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“La principale vittima del Caesar Act è il cittadino siriano”

Intervista all’Ambasciatore Jafari del Caporedattore Rim Hadad, Syria Times, 17 giugno 2020

Il Caesar Act arriva in un momento in cui il mondo intero soffre non solo nell’arena della salute (Covid-19) ma anche in quella finanziaria. La Siria in particolare soffre da una grande coercizione. Uscita da una guerra di dieci anni che ha esaurito il Paese in tutti i settori, la Siria ora deve affrontare più difficoltà. Le sanzioni hanno afflitto da tempo la Siria, europee e nordamericane. Da quando è iniziata la guerra in Siria, Stati Uniti ed occidente hanno sanzionato la Siria, iniziando con compagnie e individui siriani e finendo con non siriani che commerciano con la Siria. Il trasporto di petrolio e gas verso i porti della Siria era vietato. Ciò creava condizioni di vita sfavorevoli al cittadino siriano. Molti siriani soffrirono il freddo per mancanza di combustibile per riscaldamento e di gas. Incapaci di garantirsi abbastanza gas per cucinare, i siriani ricorsero ad altre alternative come usare legna o elettricità quando e se disponibili. Il 17/6/2020, entrava in vigore il Caesar Act, punendo la popolazione siriana nel rispondere ai bisogni più elementari. Syriatimes aveva la fortuna di intervistare il rappresentante permanente della Siria presso le Nazioni Unite e uno dei difensori più noti, il Dott. Bashar al-Jaari.

Intervista esclusiva col giornale Syria Times, 17 giugno 2020
Syriatimes: “Cosa significa l’attuazione della Legge Cesare per il cittadino siriano?”
Ambasciatore Jafari: Le misure economiche unilaterali coercitive, erroneamente chiamate sanzioni, si basano su un principio non etico condiviso dai governi che impongono tali blocchi, basandosi sulla convinzione che chiunque possieda influenza economica, militare e politica possa imporre proprie volontà, decisioni e politiche su qualsiasi Paese nel mondo semplicemente assediandoli commercialmente, economicamente e bloccandone il sistema bancario, ignorando e perdonando totalmente il fatto che queste misure siano illegali secondo il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite. Per quanto riguarda il cosiddetto “Caesar Act”, lasciatemi dire che la Siria è stata soggetta alle sanzioni statunitensi per decenni dal 1979 col pretesto che sostenesse il terrorismo e minacciasse la sicurezza di Israele, ma da quando è iniziata la guerra terroristica in Siria, il governo statunitense ha emesso otto ordini esecutivi per imporre o inasprire misure unilaterali economiche, commerciali e bancarie alla Siria. Tali misure punitive, accompagnate da simili strumenti europei, avevano e hanno ancora un netto impatto sull’economia e i cittadini siriani. L’idea principale dietro la stesura del “Caesa Act” è esercitare pressioni politiche e guerre psicologiche sulla Siria, perché le misure contenute in tale atto sono già state imposte alla Repubblica araba siriana. Il principale nuovo fattore della legge è il terrorismo economico e finanziario su qualsiasi governo o partito straniero che possa prendere in considerazione la possibilità di fare affari con la Siria o di contribuire al processo di ricostruzione. D’altro canto, tale legge si concentra maggiormente sullo status della Banca centrale siriana, in quanto responsabile del controllo del tasso di cambio delle valute estere, cercando di accusarla di praticare il riciclaggio di denaro. Consentitemi di sottolineare qui un fatto importante, ovvero che gli ambasciatori occidentali nel Consiglio di sicurezza hanno sempre affermato pubblicamente in tutte le riunioni del Consiglio sulla situazione politica e umanitaria in Siria, che i loro governi non contribuiranno e non consentiranno che la ricostruzione sia avviata in Siria a meno che il governo siriano e i suoi alleati non accettino le concessioni politiche che tali governi occidentali pretendono. In altre parole, prendono in ostaggio la Siria e il suo popolo con le loro politiche schizofreniche. Inutile dire che le concessioni pretese dalla Siria e dai suoi alleati sono totalmente incompatibili cogli interessi nazionali e la sicurezza della Siria, e che prendono di mira le scelte politiche indipendenti della Siria mirano a raggiungere i meri interessi occidentali e israeliani. In conclusione, l’applicazione del blocco economico statunitense imposto alla Siria e ad altri Paesi è impedire a qualsiasi Paese soggetto a misure economiche coercitive unilaterali di accedere gratuitamente e in modo sostenibile al sistema bancario globale e al libero scambio senza restrizioni o ostacoli. Questo è esattamente ciò che il governo degli Stati Uniti e l’Unione europea fanno contro la Repubblica araba siriana. Quando al governo siriano e alle banche private viene impedito di accedere al sistema bancario globale e di beneficiare di sue strutture e trasferimenti, significa inevitabilmente che la capacità di istituzioni ed enti commerciali siriane viene molto limitata nella conclusione di accordi e partenariati commerciali e nelle operazioni di importazione ed esportazione in modo libero e stabile. Di conseguenza, la principale vittima è il cittadino siriano, perché limitare la libera circolazione di scambi ed importazioni significa prezzi più alti, meno materiali e indebolire il potere d’acquisto del cittadino siriano.

Syriatimes: “Questa legge non farà del male al cittadino che sostiene di voler proteggere?”
Ambasciatore Jafari: È noto che le amministrazioni statunitensi affidano la loro politica estera su strumenti specifici, in primo luogo potenza e aggressione militari, blocco economico e destabilizzazione per cambiare i governi legittimi. Le affermazioni di nordamericani ed europei d’imporre sanzioni unilaterali al fine di proteggere i cittadini in alcuni Paesi sono false, e i fatti lo dimostrano. Statunitensi ed europei sostengono che le sanzioni colpiscono esclusivamente le istituzioni del governo siriano! Ogni uomo sano di mente farà una domanda sul ruolo del governo in qualsiasi Paese del mondo, e la risposta è che il governo è responsabile della fornitura di servizi ai cittadini in vari campi, da medicina e cibo all’acqua, luce e servizi per i cittadini. Perciò, se le istituzioni statali sono prese di mira con misure punitive, in seguito significa che la loro capacità di svolgere i servizi primari è colpita. D’altro canto, le misure unilaterali contro Paesi come Cuba, Iran, Venezuela, Repubblica democratica popolare di Corea e Siria, furono e saranno sempre contro i cittadini. Questi Paesi, tra cui Russia e Cina, sono il bersaglio di tali misure a causa delle loro posizioni politiche contro l’egemonia statunitense e occidentale nel mondo. Una delle peggiori bugie dei governi occidentali è che cercano di “proteggere la democrazia e i diritti umani” nel mondo imponendo misure coercitive unilaterali. Tutti sanno che il governo nordamericano e l’Unione Europea sono alleati dei più brutali regimi religiosi dittatoriali in questo mondo, così come d’Israele che occupa le terre arabe finora. La mentalità politica occidentale sa bene che gli embarghi economici sono principalmente dannosi per i cittadini, ma le sue istituzioni politiche continuano a presentare misure punitive contro le persone al fine di creare crisi sociali soffocanti e spingerle ad opporsi ai propri governi nazionali e ritenerli responsabili della sofferenza.

Syriatimes: “Gli Stati Uniti affermano che il Caesar Act non influenzerà le necessità quotidiane come la medicina. Quanto è vera tale affermazione?”
Ambasciatore Jafari: la maggior parte delle misure illegali del cosiddetto “Caesar Act” non sono nuove e la Siria è stata soggetta all’ultima ondata di misure coercitive unilaterali statunitensi ed europee da dieci anni, che ammontano a crimini di guerra, economici e finanziari di terrorismo. Tali misure punitive causano gravi danni economici e sociali e il loro impatto profondo non è altro che l’impatto dei crimini commessi dai gruppi terroristici contro la Siria e il suo popolo in questi anni. I governi nordamericani e occidentali sono così sfacciati. Dichiarano apertamente che continueranno ad imporre il blocco economico alla Siria fin quando lo Stato siriano soccomberà al loro ricatto politico, economico e militare. Sanno già che tale blocco riguarda direttamente sanità, banche e istruzione, nonché comunicazioni, trasporti, elettricità e dei servizi di base e tutti i settori che si riferiscono direttamente alla vita quotidiana del cittadino siriano. È una delle forme peggiori dell’incarnazione dell’ipocrisia politica nel nostro mondo. Le Nazioni Unite sono soggette alla pressione di tali potenze al fine di limitare il contributo dell’organizzazione in Siria a fornire aiuti umanitari e ad astenersi dal lanciare progetti per riabilitare le infrastrutture e la ricostruzione. Tali governi occidentali non trovano nulla di sbagliato nel dire che consentono solo gli aiuti umanitari in Siria, ma non consentiranno il rapido recupero che influenza direttamente la vita dei cittadini siriani in patria e fornirà le giuste condizioni sociali per il ritorno dei rifugiati siriani.

Siria: “Le sanzioni nordamericane ed europee sono applicate alla Siria da qualche tempo. In che senso sono diverse? ”
Ambasciatore Jafari: Tale nuova legge statunitense cerca di imporre una sorta di divisione territoriale allo Stato siriano, escludendo l’area controllata dalle fazioni separatiste curde non patriottiche dalle conseguenze del Caesar Act. L’amministrazione nordamericana vuole minare la ricostruzione e cerca di privare i siriani delle loro risorse naturali, paralizzare la produzione, chiuderla e interrompere le operazioni di importazione ed esportazione, oltre a impedire la normalizzazione delle relazioni con la Siria e compromettere il contributo degli Espatriati Siriani nella ricostruzione. Il cosiddetto “Caesar Act” cerca di soffocare la Siria politicamente ed economicamente dopo che Washington non ha potuto strangolarla con una guerra terroristica. La novità di tale legge è che si estende ai principali alleati di Damasco, come Russia e Iran, che la legge menziona direttamente. Per non ripetermi, direi che oltre il 95% delle misure punitive menzionate nella presente legge sono già state imposte alla Siria e ciò che gli statunitensi, insieme a europei e turchi, vogliono è prendere di mira l’opinione pubblica in Siria, creare uno stato d’incertezza e scarsa fiducia nella valuta locale e capacità di promuovere l’autosufficienza, e la credibilità degli alleati della Siria che hanno combattuto il terrorismo negli ultimi anni e non l’abbandoneranno di fronte a tale blocco economico. L’elemento più importante in questa battaglia è conoscere gli obiettivi del nemico. Oggi siamo pienamente consapevoli che nordamericani ed europei vogliono compensare la loro sconfitta quando sostenevano il terrorismo, esercitando una pressione economica e sociale sullo Stato siriano e i suoi alleati, impedendo gli di dimostrare la capacità di recuperare dai danni causati all’economia siriana e avviare la ricostruzione. In breve, la nostra battaglia con essi è per l’esistenza, regolando vecchi e nuovi conti e prendendo di mira la nazione siriana e la sua identità nazionale. Non abbiamo alcuna possibilità di ritirarci dopo che abbiamo vinto nella nostra guerra al terrorismo, ancora supportata dagli stessi governi.

Syriatimes: “Cosa si può fare politicamente (nell’arena delle Nazioni Unite) per alleviare la sofferenza del popolo siriano?”
Ambasciatore Jafari: Nella comunità diplomatica delle Nazioni Unite dicevamo che questa Organizzazione non è un ente di beneficenza e che ciò che alla fine vi prevale è la logica della polarizzazione politica e finanziaria. Inutile dire che questo non ci porta alla disperazione, per quanto ci spinge ad essere realistici e a lottare coi nostri alleati per affrontare il più possibile il tentativo di dominio occidentale delle strutture delle Nazioni Unite aderendo alle disposizioni della Carta e al diritto internazionale. Il dilemma principale quando si affrontano le misure coercitive unilaterali è che le Nazioni Unite respingono e condannano periodicamente, ma a causa del dominio occidentale nelle Nazioni Unite, questa Organizzazione non sa, ad oggi, adottare chiari meccanismi o strumenti legali e pratici per porre fine a tali misure punitive o mitigarne l’impatto sulle popolazioni dei Paesi interessati. Tuttavia, nell’ultimo periodo, in particolare con la diffusione della pandemia di Covid-19, abbiamo spinto il Segretario Generale e le organizzazioni e gli organismi internazionali pertinenti a rilasciare dichiarazioni e ad assumere posizioni che parlano chiaramente dei profondi impatti disumani di tale blocco sui popoli dei Paesi interessati e la capacità delle Nazioni Unite di raggiungere una solidarietà collettiva globale nell’affrontare tale pandemia. Negli ultimi anni, il governo siriano inviò molte lettere e appelli al segretario generale e al presidente del Consiglio di sicurezza sull’impatto delle misure economiche unilaterali coercitive imposte al popolo siriano. Negli ultimi mesi siamo riusciti a creare sufficiente pressione nelle Nazioni Unite da imbarazzare e provocare i rappresentanti nordamericani ed europei e i loro governi. Tuttavia, la valutazione finale è che tali governi occidentali non abbandoneranno la politica d’intervento militare o l’imposizione di misure economiche unilaterali su tutti i Paesi politicamente in disaccordo con essi, compresi Paesi amici come Russia, Cina ed Iran. Pertanto, opzioni e metodi per affrontare tale sfida sono per lo più nazionali e dovrebbero concentrarsi sullo sviluppo di strategie economiche e industriali che affrontino tali misure punitive e forniscano alternative locali per soddisfare i bisogni di base e costruire relazioni economiche, industriali e bancarie forti e sostenibili coi nostri veri amici, soprattutto alla luce del fatto che i governi che impongono il blocco economico controllano anche le istituzioni finanziarie internazionali come Fondo monetario internazionale e Banca mondiale, per definire il corso dell’economia globale. Ancora una volta, la nostra battaglia richiede la completa consapevolezza degli obiettivi dei nostri nemici nella regione e nel mondo e chiara definizione dei limiti delle loro capacità e volontà, in modo da affrontare gli obiettivi principali per i quali vengono imposte tali misure unilaterali di coercizione , in particolare la pressione economica e sociale sui cittadini per limitare la capacità dello Stato di garantire i requisiti di base della vita.

Traduzione di Alessandro Lattanzio