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L’Aeronautica Militare Araba Siriana (SAAF) in combattimento

David Cenciotti, The Aviationist 18 maggio 2009

Come avevo spiegato in un precedente post, durante il mio viaggio in Siria nel novembre 2008 ebbi l’opportunità di visitare un museo interessante: il “Tishrin War Panorama Museum” di Damasco. Il museo fu costruito per celebrare la guerra dell’ottobre 1973 (“Tishrin” significa “ottobre” in arabo), noto anche come guerra dello Yom Kippur (giorno ebraico dell’espiazione). La guerra fu combattuta da Siria ed Egitto contro Israele per la penisola del Sinai e le alture del Golan perse nella guerra dei sei giorni del 1967. In realtà, il memoriale prende il nome dal dipinto a 360° all’interno della “cittadella” a forma cilindrica, che ritrae il “panorama” della battaglia di Qunaytra, la città delle alture del Golan occupata dagli israeliani durante la “Guerra dei sei giorni” e che i siriani stavano riprendendosi nel 1973. La collezione comprende sia materiale siriano (aerei, carri armati, cannoni) ed equipaggiamento israeliano catturato durante la guerra del 1973 e del 1982 in Libano.
Al mio ritorno ero ansioso di trovare maggiori informazioni sul coinvolgimento dell’Aeronautica militare araba siriana nella guerra del 1973. Ero anche interessato ad ulteriori dettagli su un MiG-21 e un Mi-8 della Quwat al-Jawiya al-Arabiya as-Suriya (Aeronautica Militare Araba Siriana, SAAF) esposti al Museo e cercai fatti, date e rapporti. Tuttavia, la SAAF è probabilmente una delle forze aeree più segrete del mondo. Se provate a cercare in internet (probabilmente) non troverete molto su questa forza aerea del Medio Oriente e molto poco fu pubblicato sull’argomento. Anche le foto sono rare. L’analisi più dettagliata della guerra dello Yom Kippur (e molto altro) che ho trovato è un libro della Osprey: Unità di MiG-19 e MiG-21 arabe in combattimento. Osprey è un editore di libri inglese specializzato in storia militare, che gestisce diverse serie sull’ aviazione, tra cui le estremamente popolari serie Aircraft of the Aces e Combat Aircraft. Ogni libro contiene tutto ciò che io e molti altri esperti o appassionati cerchiamo: dati di aeromobili, diagrammi, mappe e immagini. Il titolo “Unità di MiG-19 e MiG-21 arabe in combattimento” non si concentra solo sulla SAAF nella guerra dello Yom Kippur, fornendo la storia dettagliata del MiG-21 nelle aeronautiche egiziana, siriana e irachena, con molte immagini, la maggior parte delle quali inedite al di fuori del mondo arabo. Il libro fa luce sui conflitti arabo-israeliani che in passato furono ricordati principalmente dalla prospettiva israeliana. Non presenta una storia diversa e non suggerisce che le forze arabe fossero migliori di quelle israeliane, ma contiene molto materiale di ricerca, molto più di quanto mi aspettavo, provenienti da fonti ufficiali e da collezioni private e ricordi di chi volò (o combatté) sui MiG e racconta una storia di (coraggio e) competenza sottovalutata in occidente. Il libro copre le operazioni arabe dal 1959 alla guerra del Golfo. È interessante notare che l’analisi della guerra dello Yom Kippur non solo descrive i fatti, ma fornisce dettagli sulle azioni e nella maggior parte dei casi persino su tattiche e nomi dei piloti coinvolti nelle operazioni contro Israele.
Secondo gli autori (David Nicolle e Tom Cooper), alla fine del 1973, la SAAF aveva 10 squadroni MiG-21 equipaggiati con più di 100 aerei operativi, il 60-70% pronto al combattimento. Il numero di esemplari versione MF era sensibilmente inferiore a quello dei vecchi MiG-21F-13 e PF tenuti in servizio attivo. Nella Guerra del Ramadan (come è anche noto il conflitto del 1973), le unità do MiG-21 della SAAF iniziarono missioni di scorta ai Su-20, Su-7 e MiG-17 inviati per attaccare siti radar israeliani situati sulle alture del Golan. Dato che i caccia israeliani non erano in volo, le prime missioni furono piuttosto semplici. Degno di nota, i MiG-21 scortarono anche una formazione di elicotteri siriani Mi-8 usati per schierare i commandos per catturare il posto di osservazione sul Monte Hermon, anche se il ruolo principale dei MiG-21 fu l’intercettazione e la PAC (Combat Air Patrol). Nei giorni seguenti i MiG-21 si scontrarono coi caccia israeliani, abbattendo F-4 e Mirage III (che subirono perdite e danni anche a causa della cintura di SAM e del fuoco antiaereo siriani). Il libro contiene le descrizioni dettagliate di diversi ingaggi. Uno è descritto come segue: “… Minuti dopo, una sezione del 7.mo Squadrone del Capitano Asaf sorprese quattro F-4 nell’area di Tartus. Tutti i piloti siriani spararono i missili, ma o funzionarono male o furono lanciati troppo vicino, poiché solo uno fece centro. Un Phantom II cadde immediatamente, mentre il resto della formazione israeliana accelerò e superò i MiG verso ovest. Quasi due ore dopo fu rilevata un’altra formazione di F-4 che si avvicinava alla base aerea di Sayqal. Otto MiG-21 guidati dal Capitano Qahwaji decollarono e le due formazioni si scontrarono a nord di Damasco. Seguì un duello selvaggio in cui Qahwajii superò uno dei Phantom II e l’attaccò con due missili. Uno andò perso, l’altro segnò un colpo diretto entrando nella coda dell’F-4E e riducendo l’aereo a una brillante palla di fuoco. L’aereo di Qahwaji fu colpito da un altro Phantom II, ma poté lanciasi… ” I MiG-21 della SAAF parteciparono alla disperata difesa di Damasco mentre gli israeliani avanzavano nel territorio siriano. Anche se il cessate il fuoco fu richiesto dalla risoluzione 338 ONU a mezzanotte del 22 ottobre, i combattimenti non cessarono fino al 24 ottobre e secondo il “Rapporto sulla situazione in Medio Oriente a partire dal 1200 EDT, 23/10/73” emesso dal Centro operativo del dipartimento di Stato, una grande battaglia aerea ebbe luogo vicino la capitale della Siria la mattina del 23 ottobre 1973: la SAAF afferma che furono coinvolti 60 caccua israeliani, 11 dei quali abbattuti; l’IDF dichiarò che 10 aerei siriani furono abbattuti.
Come detto, tra il materiale esposto al Tishrin, c’è un MiG-21. Il caccia non ha segni ma il numero di serie “676” (in arabo) sul lato sinistro del timone ed ha due missili Atoll AA-2 e due lanciarazzi UB16 per 16 razzi da 57mm. Scattai molte foto dell’aereo visibile con le altre immagini del Museo. Il libro Osprey presenta un’interessante immagine a colori del velivolo la cui didascalia spiega: “MiG-21MF con araldica dell’aeronautica siriana completamente ridisegnate e mimetizzata in mostra presso il Museo del Panorama di Guerra del 1973 a Damasco. Il seriale 767 (nota che in realtà è 676) è dipinto in nero bordato in bianco, mai visto nelle macchine in servizio. Inoltre, la coccarda SAAF dipinta sulla prua del velivolo probabilmente non fu applicata ad alcun aereo operativo. L’aeromobile ha missili aria-aria R-3S sotto i piloni interni, oltre a lanciarazzi UB-16 ai piloni esterni”. Confrontando l’immagine di Tommy Vicard (al centro di pag. 63) con quelle che scattai nel 2008, si nota che l’aereo fu ridipinto. In realtà, attualmente ha una combinazione di colori mai utilizzata in passato. Tra i numerosi disegni del libro, che mostrano i diversi MiG-21 mimetizzati della SAAF negli anni ’60-’80, non c’è nulla di simile a quello attualmente applicato all’aereo esposto al Museo.
Il “lato nemico” al Tishrin Panorama, ospita dei resti di un F-4 israeliano abbattuto in Libano (sfortunatamente non c’è modo di identificarlo poiché non è leggibile alcun seriale), un dispencer SUU-30B/B, un serbatoio utilizzato da F-4 e F-15 (dato che è in condizioni quasi perfette fu probabilmente sganciato da un F-4 durante un attacco a bassa quota) e il relitto di un velivolo sconosciuto (molto probabilmente un Mystére IV o Vautour II), le cui immagini ancora una volta possono essere viste qui. Pubblicato per la prima volta nel 2001 (tre anni prima della pubblicazione di “Unità di MiG-19 e MiG-21 arabe in combattimento”), Le guerre aeree arabo-israeliane 1947-82 è un altro titolo della Osprey Publishing sulla storia dall’istituzione dell’aeronautica israeliana nel 1948 all’invasione israeliana del Libano nel 1982 con un capitolo dedicato all’analisi della guerra dello Yom Kippur. Scritto da Shlomo Aloni, il libro ha le stesse caratteristiche della serie sygli aerei da combattimento Osprey: storie, tavole a colori, disegni in scala e foto. Se il libro “Unità di MiG-19 e MiG-21 arabe in combattimento” forniva una visione dettagliata delle forze aeree arabe, il titolo “Guerre aeree arabo-israeliane” si concentra invece sulle operazioni israeliane. Riguardo alla guerra del 1973, il capitolo 6 è dedicato al conflitto, con un testo conciso che spiega i fatti chiave della guerra. Assolutamente interessante è la descrizione della prima missione di Shlomo Shapira, comandante dello squadrone israeliano dei Super Mystère: “Decollammo verso nord arrivando a Natanya. Ricevemmo il cambio di missione per correre (a sud) verso il canale (di Suez). Quindi ci precipitammo sul canale e arrivammo sull’area di Gaza, e poi il controllore cambiò ancora una volta la nostra direzione. Ci ordinò di correre a nord sul Monte Hermon. Sulla rotta ci fu spiegato che le forze (siriane) si avvicinavano al punto di forza (israeliano) che forse fu abbandonato dal presidio. I nostri erano nel bunker e il nostro obiettivo era attaccare le forze nemiche. Tutto all’esterno era il nemico tranne un carro armato. Abbiamo principalmente attaccato obiettivi a nord della fortificazione, dove c’era confusione perché i siriani sparavano coi mortai. C’era anche la minaccia dei SAM… La mia formazione di quattro aerei rientrò e penso che facemmo qualche danno ma non salvammo la fortificazione.
Il capitolo contiene alcune immagini rare: sequenze delle cineprese di tiro o scattate da aerei da ricognizione durante le missioni. Degno di nota, anche da parte israeliana ci sono molte immagini di MiG-17 e MiG-21 egiziani abbattuti ma non molto di aerei siriani: un’altra prova che la SAAF è un’aeronautica estremamente segreta…Traduzione di Alessandro Lattanzio