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Il Giappone demolisce il sistema antimissile Aegis terrestre

Mainichi, 25 giugno 2020Il Giappone abbandona i piani per dispiegare il sistema di intercettazione missilistica terrestre Aegis Ashore come scudo contro proiettili ad alta tecnologia lanciati dalla Corea democratica, secondo il Ministro della Difesa Taro Kono. “Dopo le deliberazioni al NSC, siamo giunti alla decisione di annullare il dispiegamento nelle prefetture di Yamaguchi e Akita”, aveva detto Kono a un gruppo di deputati del partito al potere, riferendosi alla riunione a porte chiuse del Consiglio di sicurezza nazionale presieduta dal Primo Ministro Shinzo Abe. La decisione seguiva il brusco annuncio di Kono del 15 giugno di aver fermato il processo di dispiegamento di due batterie prodotte negli Stati Uniti dal sistema missilistico, citando problemi tecnici e di aumento dei costi a causa della forte opposizione locale. In una riunione del Partito Democratico Liberale di Abe, parte aperta ai media, Kono affermava che il Ministero della Difesa trovava difficile scegliere siti alternativi. Mentre il Giappone continuerà a difendersi dalla minaccia dei missili balistici nordcoreani coi cacciatorpediniere Aegis della Forza di autodifesa marittima, Kono affermava che è una cattiva idea affidarsi esclusivamente a questi. Tenendo presente lo sviluppo dei nuovi missili balistici da parte di Pechino e Pyongyang, che appaiono difficili da intercettare, il ministro affermava che il Giappone deve “considerare cosa faremo (per rispondere a tali minacce) nel medio e lungo termine”. Kono affermava che i cacciatorpediniere della MSDF e il sistema Patriot Advanced Capability-3 progettati per abbattere i missili che eludono gli intercettori sparati dalle navi, proteggeranno la nazione “per il momento”.
Le unità Aegis Ashore dovevano integrare i cacciatorpediniere MSDF, con un sito candidato nella prefettura nord-orientale di Akita e l’altro nella prefettura occidentale di Yamaguchi, entrambi vicino le coste sul Mar del Giappone. Kono dichiarava che il governo continuerà a discutere delle esigenze della difesa con i partiti al governo e gli Stati Uniti, oltre ai colloqui al NSC. Tuttavia, Kono non dava una risposta chiara quando chiestogli se il ministero esplorerà la possibilità di colpire basi straniere, un’idea proposta da alcuni membri del LDP dimostratasi controversa data la Costituzione del Giappone che rinuncia alla guerra. “Sono sollevato dal fatto che l’ansia tra i residenti locali sia svanita”, aveva detto il governatore di Akita Norihisa Satake, aggiungendo che Kono gli aveva telefonato che il governo “non schiererà” le unità Aegis Ashore in Giappone. “Ma, mi chiedo a cosa servirono questi due anni e mezzo (dall’approvazione del Governo per schierare le batterie)”, aveva detto Satake. Nel frattempo, il governatore di Yamaguchi Tsugumasa Muraoka dichiarava ai giornalisti di essere “grato” per la “decisione rapida” del governo.
Nel dicembre 2017, il Giappone decise d’installare due batterie Aegis Ashore dopo una serie di lanci di missili balistici della Corea democratica e l’istigazione del presidente Donald Trump a vendere altri equipaggiamenti militari secondo la politica “Buy American”. Il dispiegamento avrebbe dovuto iniziare nel 2025, minimo. Tokyo e Washington hanno già firmato un contratto da 180 miliardi di yen (1,7 miliardi di dollari) sull’introduzione del sistema Aegis Ashore, su cui il Giappone ha speso 12,5 miliardi di yen, secondo il Ministero della Difesa. Kono affermava che l’acquisto delle unità, combinato coi costi operativi e di manutenzione per 30 anni, ammontava a circa 450 miliardi di yen e che il governo cercherà di dialogare cogli Stati Uniti sul saldo in sospeso.
Il Ministero della Difesa era sotto tiro da giugno dello scorso anno quando fu scoperto che aveva condotto un’errata indagine geografica nella scelta del distretto di Akita Araya come sito per una batteria Aegis a terra. Kono disse che era difficile mantenere la promessa di assicurare che il razzo di un missile intercettore atterrasse solo in un poligono della SDF o in mare, a meno che il materiale on fosse modificato, quando annunciò la sospensione del dispiegamento. Il piano di spiegamento era impopolare presso i residenti locali preoccupati per gli effetti sulla salute delle onde elettromagnetiche emesse dal radar del sistema, nonché dalla possibilità che la loro comunità venisse presa di mira in caso di conflitto armato.

Traduzione di Alessandro Lattanzio