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“La nostra lotta al terrorismo non è finita e il “Caesar Act” sarà una possibilità per il popolo siriano”

Hamda Mustafa, Syria Times, 23 giugno 2020Il Vicepremier e Ministro degli Esteri e degli Espatriati Walid al-Mualam affermava che il vero obiettivo del cosiddetto “Caesar Act” è aprire le porte al ritorno del terrorismo in Siria come nel 2011 e costringere la Siria a rinunciare all’alleanza con la resistenza e ad accettare la normalizzazione con Israele. In una conferenza stampa, al-Mualam affermava che le dichiarazioni rilasciate da Mike Pompeo e James Jeffery sul cosiddetto “Caesar Act” dimostrano che sono bugiardi perché se volessero il bene del popolo siriano non cospirerebbero contro il suo benessere. Osservava che non ci sono eccezioni in ciò che viene definito “Caesar Act” e che i nordamericani mentono quando affermano che tale legge non include medicine o forniture mediche. Notava che il popolo siriano è abituato a gestire sanzioni unilaterali impostegli dal 1978 in diversi termini. Il capo diplomatico siriano ribadiva che questa legislazione nordamericana sarà un’opportunità per il popolo siriano di ravvivare la propria economia, raggiungere l’autosufficienza e approfondire la cooperazione con amici e alleati in tutti i settori, osservando che la guerra siriana al terrorismo non è ancora terminata.
Si chiedeva se la presenza delle forze statunitensi presso i giacimenti petroliferi siriani, l’incendio dei campi di grano e la minaccia degli Stati Uniti ai Paesi amici che volessero contribuire alla ricostruzione della Siria siano di interesse del popolo siriano. Disse che le forze di occupazione statunitensi investono nel terrorismo e questo era dimostrato nel trasferire i capi delle organizzazioni terroristiche dello SIIL coi loro elicotteri in Iraq e nel sostenere Jabhat al-Nusra e il regime turco nell’aggressione alla Siria. “Sicuramente mentono quando parlano degli interessi del popolo siriano”, ha affermava al-Mualam. Sull’arena politica, al-Mualam affermava l’impegno della Siria nella ricerca della soluzione politica alla crisi nel Paese e il rifiuto a qualsiasi interferenza straniera nordamericana o meno nei lavori del comitato costituzionale, che deve essere un processo siriano lontano da qualsiasi interferenza estranea. Ribadiva che i siriani non permetteranno interferenze nella costituzione e riconosceranno solo una costituzione nazionale al servizio degli interessi del popolo siriano.
Sulla situazione a Idlib, al-Mualam affermava che la Siria si comporta in base alle sue priorità, capacità e alla luce del dialogo cogli alleati, principalmente la Russia, sottolineando che vi è una cessazione delle ostilità ad Idlib secondo l’accordo di Sochi. “Quando i terroristi non rispettano l’accordo, le nostre eroiche forze armate reagiscono direttamente, ma questa decisione viene presa dalla leadership militare”, dichiarava al-Mualam, indicando che il regime turco invadeva l’Iraq settentrionale, trasferiva mercenari in Libia per amor del petrolio e occupava terre in Siria per rilanciare le ambizioni ottomane. Il capo diplomatico siriano chiariva che la resistenza popolare nelle aree sotto l’occupazione nordamericana è normale, ma la cosa strana è l’illusione di certi gruppi curdi che pensano che gli Stati Uniti continueranno a sostenerli. “Voglio dirgli che verrà un giorno in cui si sveglieranno una mattina e non troveranno gli statunitensi che in realtà non difendono gli interessi dei curdi nella regione, ma gli interessi e la sicurezza di “Israele””.
Sulle relazioni della Siria cogli alleati, al-Mualam affermava che “siamo in stretta alleanza coi nostri amici russi che hanno fatto sacrifici nella lotta al terrorismo sul suolo siriano. Il sostegno russo alla Siria continuerà e le consultazioni tra le parti sono quotidiane. Anche l’Iran è un caro amico che sosterrà sempre la Siria. Sulla Cina, la consideriamo un alleato con cui la Siria ha un dialogo continuo e siamo sicuri che i nostri amici e alleati non lasceranno la Siria da sola”.
Sulla Palestina, al-Mualam affermava che la Siria continua a sostenere il popolo palestinese e il suo diritto al ritorno e alla costruzione del proprio Stato indipendente“. “Non riconosciamo i piani di annessione dell’occupazione israeliana sulla Cisgiordania. Israele dovrebbe ritirarsi da tutte le terre arabe che ha occupato”, chiariva al-Mualam, che affermava che la Siria sostiene l’esercito e le istituzioni nazionali libiche, nonché la sovranità e l’integrità territoriale libica, e ribadiva inoltre il sostegno della Siria alla sicurezza nazionale egiziana.

Traduzione di Alessandro Lattanzio