Nuovo giro cospirativo degli USA contro la Nostra America

Patricio Montesinos, Cuba Debate

Il vicepresidente degli USA, Mike Pence, è atterrato in Brasile, prima tappa del suo terzo giro cospirativo contro la Nostra America, che includerà anche Ecuador e Guatemala, e che ha il chiarissimo scopo di restaurare il dominio di Washington nella regione che da sempre considera suo cortile. Il viaggio di Pence avviene dopo l’adozione, dall’attuale inquilino della Casa Bianca Donald Trump, della cosiddetta politica di “tolleranza zero” che separa i figli dei migranti latino-americani in territorio USA e li confina nei centri sovraffollati e persino in gabbia. Questa crudele e razzista misura del magnate Trump ha generato un’ondata di rifiuto in questo emisfero e nella comunità internazionale, essendo considerata flagrante violazione dei diritti umani dei bambini e loro genitori.
Proprio l’ultimo periplo del vicepresidente degli USA nella Patria Grande ha tra le “missioni” placare le reazioni alla posizione anti-immigrati di “tolleranza zero” che danneggia i cittadini della maggior parte delle nazioni di Nostra America. Tuttavia, l’obiettivo cardinale delle visite a Brasilia, Quito e Guatemala è incoraggiare la politica di assedio e aggressione di Pentagono e Casa Bianca contro il Venezuela Bolivariano, ed incitare sovversione e destabilizzazione nel Nicaragua sandinista e nella Bolivia di Evo. Il Venezuela e il democraticamente rieletto presidente Nicolas Maduro rimangono le “prede più ambite dell’aquila imperiale”, secondo il piano malvagio progettato da Washington per por termin, in via definitiva, ai governi popolari nella Patria Grande. Seguono i leader del Nicaragua, Daniel Ortega, e della Bolivia, Evo Morales, spiegando le violenze che da due mesi vedono protagonisti delinquenti finanziati dalla destra, nel Paese centroamericano, e le frequenti campagne mediatiche e sedizioni contro i cambiamenti nella nazione andina.
Naturalmente Pence nell’agenda di questo tour in America Latina porta come altra priorità impedire a tutti i costi che il Presidente Lula Da Silva venga scarcerato e partecipi alle elezioni di quest’anno nel gigante sudamericano. La Casa Bianca sa molto bene che Lula può vincere le elezioni di ottobre in Brasile, che evidentemente cambierebbe gli equilibri di forze nella Nostra America, dopo un eventuale trionfo di Manuel Lopez Obrador nelle elezioni del 1 luglio in Messico.
Washington va di fretta contro ciò che potrebbe essere il ritorno del progressismo e di fatto un altro rovescio per gli insani interessi al dominio sulla Patria Grande. Non per nulla Pence compie in questi giorni il suo terzo tour cospirativo nella regione.

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