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Segnali del declinante potere internazionale degli Stati Uniti

Eric Zuesse, SCF, 30 giugno 2020

Il 15 giugno, Breaking Defence intitolava “Il Giappone ferma i lavori sull’Aegis a terra da 2,1 miliardi di dollari; difficoltà pet il nuovo programma Black Eye, ”e rifervia che il ministro della difesa giapponese, Taro Kono, annunciò: “A causa di considerazioni su costi e tempistiche, abbiamo interrotto il processo d’introduzione del sistema Aegis a terra”. Questo è il sistema missilistico anti-balistico Lockheed Martin che gli Stati Uniti installano in molti posti intorno la Russia per poter eliminare o almeno ridurre notevolmente la capacità della Russia di reagire efficacemente a Stati Uniti e alleati se e quando decidessero di completare l’obiettivo strategico nordamericano chiamato “Primato nucleare”, con cui gli USA potrebbero avere e “vincere” una guerra nucleare contro la Russia, eliminando o neutralizzando la capacità della Russia di reagire efficacemente a un improvviso primo colpo nucleare con una guerra lampo attacco degli Stati Uniti. Eliminare la capacità delle armi nucleari russe di lasciare lo spazio aereo russo (questo è lo “scudo missilistico” Aegis Ashore che distrugge le armi di ritorsione) è un aspetto cruciale del piano nordamericano del primato nucleare, al fine di utilizzare l’arsenale nucleare statunitense per vincere una guerra nucleare contro la Russia, anziché per impedirla.
Nel 2006, la meta-strategia del primato nucleare fu annunciata nelle due riviste più influenti in USA sulle relazioni internazionali: Foreign Affairs, del Council on Foreign Relations, e International Security, dal Belfer Center della John F. Kennedy School of Goverment dell’Università di Harvard. Questa meta-strategia sostituisce la lunga “strategia di mutua garanzia di distruzione” o “MAD”, su cui si basava il concetto di “deterrenza nucleare”. Il primato nucleare mira alla vittoria, non alla pace. Fu presentato da entrambe le riviste come non solo obiettivo realistico ma desiderabile, anche se gli autori riconobbero che tale meta-strategia richiederebbe una leadership nordamericana audace per completarla (cioè per conquistare la Russia e successivamente controllare il mondo senza una qualsiasi resistenza). L’inversione del Giappone dall’impegno a far parte di tale piano è significativa, e non solo perché tale cancellazione influirà negativamente sulle decisioni degli altri alleati di rimanere cogli Stati Uniti nel piano di conquista della Russia, ma anche perché il Giappone effettivamente ha più ragioni per proteggersi contro la Corea democratico che dalla Russia. In effetti, se le testate nucleari degli Stati Uniti colpissero la Russia, allora Corea democratica e Cina diverrebbero imprevedibili, e forse il Giappone sarebbe più sicuro se neutrale. Inoltre, il 1° marzo 2017, tre dei principali fisici ed esperti nordamericani di armi nucleari, Hans Kristensen, Matthew McKinzie e Theodore Postol, pubblicarono uno studio nel Bulletin of the Atomic Scientists, che concluse che “Questo enorme aumento della capacità di targeting nucleare degli Stati Uniti, in gran parte nascosto al pubblico, ha serie implicazioni per la stabilità strategica e le percezioni della strategia ed intenzioni nucleari statunitensi. I pianificatori russi vedranno quasi sicuramente l’avanzare delle capacità di rifornimento come potenziamento della capacità di attacco nucleare sempre più fattibile dagli Stati Uniti, una capacità che richiederà alla Russia di intraprendere contromisure che aumenteranno ulteriormente la già pericolosamente alta prontezza delle forze nucleari russe…. [E questa capacità tecnologica che gli Stati Uniti hanno] crea esattamente ciò che ci si aspetta se uno Stato con armi nucleari avesse in programma di poter combattere e vincere una guerra nucleare disarmando i nemici con un primo colpo a sorpresa”. La cosa straordinaria è che questa affermazione arrivava da esperti nordamericani, non russi. Inoltre, da quel momento, gli USA uscivano unilateralmente dagli accordi di controllo sugli armamenti nucleari che aveva con la Russia e la precedente Unione Sovietica. Anche questo è coerente coll’obiettivo nordamericano di sviluppare uno schiacciante vantaggio nucleare contro la Russia in modo da imporsi in termini di resa.
L’articolo di Breaking Defence osservava che “il programma da 2,1 miliardi era finito anche prima dell’annuncio di Kono, dopo che Tokyo dichiarò che avrebbe demolito il sistema di Akita [Prefettura] per le proteste locali contro di esso”, e affermò che altri due i siti previsti per i sistemi Aegis a terra, in Polonia e Romania, erano in ritardo rispetto ai tempi previsti e fuori budget. L’adozione da parte nordamericana della meta-strategia del primato nucleare (mirando alla vittoria con armi nucleari) in sostituzione della precedente meta-strategia MAD (mirando al bilancio delle armi nucleari e alla pace internazionale) potrebbe persino essere un’estensione delle reali intenzioni meta-strategiche nordamericane sulle armi nucleari nel periodo precedente al 1991 della Guerra fredda “ideologica” (comunismo contro capitalismo) contro l’Unione Sovietica. Ad esempio, un’indicazione di tale intenzione era il rifiuto pubblico degli USA di accettare come qualcosa di diverso dai “trucchi comunisti” i ripetuti sforzi dei sovietici per ripristinare la cooperazione congiunta sulla sicurezza nazionale tra Unione Sovietica e USA esisiente quando Franklin Delano Roosevelt era presidente. Le risposte degli USA nel secondo dopoguerra furono insulti, invece di accogliere le proposte sovietiche e lavorarvi dietro le quinte per ottenere dei progressi verso il tipo di ordine mondiale e cooperazione globale che FDR aveva inteso; un ordine mondiale che intendeva controllato dalle Nazioni Unite, non dagli Stati Uniti. Ad esempio, il 19 settembre 1959 all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il rappresentante sovietico intitolò “Dichiarazione del governo sovietico sul disarmo generale e completo” e presentò una serie di proposte tra cui:
Dichiarazione del governo sovietico sul disarmo generale e completo
19 settembre 1959
P. 14:
Il governo sovietico propone di attuare il programma di disarmo generale e completo entro il termine più breve possibile – un periodo di quattro anni. Le seguenti misure sono proposte per la prima fase:
Riduzione, sotto il controllo appropriato, delle forze armate dell’Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche, degli Stati Uniti d’America e della Repubblica popolare cinese al livello di 1,7 milioni di uomini, e del Regno Unito e della Francia al livello di 650000 uomini;
Riduzione delle forze armate di altri Stati a livelli da concordare in una sessione speciale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite o in una conferenza mondiale sul disarmo generale e completo;
Riduzione degli armamenti ed equipaggiamenti militari a disposizione delle forze armate degli Stati nella misura necessaria per garantire che la quantità rimanente corrisponda al livello fissato per le forze armate.
Si propone quanto segue per la seconda fase:
Completo scioglimento delle forze armate degli Stati;
L’eliminazione di tutte le basi militari nei territori di Stati stranieri; truppe e personale militare saranno ritirati dai territori di Stati stranieri entro le frontiere nazionali e sciolti.
Quanto segue è per la terza fase:
Distruzione di tutti i tipi di armi nucleari e missili;
Distruzione del materiale dell’aviazione;
L’entrata in vigore del divieto di produzione, possesso e deposito di armi chimiche e biologiche in possesso degli Stati che vanno rimosse e distrutte sotto controllo internazionale;
Vietare la ricerca scientifica a fini militari e lo sviluppo di armi e attrezzature militari;
I ministeri di guerra, stati maggiori e stabilimenti e organizzazioni militari e paramilitari saranno aboliti;
Tutti i corsi e addestramento militari vanno chiusi. Gli Stati vietano per legge l’istruzione militare dei giovani.
In conformità con le rispettive procedure costituzionali, gli Stati dovranno emanare una legislazione che abolisca il servizio militare in tutte le sue forme: obbligatoria, volontaria, per assunzione e così via. …
(4) conclusione di un patto di non aggressione tra gli Stati membri della NATO e gli Stati membri del Trattato di Varsavia;

La risposta degli Stati Uniti fu pochi mesi dopo alla “Conferenza del Comitato per il disarmo delle dieci nazioni”:

“Conferenza del Comitato delle dieci nazioni sul disarmo”
22 marzo 1960
Verbale finale del sesto incontro tenutosi al Palais des Nations, Ginevra
P. 36:
Sig. Eaton (Stati Uniti d’America): Non ho intenzione di entrare in questa discussione sulle basi straniere. Penso che le discussioni che abbiamo avuto qui stamattina abbiano indicato che avremo problemi politici fin dalle primissime fasi, problemi su cui si sono fondate le conferenze precedenti. Direi solo che le forze del mio governo sono impiegate solo al di fuori del mio Paese e all’interno del mio Paese allo scopo di difendere sia noi stessi sia i nostri alleati che desiderano essere associati a noi, che accolgono le nostre truppe come parte di loro e delle difese alleate, e per alcun altro motivo. Ogni volta che arriva il momento in cui queste truppe non devono essere impiegate, è solo per la pura difesa, non c’è alcun dubbio nella mente di chiunque qui che tali forze saranno ritirate.

Conferenza del Comitato per le dieci nazioni sul disarmo
24 giugno 1960
Verbale finale del Quarantaseiesimo incontro tenutosi al Palais des Nations, Ginevra
4: Mr. Nosek (Cecoslovacchia): Cosa ha proposto il signor Eaton? Ha proposto l’introduzione di misure di controllo … esclusivamente con misure di controllo, cioè con il vecchio e noto requisito degli Stati Uniti: l’introduzione del controllo sugli armamenti. Apparentemente al fine di fuorviare l’opinione pubblica mondiale, che richiede una discussione concreta sul disarmo generale e completo, i rappresentanti degli Stati Uniti iniziano a preferire, per ragioni tattiche, a chiamare tali misure non “misure parziali” ma “passi iniziali” sulla via al disarmo generale e completo sotto un controllo internazionale efficace.

Le Nazioni Unite e la sicurezza spaziale: mandati contrastanti
P. 17:
Questa confusione ed evasione da parte degli Stati Uniti] alla fine portò Unione Sovietica, Bulgaria, Cecoslovacchia, Polonia e Romania a non partecipare alla 48a riunione del Comitato delle dieci nazioni, che segnò la fine di queste discussioni in seno al Comitato.

Chi beneficiò del rifiuto dehli USA anche di discutere quale fosse l’obiettivo del Presidente FDR per il mondo post-Seconda Guerra Mondiale? I beneficiari sono ciò che Eisenhower, quando lasciò l’incarico il 17 gennaio 1960, chiamò “complesso industriale militare” (che in realtà servì da presidente sebbene lo condannò pubblicamente nel discorso d’addio) e tali beneficiari sono fondamentalmente le cento maggiori aziende militari degli USA, in particolare il proprietari delle prime aziende produttrici di armi come Lockheed. Quindi, il controllo degli USA da parte del MIC potrebbe aver preceduto da tempo il 2006. In ogni caso, l’eventuale ritiro del Giappone dall’attuale alleanza anti-russa cogli Stati Uniti potrebbe rivelarsi un ulteriore indizio, oltre il fenomeno di come la performance nordamericana nella sfida del coronavirus e in altri fattori possa indicare che il secolo americano sta per finire.

Traduzione di Alessandro Lattanzio