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L’Iran emette un mandato di arresto per Trump

PressTV 29 giugno 2020

Un giudice iraniano avvertiva l’Interpol che dei mandati venivano emessi contro decine di funzionari militari e politici degli Stati Uniti, tra cui il presidente Donald Trump, con l’accusa di pianificazione e attuazione dell’attentato terroristico nella capitale irachena che assassinò il Generale Qasim Sulaymani e i suoi compagni. “Sono state identificate trentasei persone coinvolte nell’assassinio del Generale Qasim Sulaymani, tra cui funzionari politici e militari di Stati Uniti ed altri governi”, dichiarava il procuratore di Teheran Ali Alqasi-Mehr, aggiungendo che la magistratura iraniana emise mandati di arresto e chiesto “Interventi rapidi” all’Interpol. Il giudice iraniano osservava che tali persone dovranno affrontare le accuse di “omicidio e terrorismo”, affermando che l’Iran continuerà a perseguire Trump anche dopo la fine della sua presidenza. “In cima alla lista c’è il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e il suo processo sarà perseguito anche dopo la fine del suo mandato”, dichiarava il giudice iraniano.
I terroristi statunitensi assassinarono il Tenente-Generale Sulaymani, comandante della Forza Quds del Corpo della Guardia della Rivoluzione Islamica (IRGC), insieme ad Abu Mahdi al-Muhandis, vicecomandante dell’Hashd al-Shabi dell’Iraq e i loro accompagnatori, colpendo i loro veicoli presso l’Aeroporto internazionale di Baghdad il 3 gennaio. L’atto terroristico fu compiuto sotto la direzione di Trump, col Pentagono che se ne assunse la responsabilità. Il Generale Soleimani è visto da chi vuole la libertà nel mondo come la figura chiave nella sconfitta dello SIIL, il gruppo terroristico più famigerato, nelle battaglie in Medio Oriente. Milioni di persone parteciparono al corteo funebre tenuto per i comandanti nelle città irachene di Qadhimiya, Baghdad, Qarbala e Najaf, nonché nelle città iraniane di Ahvaz, Mashhad, Teheran, Qom e Kerman. NBC News rivelò i dettagli dell’assassinio, affermando che l’operazione terroristica sfruttò intelligence israeliana e fu gestita dal quartier generale del comando centrale statunitense (CENTCOM) in Qatar. Il capo della magistratura iraniana Ebrahim Raeisi dichiarò a febbraio che giudici della Repubblica islamica erano in contatto con le autorità irachene per perseguire il caso dell’assassinio del Generale Sylaymani da parte delle forze terroristiche statunitensi in Iraq. “Seguiamo seriamente il caso e non abbiamo dubbi, fiduciosi che… vendicheremo il suo omicidio”, dichiarava il giudice iraniano. Trump aggravò la follia dell’assassinio del Generale Sulaymani, dicendo che avrebbe dovuto essere ucciso “molti anni fa”. In una serie di tweet, accusò il comandante iraniano di aver ucciso e ferito migliaia di nordamericani a lungo e di “aver pianificato di ucciderne molti di più”.

“L’Iran ha identificato circa 40 persone legate all’assassinio del Generale Sulaymani”
In uno sviluppo correlato, il Viceministro degli Esteri iraniano per gli affari legali e internazionali Mohsen Baharvand dichiarava che circa 40 persone furono identificate in relazione all’assassinio del Tenente-Generale Sulaymani e dei suoi compagni. “Finora le nostre agenzie d’intelligence e sicurezza hanno identificato circa 40 nordamericani, che in un modo o nell’altro erano coinvolti in tale assassinio coll’ordine o l’esecuzione. Numerose altre persone, tra cui alcuni operatori di droni nordamericani, non ancora noti, saranno identificati nel prossimo futuro”, aveva detto. Il Viceministro degli Esteri notava che dopo che gli altri nordamericani e non coinvolti nell’assassinio del Tenente Generale Sulaymani saranno identificati, “il giudice li accuserà sulla base di prove innegabili e la dirigenza islamica non si fermerà fin quando non saranno assicurati alla giustizia”. “Poiché è stato un crimine contro la nostra sovranità e sicurezza nazionali, il governo degli Stati Uniti e quei Paesi i cui territori furono utilizzati per commettere tale crimine sono responsabili dal punto di vista internazionale e vanno ritenuti responsabili della loro azione, in contrasto col diritto internazionale, e seguiremo la questione in vari forum e organizzazioni internazionali”, osservava.

Traduzione di Alessandro Lattanzio