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La Cina esorta l’India a trattenersi

Il PLA sa difendere sovranità ed integrità territoriale: analisti
Liu Xuanzun e Liu Xin, Left Review 18 giugno 2020

In un evento che gli esperti cinesi definiscono la situazione più grave che Cina e India hanno vissuto sul confine da decenni, uno scontro fisico scoppiava tra le truppe a difesa dei confini dei due Paesi nella valle di Galwan. Lo scontro ebbe luogo dopo che le truppe indiane attraversarono il confine per condurre attività illegali lanciando attacchi provocatori contro i militari cinesi, portando a misure di autodifesa dalle truppe cinesi che secondo quanto riferito, causarono la morte di un colonnello e due soldati dell’esercito indiano. Rompendo la loro promessa, le truppe indiane nuovamente attraversavano la linea del controllo effettivo nella regione della Valle di Galwan lanciando intenzionalmente attacchi provocatori, provocando gravi scontri e causando vittime, affermava il Colonnello Zhang Shuili, portavoce del del Comando di Teatro Occidentale dell’Esercito popolare di liberazione (PLA) cinese. La Cina ha sempre mantenuto la sovranità sulla regione della valle di Galwan e le parole delle truppe di difesa del confine indiano sono incoerenti e violano gravemente gli accordi raggiunti da entrambi i Paesi e il consenso raggiunto nei colloqui a livello di comando e danneggiano gravemente le relazioni militari e il sentimento del popolo di entrambe le nazioni, secondo Zhang. L’India dovrebbe trattenere rigorosamente le sue truppe in prima linea, fermare le azioni provocatorie, incontrare la parte cinese e tornare al percorso corretto di risoluzione delle controversie attraverso il dialogo, secondo Zhang.
Nonostante la stretta comunicazione tra Cina e India attraverso canali diplomatici e militari volti ad allentare le tensioni al confine, le truppe indiane violavano ancora gravemente il consenso raggiunto nei colloqui a livello di comando del 6 giugno. Attraversarono il confine due volte per condurre attività illegali e attacchi provocatori contro i militari cinesi, portando a un grave scontro tra le truppe di entrambe le parti, dichiarava il portavoce del Ministero degli Esteri Zhao Lijian durante una conferenza stampa di routine. I cinesi presentarono una forte protesta e una solenne rimostanza alla parte indiana, esortandola a frenare rigorosamente le sue truppe di prima linea secondo il consenso e a non oltrepassare il confine e dal compiere un qualsiasi movimento unilaterale che possa complicare ulteriormente la situazione al confine, dichiarava Zhao.
Le dichiarazioni di Zhao e Zhang si ebbero dopo che i media indiani riferirono che un colonnello e due soldati dell’esercito indiano rimasero uccisi nello scontro. Rapporti indiani affermavano che ci furono vittime cinesi. Altri 34 soldati indiani erano dispersi, si ritiene che siano morti o catturati, secondo il Telegraph citando fonti dell’esercito indiano. Questa è la prima volta che dei militari muoiono in scontri al confine tra Cina e India, dal 1975, secondo i media indiani.
Il mondo ha sempre focalizzato l’attenzione su come Cina ed India quali grandi potenze globali, risolvono i conflitti di confine. I due Paesi erano appena usciti dallo stallo di Doklam di 72 giorni, nel 2017, dopo che incontri dei leader dei due Paesi portarono la grave crisi alle frontiere fuori pericolo. Nonostante ciò, tre anni dopo scoppiava un nuovo conflitto, causando persino i primi caduti in quattro decenni. Proprio come lo stallo di Doklam, fu l’India a compiere la prima mossa provocatoria attraversando illegalmente la linea del controllo effettivo. È ovvio che l’India è sempre più aggressiva nelle controversie di confine coi Paesi vicini, secondo gli analisti. Gli osservatori ritengono che i conflitti su piccola scala nelle regioni di confine tra Cina e India continueranno probabilmente, ma non ci sarà una guerra.
Le dichiarazioni della Cina esortavano la parte indiana a frenare le truppe in prima linea e a tornare sulla strada dei colloqui. Ciò dimostra che i cinesi trattano l’incidente come conflitto locale condotto solo da truppe di prima linea, e continua a vedere il dialogo approccio definitivo per risolvere tali problemi. La leadership indiana dovrebbe anche raggiungere questa logica, frenare le forze aggressive e gli ufficiali di prima linea tra i suoi militari e lasciare che questo sanguinoso conflitto sia risolto dalla saggezza di entrambe le parti, secondo gli analisti.

‘Provocazione inscenata’
Questa aggressione indiana è un’azione militare intensa e inscenata intenzionalmente, volta a catturare territori cinesi che l’India cerca da tempo, ed era una mossa egoistica dell’India per allontanare l’enorme pressione interna causata da problemi sociali, tra cui l’epidemia di COVID-19 , secondo esperti cinesi. L’incidente avveniva durante un pattugliamento ed entrambe le parti subirono feriti e vittime, così si aveva la situazione più grave che Cina e India hanno vissuto al confine in oltre quattro decenni. e potrebbe rendere inutili gli sforzi per disinnescare le controversie sui confini, secondo Qian Feng, del Taihe Institute e direttore del dipartimento di ricerca del National Strategy Institute della Tsinghua University di Pechino. Di fronte alla provocazione, la parte cinese ha dovuto prendere contromisure decisive, affermava Qian, osservando il fatto che le truppe indiane che attraversavano due volte la linea di confine significava che la seconda ondata poterebbe essere dei rinforzi dopo il fallimento della prima incursione. L’esperto militare e commentatore televisivo Song Zhongping dichiarò che lo scontro fu il risultato di una provocazione militare delle truppe indiane pianificata da tempo. Non erano più soddisfatti delle semplici scaramucce. Entrarono nel territorio cinese cercando attivamente uno scontro con le truppe cinesi e continuarono a costruire infrastrutture volte ad acuire nuove tensioni anche ricorrendo ad azioni militari, secondo Song.
Questo incidente è un attacco a sorpresa delle truppe indiane contro il PLA, secondo una fonte vicina alla questione. Le truppe indiane in prima linea avrebbero creduto di aver subito una sconfitta nei precedenti scontri, quindi condusse tale ritorsione, secondo gli analisti che osservavano che queste truppe erano secondarie e molto probabilmente tale operazione non fu approvata dai superiori. Sarebbe stata una sfida per l’India gestire correttamente queste truppe di prima linea, affermavano. Un’altra fonte che ha familiarità con la questione affermò che, in via precauzionale, per non intensificare il conflitto, le truppe cinesi e indiane tacitamente decisero di non portare armi, quindi lo scontro fu solo fisico. Nemmeno durante lo scontro di Doklam nel 2017 si verificò uno scontro così cruento, e gli analisti cinesi credono che una delle ragioni sia le sfida interna che l’India oggi affronta e, di conseguenza, cercava di dirottare la pressione. Hu Zhiyong, ricercatore presso l’Istituto di relazioni internazionali dell’Accademia delle scienze sociali di Shanghai, dichiarava che il tormento dell’epidemia di COVID-19 che si aggravava a livello nazionale e l’economia in crisi spingevano il governo indiano ad essere provocatorio sulle questioni dei confini, negli ultimi mesi, cercando di distogliere l’attenzione del pubblico. L’India aveva anche controversie sui confini con Pakistan e Nepal negli ultimi mesi. La provocazione dell’India contro la Cina tra le tese relazioni Cina-USA mostrava anche che si volevano compiacere gli Stati Uniti, secondo Hu. Forse lo scopo dell’India in primo luogo era creare un problema più grave dello stallo di Doklam, secondo gli esperti.

Preparativi cinesi
L’India potrebbe aumentare ulteriormente le provocazioni e causare altri problemi nelle regioni di frontiera per raggiungere i propri obiettivi. E mentre la probabilità di un grave scontro militare rimane bassa, c’è la possibilità che le tensioni militari continuino a crescere, alimentate dall’opinione pubblica aggressiva in India, affermavano gli analisti. La Cina deve prepararsi a questo, e solo quando se la Cina è ben preparata militarmente può ottenere un vantaggio al tavolo dei negoziati, hanno detto. Da quando le tensioni alle frontiere si acuirono a maggio, il PLA svolse diverse esercitazioni nelle regioni dell’altopiano nord-occidentale e sud-occidentale della Cina, mossa che gli osservatori ritenevano correlata alla situazione dei confini. Ciò includeva esercitazioni notturne d’infiltrazione dietro le linee nemiche da parte del comando militare del Tibet del PLA, un’operazione di manovra su larga scala con migliaia di paracadutisti e veicoli corazzati provenienti dalla Cina centrale per la regione nord-occidentale ad alta quota, e dispiegamento di armi avanzate come obici PCL-181 e carri armati Tipo 15 nella regione. Il PLA è pienamente in grado di contrastare le provocazioni che minacciano sovranità ed integrità territoriale della Cina e la moderazione delle truppe cinesi non va considerata segno di debolezza, affermano gli analisti.

Lezioni dalla storia
La disputa sul confine tra Cina e India è una questione storicamente controversa dei due Paesi che vide numerosi scontri lungo il confine negli ultimi sei decenni. L’India dovrebbe imparare da questa esperienza nel processo decisionale, secondo gli esperti. Nella guerra di frontiera del 1962, la Cina decise di combattere le provocazioni dell’India. La Cina uscì dal conflitto in modo nettamente vittoriosa. I due Paesi videro conflitti di frontiera nel 1967 e nel 1975. Un altro grave scontro ebbe luogo nel 1987 presso la Valle Sumdorong Chu, con una disputa sull’orlo della guerra, ma alla fine fu disinnescata dagli sforzi di entrambe le parti. L’ultimo scontro fu nel 2017, con lo stallo di Doklam. A causa del grande divario di forza, l’India non vide mai alcun beneficio dagli scontri di confine con la Cina. Alcuni netizen indiani si vantavano che l’India non è quella del 1962, ma è così anche per la Cina.

Razionalità necessaria
Anche se l’incidente avrebbe grande influenza sui rapporti Cina-India e il dialogo sulle controversie di frontiera, i vertici dei Paesi sono ancora sulla buona strada per ridurre le tensioni e gestire la questione delle frontiere. Cina ed India decisero di risolvere le questioni bilaterali attraverso colloqui e ad allentare la tensione nelle regioni do frontiera, affermava Zhao, portavoce del Ministero degli Esteri cinese. Alti ufficiali s’incontravano per disinnescare la situazione, secondo i media indiani citando l’esercito indiano. Il governo indiano potrebbe subire forti pressioni dai nazionalisti che attivamente sollecitato il governo indiano a essere duro nei confronti della Cina sulla questione del confine. Ma in questo momento, le parti dovrebbero trattenersi e cercare più canali per risolvere il problema affinché gli scontri militari non si sovrappongano ai mutui interessi, secondo Qian. Dal punto di vista della Cina, si sperano in relazioni amichevoli e di buon vicinato coll’India, mantenendo pace e stabilità nelle regioni di frontiera, secondo Song, osservando che Cina ed India aderiscono all’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai. Se l’India continua le provocazioni e persiste nel trascurarne le conseguenze, il PLA sarà di nuovo costretto ad agire, affermava Song.Traduzione di Alessandro Lattanzio