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Bombardata una base turca in Libia

Il 5 luglio 2020, 9 aerei colpivano la base aerea al-Watiya, presso Tripoli, distruggendone i sistemi di difesa aerea Hawk, radar e sistemi d’inganno turchi. L’attacco aereo alle prime ore del 5 luglio contro sistemi di difesa aerea e guerra elettronica turchi nella base aerea di al-Watiya, presso Tripoli, era un messaggio diretto per rimarcare che la cosiddetta ‘Linea Rossa’ non è solo una dichiarazione per i media, ma una realtà. E avvertiva che ‘i vostri mezzi militari sono alla nostra mercé’ e sotto il nostro tiro diretto. Sul campo, i raid distruggevano i sistemi di difesa aerea a medio raggio “Hawk” dall’Aeronautica Militare turca assieme a 3 radar “Calkan” e un sistema di guerra elettronico “Koral”. Almeno 4 ufficiali turchi venivano eliminati dall’attacco aereo su al-Watiya, tra cui il comandante dell’intelligence turca di al-Watiya e un comandante dello Stato Maggiore delle operazioni di terra in Libia. Altri attacchi aerei colpivano “movimenti ostili” in prossimità della fattoria Dabwat, ad ovest del Wadi al-Shati, e presso il jJabal al-Hasuna. La Turchia aveva sviluppato due tipi sistemi di difesa aerea “Hisar” (Castello in turco) uno da 15 km di raggio, “Hisar-A”, e un secondo da 25 km, “Hisar-O”; ma non sono mai entrati in servizio. Per questo i turchi continuano a dipendere dal sistema Hawk di fabbricazione statunitense, incapace di affrontare i moderni aerei da combattimento ad alta manovrabilità. Il sistema di guerra elettronico Koral a un raggio d’azione di 150 km, ma veniva neutralizzato facilmente, smentendo la propaganda turca sull’efficienza dei suoi sistemi. Le missioni d’attacco furono effettuati da velivoli con aggiornamenti elettronici sofisticati che permettevano di operare in un ambiente saturo da sistemi di guerra elettronica. Il raid aveva maggiore impatto politico, perché avveniva il giorno dopo la dichiarazione del ministro della Difesa turco che rifiutava l’annuncio di Cairo su una tregua a Tripoli.

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