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La Siria si rafforza militarmente coll’aiuto degli alleati

Resumen Latinoamericano, 8 giugno 2020Né Russia né’Iran sono disposti a ridurre la presenza militare in Siria, né tanto meno a cedere a pretese e pressioni d Stati Uniti e “Israele” a lasciare l’alleato. Al contrario, le loro azioni dimostrano la ferma determinazione a continuare a sostenere la Siria contro il terrorismo e le interferenze nordamericane, turche e israeliane. L’Esercito arabo siriano riceveva un secondo lotto di aerei da combattimento MiG-29 russi, il 3 giugno, secondo il sito Southfront. La data di consegna del primo lotto non fu annunciata, dimostrando che questo tipo di scambio tra Mosca e Damasco avvenga dietro le quinte. “Nel quadro della cooperazione militare e tecnica tra Russia e Siria, la parte russa ha consegnato il secondo lotto di velivoli da combattimento MIG-29 modernizzati e avanzati alla Siria durante una cerimonia bella base di Humaymim”, secondo una fonte militare, prima di aggiungere: “Dal 1° giugno 2020, i piloti dell’Esercito arabo siriano inizieranno a svolgere missioni con questi aerei nello spazio aereo siriano”. Il MIG-29 non è l’unico aereo che la Russia inviava alla Siria. A giudicare dalle immagini, anche bombardieri Su-24 sono stati inviati alla Siria, il che significa che la flotta da combattimento siriana subirà una vera rivoluzione dopo più di 10 anni di feroci combattimenti. Il MiG-29S dell’Esercito arabo siriano ha ricevuto sistemi elettronici ed avionici. Tuttavia, la grande novità è, di gran lunga, all’aggiornamento delle contromisure elettroniche legate al “Talisman ADS”, sistema in grado di utilizzare contromisure di questo tipo contro i missili ostili aerolanciati (AAM) e superficie-aria (SAM) utilizzando un radar o un sensore a infrarossi. Per “Israele”, che ha basato gran parte dei suoi attacchi missilistici sull’elettronica, suona un terribile allarme. Ma non è tutto: la consegna dei MiG-29 avanzati all’Aeronautica siriana avveniva mentre la Russia apriva la sua base aerea di Lataqia all’Iran per un mese, inviandovì missili tattici, tra altre armi. Gli iraniani, che già sapevano del MiG-29, avranno l’opportunità di fare ancor meglio d’ora in poi. Lungi dal ridurre la presenza, Russia ed Asse della Resistenza continuano a consolidare la loro potenza militare in Siria.
DEBKAfile, un sito dell’intelligence dell’esercito sionista, notava a tal proposito: “Putin sarebbe impegnato ad espandere la presenza militare russa, sia nel nord-ovest che nel nord-est. C’erano spazi vuoti presso la base aerea di Humaymim a Lataqia che verranno usati per espanderla, e la base navale russa a Tartus occupa buona parte del porto sul Mediterraneo. Mosca, che ha acquisito i diritti per utilizzare l’aeroporto di Qamishli, enclave nel territorio popolato principalmente da curdi, non lontano dalle basi nordamericane nel nord-est della Siria, è alla ricerca di immobili nel territorio circostante. Testimoni locali riferiscono che ufficiali russi erano arrivati la scorsa settimana nel villaggio di Qasir Dib, vicino all’estremo angolo nord-est della Siria, al confine con Turchia e Iraq, manifestando interesse ad installarvi un’altra base”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio