisi non necessaria”. Cosa ne pensa?
R: Credo che l’Iran sia stato effettivamente fin troppo collaborativo con l’AIEA. Alcun altro Paese concesse accesso alle proprie strutture come Teheran ha fatto costantemente negli ultimi dieci anni. La risoluzione adottata dall’AIEA e redatta da Regno Unito, Francia e Germania appare una nuova scusa per mettere ulteriormente l’AIEA contro l’Iran, ponendo le basi affinché Teheran neghi l’accesso alle due strutture e quindi fornisca a Francia, Germania e Regno Unito la giustificazione per accusare l’Iran di non collaborare coll’AIEA. Non darei troppa considerazione a tale piano e alle sue conseguenze: gli Stati Uniti, principale alleato di Regno Unito, Francia e Germania, hanno sabotato e si sono ritirato dall’accordo JCPOA, distruggendo un decennio di negoziati. Quest’ultima bozza è un modo per Londra, Parigi e Berlino di mostrare buona volontà verso l’amministrazione Trump e non dovrebbe preoccupare il governo iraniano. La storia dimostra che l’Iran ha rispettato ogni aspetto delle ispezioni dell’AIEA.

D: La risoluzione, presentata da questi tre Paesi, arrivava quando gli Stati Uniti lavoravano per estendere l’embargo sulle armi all’Iran. Come vede il ruolo degli Stati Uniti in tale scenario?
R: Il ruolo degli Stati Uniti è sempre destabilizzante, duplice e dettato dalla logica dell’imperialismo USA, dominio del dollaro USA ed egemonia globale. Coll’amministrazione Trump le relazioni tra Iran e Stati Uniti sono ai minimi storici. Non sorprende che Washington istighi i vassalli europei ad assumere una posizione più aggressiva contro l’Iran.

D: I Paesi europei non si sono mai opposti seriamente agli Stati Uniti. Non hanno preso provvedimenti per garantire che Teheran tragga beneficio dall’accordo dopo il ritiro unilaterale di Washington nel maggio 2018. Qual è il suo punto di vista, secondo cui l'”Iran che non ha motivo di fidarsi dell’Europa”?
R: La recente risoluzione potrebbe essere l’inizio del rapido deterioramento della fiducia tra Teheran e le capitali europee. Le relazioni sono già molto tese a causa dell’incapacità dei Paesi europei di applicare i principi concordati col JCPOA sulle sanzioni economiche e gli scambi per timore di contro-sanzioni statunitensi.

D: I tre sponsor europei della risoluzione e firmatari del JCPOA dichiarano di essere ancora devoti preservare l’accordo. Teheran afferma che sponsorizzando la risoluzione, mettevano a repentaglio il futuro del JCPOA e lavoravano per minare l’attuale cooperazione dell’Iran coll’Agenzia. Secondo lei, quali saranno le conseguenze della risoluzione?
R: Le conseguenze di tali azioni sono solo nelle mani dei tre Paesi europei. L’Iran non garantirà l’accesso a tali strutture, quindi dovremo vedere quanto Berlino, Parigi e Londra siano disposte a usarla come scusa per sabotare qualsiasi accordo con Teheran pur di placare l’amministrazione statunitense. Sembra che lo scopo previsto di tale risoluzione sia creare la giustificazione ai Paesi europei per ritirarsi dal JCPOA citando la mancanza di conformità dell’Iran all’AIEA.

D: La Cina presentava una dichiarazione all’AIEA, affermando che “Le cause profonde di tali situazione risiedono nell’unilateralismo e bullismo degli Stati Uniti” Come si può valutare l’approccio della Cina (e della Russia)?
R: Cina e Russia continuano a dover affrontare lo stesso problema. Gli organismi internazionali come l’AIEA dovrebbero essere imparziali, ma in realtà fanno parte dell’ordine mondiale nordamericano costruito dopo la seconda guerra mondiale. Il passaggio da un ordine mondiale unipolare a uno multipolare comporterà la creazione di un ambiente fidato e condiviso di istituzioni multilaterali che possano veramente lavorare senza pregiudizi e programmi pre-pianificati favorendo un Paese su un altro. Fino alla completa transizione verso un nuovo ordine mondiale, le relazioni internazionali tra superpotenze continueranno a essere tese e nel frattempo Russia e Cina dovranno fare del loro meglio per tenere sotto controllo gli Stati Uniti militarmente ed economicamente.

D: Gli esperti sostengono che anche se l’Iran permettesse ispezioni ai siti indicati dalle fonti israeliane, costituirebbe un precedente sbagliato contrario agli interessi di tutti i Paesi. Cosa ne pensa?
R: Sono d’accordo. Come affermai in precedenza, tali ispezioni sono solo un pretesto e un pericolo per la sovranità. L’Iran e qualsiasi altro Paese che si preoccupi della violazione della propria giurisdizione territoriale con falsi pretesti dovrebbe protestare con veemenza.

D: Qual è lo scopo principale di Stati Uniti ed Europa nel compiere tali azioni?
R: Lo scopo principale è contrastare l’Iran e il suo popolo con qualsiasi mezzo. Stati Uniti ed Europa intendono bloccare la transizione dall’attuale ordine mondiale incentrato sugli Stati Uniti all’ordine mondiale multipolare. Cina e Russia, così come i principali alleati come l’Iran, sono pronti a diventare i principali attori di questa transizione globale. L’interconnessione si sviluppa a tutti i livelli tra Europa, Asia e Africa, incluso l’Iran, come uno degli attori più importanti. Invece di contribuire alla formulazione delle nuove regole delle relazioni internazionali con spirito di cooperazione cogli altri Paesi, Washington e certe capitali europee preferiscono perseguire obiettivi unilaterali, non comprendendo che tale atteggiamento accelera la scomparsa dell’ordine mondiale unipolare coi suoi cinquant’anni di fallimenti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio