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Perché l’Impero USA vuole controllare la narrativa sulla Russia

Caitlin Johnstone, Medium, 1 luglio 2020In un episodio del dicembre 2010 di Freedom Watch di Fox News, John Bolton e Andrew Napolitano, presentatore dello show, discussero delle pubblicazioni di WikiLeaks e, naturalmente, emerse il tema della segretezza del governo. “Ora voglio sostenere la segretezza nel governo quando si tratta di condurre affari di sicurezza nazionale, e possibilmente l’inganno laddove appropriato”, disse Bolton. “Sai che Winston Churchill disse durante la seconda guerra mondiale che in tempo di guerra la verità è così importante che va circondata da una guardia del corpo di bugie”. “Lo crede davvero?” chiese un incredulo Napolitano. “Assolutamente”, rispose Bolton. “Mentirebbe per preservare la verità?” chiese Napolitano. “Se dovessi dire qualcosa che sapevo falso per proteggere la sicurezza nazionale statunitense, lo farei”, rispose Bolton. “Perché le persone al governo pensano che le leggi o le regole della società non si applicano a loro?” Chiese Napolitano. “Perché non hanno a che fare con la società civile in cui viviamo secondo la costituzione”, rispose Bolton. “Hanno a che fare coll’ambiente anarchico internazionale dove si applicano regole diverse”. “Ma ha prestato giuramento alla Costituzione e la Costituzione impone una certa apertura ed equità”, protestò Napolitano. “E’ disposto a farla finita per raggiungere un obiettivo militare temporaneo?” “Penso che, come affermò il giudice Jackson in una decisione famosa, la costituzione non è un patto suicida”, affermò Bolton. “E penso che difendere gli Stati Uniti dalle minacce straniere richieda azioni che in un normale contesto economico negli Stati Uniti troveremmo poco professionali. Non me ne scuso”. Scriverò una sequenza di parole che non ho mai digitato prima e non mi aspetto di digitare mai più: “John Bolton ha ragione”.
Ovviamente Bolton non ha ragione nel suo patetico sostegno all’uso delle menzogne per promuovere ordini del giorno militari, che sembra solo un debole tentativo di giustificare le misure psicopatiche che lui stesso prese per ingannare il mondo sull’invasione imperdonabilmente malvagia dell’Iraq. Ciò di cui ha ragione è che i conflitti tra nazioni si svolgono in un “ambiente anarchico a livello internazionale in cui si applicano regole diverse”. Le singole nazioni hanno governi con leggi che vengono applicate da quei governi. Dato che non abbiamo un unico governo unificato de nostro pianeta (almeno non ancora), le interazioni tra questi governi sono in gran parte anarchiche, e non in senso positivo. Il “diritto internazionale”, in realtà, esiste solo nella misura in cui la comunità internazionale è disposta collettivamente a farlo valere. In pratica ciò significa che solo le nazioni che non hanno influenza sulle narrazioni dominanti nella comunità internazionale sono soggette al “diritto internazionale”. Questo è il motivo per cui vedrete i leader delle nazioni africane condannati dalla Corte penale internazionale (ICC) per crimini di guerra, ma gli Stati Uniti possono farsi valere sanzionando il personale dell’ICC se parla troppo d’indagine sui crimini di guerra nordamericani, e senza subirne le conseguenze. È anche il motivo per cui Noam Chomsky affermò che se le leggi di Norimberga avessero continuato ad essere applicate con equità e coerenza, tutti i presidenti degli Stati Uniti del dopoguerra sarebbero stati impiccati. Ed è anche per questo che vengono fatti così tanti sforzi per controllare la narrativa internazionale dominante su nazioni come la Russia che si oppongono all’annessione dall’alleanza di potenze degli Stati Uniti. Se si ha influenza e la leva per controllare quali narrazioni la comunità internazionale accetti come vere sul comportamento di una determinata nazione presa di mira, allora si può produrre una collaborazione internazionale con sanzioni economiche aggressive del tipo che Chuck Schumer, capo della minoranza del Senato, attualmente invoca in risposta alla narrazione completamente infondata sulla Russia che premia i taliban che eliminano le forze di occupazione in Afghanistan.
Nella guerra nel terzo mondo al rallentatore contro le nazioni che si rifiutano di essere assorbite nella massa dell’alleanza di potenze degli Stati Uniti, tale gruppo di alleati simile a un impero ha tutto da guadagnarci nel fare il possibile per minare e sabotare la Russia nel tentativo di escluderla dal palcoscenico mondiale ed eliminare il ruolo che svolge nell’opporsi a tale guerra. Avanzare quante più narrazioni possibili sulla Russia che compie nefandezze sulla scena mondiale produce il consenso alla collaborazione internazionale a tal fine, sotto forma di guerra economica, conflitti per procura, espansionismo della NATO e altre misure, oltre a permettere una nuova corsa agli armamenti uccidendo l’ultimo dei trattati nucleari USA-Russia e garantendo la presenza militare imperiale continua in Afghanistan. Non fu mostrata alcuna prova concreta che i russi pagassero taglie in Afghanistan, e quasi certamente non ci saranno mai. Questo non importa ai propagandisti imperialisti; sanno che non hanno bisogno di prove per far credere tale storia, hanno solo bisogno del controllo narrativo. Tutto ciò che i propagandisti devono fare è ripetere sempre che la Russia ha pagato per uccidere le truppe in Afghanistan con un tono sempre più assertivo e autorevole, e dopo un po’ la gente inizierà a crederci, solo perché i propagandisti lo fanno. Aggiungeranno nuovi dati alla narrativa, alcuno dei quali prova concreta delle loro pretese, ma dopo che abbastanza “bombe” saranno riportate in un tono assertivo e inquietante, la gente inizierà a pensare che sia provato che la Russia pagava tali taglie. I propagandisti semplicemente potranno agitarsi verso confuse informazioni disparate e non verificata e proclamare che c’è una montagna di prove e che chiunque ne dubiti sia un idiota. (Questo a proposito è l’inganno da manuale del galoppo Gishp, in cui vengono presentati un sacco di argomenti ognuno scadente per dare l’illusione di un solo caso forte). Questo perché il “diritto internazionale” esiste solo in termini pratici nella misura in cui i governi nel mondo accettano di fingere che esista. Finché l’impero centralizzato degli Stati Uniti potrà controllare la narrativa prevalente su ciò che la Russia fa, potrà continuare a usare il pretesto del “diritto internazionale” con rancore contro i nemici. Questo è tutto ciò che si vede davvero.

Traduzione di Alessandro Lattanzio