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I socialdemocratici portarono il fascismo in Germania. Lo fanno di nuovo negli USA

Rainer Shea, 23 giugno 2020Ci sono molti parallelismi tra gli USA e la Germania all’inizio dell’era nazista: crescente razzismo e xenofobia, declino economico, deterioramento delle istituzioni democratiche, ossessione per il militarismo, violenta polarizzazione politica. Ma il fattore determinante che i due paesi condividono nella discesa al fascismo è la decisione dei liberali di partecipare alla campagna per reprimere i rivoluzionari. L’operazione del governo a maggioranza socialdemocratico di Weimar di reprimere la rivolta guidata dai comunisti nel 1919 mostrò quanto lontano potevano andare i socialdemocratici quando il sistema borghese a cui si allineano è minacciato; mandarono forze paramilitari ad assassinare i leader della Lega Spartachista, come la comunista Rosa Luxemburg. Ciò impedì alla Germania di diventare socialista (il che avrebbe impedito che divenisse fascista) e mantenne l’opposizione ai fascisti incurabilmente divisa per il decennio che precedette l’arrivo di Hitler al potere. Va notato che lo scopo principale della Lega Spartachista era opporsi alla guerra, perché i problemi della guerra e dell’imperialismo sono ciò che guida le tendenze reazionarie dei socialdemocratici oggi. Vale a dire, il desiderio di tali moderni liberali statunitensi di schierarsi coli imperialisti in politica estera è ciò che li porta all’offensiva contro i movimenti comunisti e antimperialisti. Si guardi come il commentatore socialdemocratico David Pakman attaccava gli antimperialisti e quello che chiama “sinistra leninista”, l’anno scorso, per essersi opposta alle narrazioni sul cambio di regime in Venezuela o aver denunciato il colpo di Stato in Bolivia. Si guardi come Bernie Sanders promosse le narrazioni da guerra fredda su Russia e Cina mentre legittimava la campagna del cambio di regime in Venezuela. Si guardi come la rete progressiva TYT palesemente travisava i fatti sul Venezuela e partecipava alla frenesia anti-russa dei media. Tutte ciò serviva a legittimare le azioni terroristiche di Washington all’estero, sia la censura contro le voci antimperialiste nel nucleo imperiale.
Gli esempi dei socialdemocratici complici dell’imperialismo continuano, dall’incontro di Alexandria Ocasio-Cortez coli organizzatori del colpo di Stato boliviano all’approvazione delle sanzioni di Sanders sulla RPDC. In questo momento, in cui la classe dominante nordamericana reagisce al declino del potere globale degli Stati Uniti e all’ascesa del conflitto di classe, tale insistenza del mainstream ad allinearsi all’imperialismo è segno inquietante; mostrando che continueranno a consentire la discesa nel fascismo rimanendo fedeli all’idea del patriottismo nordamericano. Mentre le contraddizioni del capitalismo arrivano al culmine col recente contraccolpo della brutalità della polizia razzista degli Stati Uniti, i liberali, compresi i socialdemocratici, sono dalla parte dei fascisti. Sanders rispose all’omicidio di George Floyd e all’assalto violento della polizia contro manifestanti pacifici non chiamando ad abolirla, ma affermando l’opposizione all’abolizione della polizia e approvando una dichiarazione che include l’aumento dello stipendio ai poliziotti. Ciò riflette le tendenze liberali nordamericane in questo momento ad appacificarsi cogli sbirri, fare compromessi coi politici reazionari e reindirizzare l’energia dei movimenti sociali verso il loro inefficace slogan riformista. In un momento come questo, tali comportamenti dei liberali non sono solo scoraggianti; ma spaventosi. L’editorialista Genevieve Leigh osservava ciò che capi fascisti e politica dei socialdemocratici e altri liberali permettono: “Da quando Trump è al potere, i democratici hanno collaborato nel reprimere l’opposizione popolare alla sua amministrazione ed invece elevato figure militari di destra ad opposizione “ufficiale”. I democratici, anche Sanders?, non hanno parlato degli sforzi di Trump per rovesciare la Costituzione e stabilire un governo militare. Invece, si affidano ai militari come arbitri della politica negli Stati Uniti. Va notata che nell’intervista di Sanders al New Yorker elogiava la condanna del generale James Mattis della risposta di Trump alle proteste, dicendo che ne fu “molto colpito”. Mattis si è guadagnato il soprannome di “Mad Dog” per aver guidato la sanguinosa campagna nordamericana per riconquistare la città irachena di Falluja nel 2004 e si vantò con le sue truppe sotto il suo comando in Afghanistan che “è infernlamente molto divertente sparare” agli afgani”.
C’è il fenomeno storico dei liberali che divide l’opposizione al fascismo. E di nuovo, c’è la relazione che gli attivisti liberali e “progressisti” di Trump hanno coll’imperialismo. L’Impero è il fondamento della macchina capitalista degli Stati Uniti, il motore con cui le multinazionali sostengono una ricca plutocrazia. Più in generale, mantiene la struttura stessa del capitalismo nordamericano; se il Paese perde la capacità di sfruttare il Sud del mondo e il Terzo mondo, l’equilibrio economico verrà rovesciato divenendo suscettibile alla rivoluzione. Diventerà simile ai paesi del Terzo mondo che opprime, storicamente inclini a sperimentare le rivolte delle classi inferiori. Ciò che terrorizza la classe dirigente nordamericana è che più l’impero declina, più si avvicina a questo punto. L’ascesa della Cina e il successivo isolazionismo economico anti-cinese degli USA esacerbano la crisi economica che il neoliberismo ha già prodotto. Trump è disposto a tagliare le esportazioni cinesi negli Stati Uniti, il che farebbe esplodere la bomba economica e creerebbe maggiore dissenso dalle classi inferiori. Il crollo del capitalismo e dell’imperialismo nordamericano spingono il sistema ad adottare misure sempre più drastiche, che la storia dimostra portare al fascismo. Quindi è naturale che i socialdemocratici e i liberali, che hanno sempre difeso l’esperienza nordamericana nonostante le loro critiche parziali, seguano le stesse tendenze fasciste dei reazionari, come nazionalismo, sciovinismo, militarismo e attenzione alla “legge e ordine”.
Quali saranno le prossime azioni che i liberali permetteranno? Senza dubbio si tratterà di aumento degli arresti contro socialisti e antirazzisti, ulteriore erosione delle libertà civili e molto probabilmente nuova versione della violenta repressione anticomunista che la classe dirigente tedesca attuò. Il primo passo è l’aumento della censura contro le voci antimperialiste, verificatosi mentre la guerra fredda con la Cina si è intensificata. Durante questa repressione del dissenso, la dirigenza politico e dei media continuerà ad appellarsi all’impulso nordamericano al superpatriottismo, specialmente verso l’esercito. Il fatto che il bilancio del Pentagono del 2021 si concentri sullo sforzo militare per affrontare Russia e Cina dimostra proprio dove la classe dominante, e i socialdemocratici per estensione, sposteranno l’attenzione nei prossimi anni: avanzare verso la guerra perpetua da grande potenza mentre reprime chi vi si oppone.

Traduzione di Alessandro Lattanzio