Crea sito

La storia della Russia in Afghanistan, altra storia Pulp Fiction

Finian Cunningham, SCF 1 luglio 2020

I principali spacciatori del presunto programma di taglie sponsorizzato dalla Russia in Afghanistan contro le truppe statunitensi sono New York Times, Washington Post e CNN, che eccellono nel pubblicare storie in stile pulp-fiction negli ultimi quattro anni per screditare il presidente Trump e demonizzare la Russia. Dalle accuse d’intromissione russa alle elezioni a Putin che ricatta l'”agente Trump” grazie alle prostitute in un hotel di Mosca. E molto altro ancora. Tale dubbia documentazione propagandata come giornalismo è un allarme sulle ultime accuse senza nemmeno approfondirne i supposti dettagli. La storia “scoppiava” quando Times affermava che “funzionari statunitensi” anonimi informavano il foglio che l’intelligence militare russa pagava i militanti in Afghanistan per assassinare truppe nordamericane, e che il presidente Trump ne era informato da febbraio o perfino dall’anno scorso, ma non fece nulla al riguardo. Nei rapporti “seguenti”, Washington Post e CNN, tra gli altri, riportavano che il presunto regime delle taglie russe aveva provocato vittime nordamericane. Trump viene accusato di tradimento per aver presumibilmente ignorato gli avvertimenti e ciò, convenientemente, accumula pressione su Casa Bianca e Congresso per divenire duri con Mosca. Il rivale presidenziale democratico Joe Biden dichiarava che si tratta di una deroga “veramente scioccante” al dovere di Trump la cui presidenza, dice Biden, è “un dono” al leader russo Vladimir Putin. Il democratico promette di affrontare Mosca se venisse eletto alla Casa Bianca a novembre. Alcuni legislatori repubblicani saltavano sul carro per assalire Trump per tradimento negligente sulla presunta intelligence. (Chiedo scusa ai lettori per la ripetizione di “presunti”, ma è necessario per chiarezza e concretezza).
Se la storia ha dei passi, corre a rotta di collo. I resoconti dei media inglesi citavano anonimi funzionari della sicurezza inglesi che “confermano” che l’intelligence nordamericana parla di caccia alle taglie della Russia in Afghanistan. Inoltre, le “fonti” inglesi affermavano che la presunta operazione russa era gestita dallo stesso team dell’intelligence militare che avrebbe organizzato il presunto avvelenamento del agente doppio Sergej Skripal a Salisbury nel marzo 2018. Le storie da pulp fiction vengono quindi citate presumibilmente come precedenti che confermano l’ultimo episodio in Afghanistan. È come costruire un edificio con le cannucce. Rifiuti e commenti rifiutati possono essere rivelatori. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov l’ha definita “bugie”. Il Ministero degli Esteri russo dichiarava che si trattava di “fabbricazione grossolana”. Un portavoce dei taliban in Afghanistan smentiva le affermazioni degli Stati Uniti, affermando che non avevano bisogno di aiuti stranieri per sconfiggere gli statunitensi. Il presidente Trump nella sua solita maniera, definiva i rapporti dei media come altro “imbroglio della Russia”. Dice di non essere mai stato informato della presunta intelligence e nemmeno il vicepresidente Mike Pence e il capo dello staff della Casa Bianca Mark Meadows. John Ratcliffe, direttore dell’intelligence nazionale degli Stati Uniti, versava acqua fredda sui rapporti dicendo che Trump non fu informato. Lo stesso vale per il consigliere per la sicurezza nazionale di Trump Robert O’Brien. La CIA rifiutava di commentare, mentre il Pentagono dichiarava di non aver visto prove a sostegno di tali affermazioni.
Sembra significativo che il New York Times descrisse le sue fonti come “funzionari statunitensi informati sulla questione” e non come fonti dell'”intelligence degli Stati Uniti”. In tal modo, il giornale evitava qualsiasi confutazione imbarazzante dalle agenzie di intelligence. La scelta delle parole “funzionari statunitensi” è opportunamente vaga e non compromettente. Un secondo dettaglio fuorviante era l’affermazione che il presunto “recupero di grandi quantità di denaro nordamericano” in un raid da parte di forze speciali statunitensi su una base talib poneva l’idea che l’intelligence militare russa organizzasse il piano per pagare i militanti per assassinare truppe statunitensi. Si sostiene inoltre che i servizi segreti statunitensi abbiano ottenuto informazioni sul piano da “interrogatori di militanti catturati”. È un’ammissione incredibile di quanto sia debole la base di tali affermazioni “bomba”. Scherzi a parte, trovare una valigia di dollari in un nascondiglio talib veniva citato come implicante il coinvolgimento di squadre d’attacco russe. S’ipotizzava che il Cremlino conducesse la “guerra ombra” contro gli Stati Uniti in Afghanistan come “vendetta” per la sponsorizzazione di Washington dei mujahidin precursori dei taliban che sconfissero le truppe sovietiche negli anni ’80.
Il sibilo della propaganda ha sempre effetti rivelatori sul gas di pensieri e speculazioni che appare dilagare facilmente (troppo facilmente) da un punto all’altro come desiderato dall’orchestratore. Ciò che Joe Biden e altri dovrebbero trovare “veramente scioccante” sono i dettagli fragili che presumibilmente sosterrebbero una storia “di grande successo”. Tutto indica uno stratagemma elettorale per minare il sostegno a Trump tra le forze armate statunitensi. Sono visti come fondamentali per Trump nelle elezioni di novembre. Quale modo migliore di alienare i militari che accusare Trump di aver chiuso un occhio sui rapporti dell’intelligence sull’assassinio di truppe coll’aiuto della Russia in Afghanistan? Inoltre, c’è anche il desiderato oltraggioso bipartisan tra democratici e repubblicani che chiedono altre azioni per “punire” la Russia e “spaventare Putin”. Melodramma più irrilevante sulla collina dei fagioli. È un’altra versione della fiction, ma i segni indicano un pubblico nordamericano stanco che non se la beve. Ciò significa una credibilità ancora più ridotta per la propaganda dei media mainstream statunitensi e riduzione del potere del Deep State di orchestrare i risultati elettorali. Né i democratici né i repubblicani possono galvanizzare gli elettori, il che significa che la politica nordamericana appare sempre più un disastro essenzialmente inutile.

Traduzione di Alessandro Lattanzio