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Putin, sul revisionismo storico e i suoi pericoli

Christopher Black, New Eastern Outlook 01.07.2020Erasmo scrisse nella sua famosa opera, Elogio della follia, che “la mente dell’uomo è così formata che è molto più suscettibile alla menzogna che alla verità”. Avrebbe potuto aggiungere che dire menzogne è pratica abituale dei codardi che hanno paura del potere della verità; poiché tale è lo stato del mondo da dire che mentire sul mondo e la storia per mantenere il potere è visto da Stati Uniti ed alleati come condizione necessaria per esistere. Non vedono vergogna perché hanno sacrificato la moralità sull’altare insanguinato della lussuria, brama di potere, brama di ricchezza e quindi necessariamente brama di guerra. Oggi, 75 anni dopo che lo Stato fascista della Germania nazista fu schiacciato dall’Armata Rossa, dopo che il popolo tedesco fu liberato dai criminali che ne avevano causato la distruzione invadendo e devastando l’Unione Sovietica, i cui numerosi popoli sorsero come una potente, inarrestabile, forza di distruzione degli eserciti calati su di loro, i propagandisti di Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Canada e di altre nazioni nella morsa dell’egemonia nordamericana, riversano le menzogne peggiori sulla seconda guerra mondiale, negando l’eroica resistenza dei popoli sovietici nella loro ai fascisti. Oggi i governi occidentali e i loro media cercano di affermare che da soli salvarono il mondo, che l’Unione Sovietica non ebbe un ruolo significativo nella sconfitta dei nazisti. Peggio ancora, riabilitano i nazisti facendo l’assurda affermazione che l’Unione Sovietica fu ugualmente responsabile dello scoppio della guerra, sminuendo la responsabilità di Hitler e di inglesi e francesi che gli vendettero la Cecoslovacchia nel 1938, e poi furono fermi quando la Polonia fu invasa, ed incoraggiarono Hitler ad attaccare l’Unione Sovietica anziché se stessi. Per fare ciò, inventano un’illusione che chiamano storia e la spacciano alla propria gente come fatti, sapendo cosa fece Goebbels, che più grande è la menzogna, più facilmente s’inganna la gente che, ingannata, si riduce ad automi pronti ad obbedire alla volontà di chi l’inganna.
Napoleone una volta disse, sebbene non fu il primo a dirlo, che “la storia è una favola concordata”. Ma questa affermazione fu fatta quando la storia si basava su vecchie notizie di dubbia origine e i fatti erano oscuri. Ma cause, contesto ed eventi della seconda guerra mondiale sono ben noti. Non c’è controversia; sono noti dai documenti dell’epoca, registrati su carta, film, in trasmissioni radiofoniche, ricordi di chi li visse. I fatti sono noti. La storia è chiara Tuttavia, la profondità delle bugie e loro rapida diffusione in occidente è così ampia e corrosiva per il bene del mondo che il Presidente Putin si è sentito in dovere di scrivere l’ormai famoso saggio, “Le vere lezioni del 75° anniversario della seconda guerra mondiale” apparso sulla rivista The National Interest il 18 giugno. Ora è un documento storico e poiché è impossibile commentarlo senza citarlo a lungo, vi esorto a leggerlo da soli (http://aurorasito.altervista.org/?p=12598).
È una presentazione eloquente dei fatti, che ricorda al mondo il ruolo di Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti nell’aiutare l’ascesa dei nazisti al potere e al dominio dell’Europa e la loro speranza che Hitler distruggesse l’Unione Sovietica e ne rovesciasse il governo e schiacciasse socialismo. In effetti le tre nazioni erano disposte a sostenere Hitler nell’ambizione di controllare l’Europa dell’Est fintanto che ne traevano la loro quota di bottino. Robert Hudson, aiutante del gabinetto britannico di Neville Chamberlain, incontrò l’ambasciatore tedesco a Londra il 29 luglio 1939, dopo di che fece un rapporto al governo, riflettendo le opinioni di molti nelle tre nazioni, dichiarando, “Ho considerato Russia, Cina e varie dipendenze coloniali delle potenze europee come aree che avrebbero dato aperture quasi illimitate allo sviluppo del capitale fungendo da sbocchi per l’industria pesante nostra, dei tedeschi e degli Stati Uniti; e dato il necessario preliminare di una soluzione delle questioni politiche, non dovrebbe essere impossibile elaborare delle forme di collaborazione economica e industriale tra i nostri tre Paesi… ” Citare la Russia come Paese che ‘offrisse aperture illimitate allo sviluppo del capitale’ implicava la riduzione dell’Unione Sovietica a colonia del mercato capitalista. Hudson sapeva che a tempo, solo sconfiggendola in guerra, si poteva ridurla a tale status, ed era più che implicito che alla Germania fosse data mano libera contro la Russia, per farle guerra, se il bottino poteva essere spartito.
La Russia fa ora parte del sistema capitalista. Ma il capitale occidentale non è riuscito a penetrare completamente e ad assicurarsi il controllo dei suoi mercati e risorse, nonostante il rovesciamento del socialismo in Russia. E così vediamo le stesse forze fasciste creare lo scenario per un’altra guerra alla Russia, anzi, contro tutti i Paesi in cui non sono riusciti a dominare e controllare. E per creare uno scenario di guerra minano l’ordine internazionale stabilito alla fine della guerra mondiale, istituito per cercare d’impedire la guerra mondiale. Evadono e deridono il diritto internazionale, la Carta delle Nazioni Unite e creano un nuovo ordine fascista che chiamano “ordine basato sulle regole”. Riabilitano i nazisti e li supportano apertamente dall’Ucraina al Canada. Tentano di annullare i processi di Norimberga che espongono i fatti della guerra in Europa. Rivendicano il diritto di distruggere le nazioni e trarre profitto dal caos. Lo fanno dal 1945 quando dimostrarono al mondo quanto sono spietati massacrando i cittadini di Hiroshima e Nagasaki, come dimostrazione di potenza e volontà di usarla, e ora preparano la loro gente a un’altra guerra corrompendone le menti in modo che non solo tolleri una guerra, ma la chieda. Questo è l’obiettivo della loro propaganda, che non è altro che un crimine contro l’umanità. È difficile riconoscere che in questi tempi di bruschi cambiamenti climatici, disastri ecologici, pandemie, depressione economica e tutto il resto che va affrontato richiedono cooperazione globale, che le nazioni occidentali, ovvero Stati Uniti, Europa, Gran Bretagna, Canada, Australia e Giappone sono intenzionati a spingere tutti sull’orlo della guerra nucleare, oltre ogni briciolo di decenza umana, di qualsiasi preoccupazione per l’umanità e il pianeta che abita. Sembra che non gliene freghi niente. Come la società produca tali mostri è una domanda, ma la domanda principale è come affrontarli in modo da evitare la guerra. Perché la guerra è più vicina. E così il saggio di Putin è un appello alla salute mentale e al rispetto per la storia e le nazioni sovrane del mondo nel vivere come vogliono senza essere aggredite o distrutte da nazioni di briganti armate fino ai denti di armi di distruzione mondiale, e così convocare una riunione al vertice delle potenze mondiali per provare a ristabilire l’ordine internazionale esistente dal 1945. Ma ascolteranno? Risponderanno?
Chiuderò con le parole di Vladimir Putin, in cui afferma, in parte, “Il revisionismo storico, le cui manifestazioni osserviamo ora in occidente, e principalmente sul tema della Seconda Guerra Mondiale e i suoi risultati, è pericoloso perché distorce grossolanamente e cinicamente la comprensione dei principi dello sviluppo pacifico, stabiliti alle conferenze di Jalta e San Francisco nel 1945. Il principale risultato storico di Jalta e di altre decisioni del tempo è l’accordo per creare un meccanismo che consenta alle potenze leader di rimanere nel quadro della diplomazia nel risolvere le differenze. Il ventesimo secolo ha portato a conflitti globali su vasta scala e nel 1945 sono entrate in scena anche le armi nucleari in grado di distruggere fisicamente la Terra. In altre parole, la risoluzione delle controversie con la forza è diventata estremamente pericolosa. E i vincitori della seconda guerra mondiale lo capirono. Capirono e furono consapevoli della propria responsabilità nei confronti dell’umanità”. E semplicemente si chieda: quale destino ci aspetta quando la responsabilità dei nostri capi nei confronti dell’umanità è stata, per parafrasare Marx, gettata nel bidone della spazzatura della storia insieme alla storia stessa?

Christopher Black è un avvocato penalista internazionale di Toronto. È noto per numerosi casi di crimini di guerra di alto profilo e recentemente pubblicava il romanzo Beneath the Clouds. Scrive saggi di diritto internazionale, politica ed eventi mondiali, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio