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Quando l’FBI inviò Anonymus ad hackerare il Brasile

Brasil Wire, Internationalist 360°, 2 giugno 2020Il caso Sabu/Jeremy Hammond, o la collaborazione dell’FBI nel 2012 con hacker di Anonymus nelle operazioni contro il Brasile (e altri Paesi) fu messa in ombra dall’incredibile documento della NSA trapelato da Edward Snowden nel 2013. Per il Brasile la storia non fu meno significativa. Mentre qualcosa che si autodefinisce “Anonymus” riemerge dopo anni di inattività, i brasiliani hanno tutte le ragioni per diffidare. “Nessuno può dire con certezza come finirà questo cambiamento. Ma non è qualcosa che dovremmo temere”, disse il presidente degli Stati Uniti Barack Obama al Teatro Comunale di Rio de Janeiro nel marzo 2011, “il Brasile, Paese che mostra come una richiesta di cambiamento che inizia per le strade, può trasformare una città, un Paese, un mondo”, concluse il presidente con preveggenza. In quel periodo, un hacker statunitense di Anonymus, Hector Xavier Monsegur, alias Sabu, già lavorava “tutto il giorno… su ordine delle forze dell’ordine” per fornire informazioni su “obiettivi di interesse nazionale e internazionale”. Essendo stato arrestato, era diventato informatore dell’FBI, il che alla fine portò all’arresto del collega Jeremy Hammond, un anno dopo. Un profilo di Rolling Stone di Hammond di Janet Reitman spiegava: “Prima ancora che l’arresto ne svelasse il nome al mondo, Hammond era ben noto nei circoli di estrema sinistra. Uno dei primi campioni della “cyber-liberazione”, descritto dalla rivista Chicago all’età di 22 anni come “Robin Hood elettronico”, dopo essere stato condannato a due anni di prigione federale per aver violato un sito conservatore e aver preso 5000 numeri di carte di crediti coll’intenzione di addebitare donazioni a cause progressive”. “Ho sempre chiarito che sono un comunista anarchico, credendo che dobbiamo abolire il capitalismo e lo Stato al completo per realizzare una società libera ed egualitaria”, aveva scritto in precedenza…
Tuttavia, Hammond, presunta fonte di Wikileaks, fu ingannato dall’ingegnere sociale Monsegur nell’attuare l’hackeraggio di obiettivi stranieri per conto dell’FBI, attacchi motivati da una visione del mondo molto diversa dalla sua. Mentre Hammond era incastrato e il nucleo di ciò che era Anonymys, colpendo obiettivi per conto degli USA, alle autorità statunitensi venivano fornite anche informazioni su potenze straniere. Per l’FBI era un vittoria totale. All’udienza in tribunale, Hammond menzionò Brasile, Iran e Turchia come Paesi incaricato di colpire da Monsegur, prima di essere costretto a testimoniare presso la giudice Loretta Preska, che decretò che i nomi dei Paesi pesi di mira dovevano essere occultati per segretezza. A gennaio e febbraio 2012, collaboratori come Monsegur, Hammond e hacker locali, iniziarono ad attaccare sul serio siti brasiliani dei gruppi di tutto lo spettro politico, ma la squadra AntiSec di Monsegur sostenne la campagna anticorruzione contro il governo federale. L’operazione Brasilia, come la chiamavano, distrusse più di 100 siti commerciali e governativi lasciando messaggi di protesta sulla correzione e rubando informazioni riservate dai server. Tale “corruzione” nebulosa e generica fu la principale arma di propaganda del colpo di Stato in Brasile. Ciò che fu fatto delle informazioni rubate non è noto. Fu una massiccia campagna di attacchi contro l’infrastruttura del governo brasiliano, tutti sotto il controllo dell’FBI e di un agente degli Stati Uniti come Monsegur di Anontmus, eppure la storia sarebbe fu oscurata da rivelazioni successive su spionaggio e infine dimenticata. Come tipico delle prove dell’intromissione degli Stati Uniti in Brasile, la storia fu minimizzata dai giornalisti nordamericani. Dato che FBI e dipartimento di Giustizia già collaboravano su ciò che divenne operazione Lava Jato, questo è storicamente più significativo di quanto sembrasse.
Nella sua dichiarazione, Hammond scrisse: “In un caso, Sabu e io fornimmo informazioni di accesso agli hacker che continuavano a distruggere molti siti governativi nel XXXXXX (redatto). Non so come siano state usate altre informazioni fornite, ma penso che raccolta e uso da parte del governo di questi dati vadano esaminati”. Spiegò che, per esempio, “L’FBI approfittò degli hacker che volevano aiutare a sostenere il popolo siriano contro il regime di Assad, che invece inconsapevolmente fornirono al governo nordamericano l’accesso ai sistemi siriani, senza dubbio fornendo informazioni utili ai militari e alle loro azioni di guerra“. Tra gli obiettivi ricordati da Hammond c’erano la divisione Affari interni della polizia militare del Brasile e la rete televisiva Globo. Nella sua dichiarazione dopo il processo, Hammond, che ora sconta una pena di dieci anni, spiegò di essere stato attratto da Anonymus perché “era coinvolto in operazioni a sostegno della rivoluzione della primavera araba …” e che “era anche coinvolto nelle prime fasi di Occupare Wall Street…” entrambe le proteste del giugno 2013 in Brasile, che saranno confrontate.
L’avanzata di queste proteste fu seguita poco dal rilascio dei documenti della NSA trapelati da Edward Snowden, che mostrano il Brasile e la Presidentessa Dilma Rousseff, sorvegliati dagli Stati Uniti come se fossero avversari, e non alleati. Gli attacchi all’immagine del Brasile, condotti dalla più grande saturazione di social media nei Paesi in via di sviluppo, fomentarono i disordini. Ciò che distorse i temi visibili delle manifestazioni contro l’anticorruzione e altri tropi di destra, e tali proteste alla fine divennero l’avvio del cambio di regime in Brasile, qualunque fossero gli obiettivi dei protagonisti originari. Un anno dopo, nel giugno 2014, Anonymus lanciò l’Operazione World Cup alla vigilia del torneo internazionale di calcio. Oltre ai siti di FIFA e Confederazione calcistica brasiliana, furono attaccati quelli di Dipartimento di giustizia e cittadinanza dei consumatori, polizia militare di San Paolo, Banca del Brasile, metropolitana di San Paolo e dei comuni di Igarapé do Meio, Nova Luzitânia e Indaial. L’attacco abbatté il sistema di intelligence brasiliano ABIN. Anonymus registrò na dichiarazione secondo cui “perseguiva il governo del Brasile a causa della corruzione e delle azioni contro il popolo”. “Anonymus chiede che il governo del Brasile metta immediatamente fine alla corruzione e fermi l’uso di forza e violenza contro i manifestanti pacifici. Non possiamo sopportare pigramente mentre vengono fatte queste ingiustizie. Sappite che ci uniamo per combattere questa oppressione”, annunciava.
Il linguaggio della corruzione e della violenza s’inserisce perfettamente nell’intensificarsi della guerra di propaganda contro il governo di Rousseff che culminò nel colpo di Stato approvato dagli Stati Uniti per rimuoverla, due anni dopo. Rousseff aveva già avvertito che simili proteste erano orchestrate dagli oppositori politici al Partito dei Lavoratori: “Esiste una campagna sistematica contro la Coppa del Mondo, o meglio, non è contro la Coppa del Mondo ma piuttosto contro di noi”, osservò. Inoltre, l’estetica di Anonymus, con la maschera V per Vendetta, divenne sinonimo del passaggio a destra delle proteste brasiliane e le strategie associate furono adottate dall’estrema destra. Questi ora vivono nel cosiddetto “ufficio dell’odio” del palazzo presidenziale; che funge da centro di controllo delle notizie false e delle milizie digitali gestieo dal figlio di Jair Bolsonaro, Carlos, e dal consigliere Felipe Martins. Martins, a cui fu attribuito il merito di aver presentato Bolsonaro a Steve Bannon, in precedenza fu consulente dell’ambasciata degli Stati Uniti dal golpe del novembre 2014 alle elezioni del maggio 2016, quando l’impeachment di Dilma Rousseff era quasi siglato. Poi, il direttore dell’FBI in Brasile David Brassanini incontrò Martins, che è un seguace del “guru” di estrema destra che vive negli Stati Uniti Olavo de Carvalho (anche guru del terrapiattismo. NdT), accompagnato da William Popp, vicecapo della missione presso l’ambasciata degli Stati Uniti.
Nel 2020, otto anni dopo l’attacco di FBI/Anonymus alla “corruzione”, il Brasile soffre il caos, sotto un governo corrotto e violento di estrema destra e completamente sottomesso agli Stati Uniti. È arrivato al potere attraverso la legge, l’uso selettivo della legge, in particolare sulla corruzione, eliminando gli avversari politici, con FBI e dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti che riuniscono da anni e in segreto collaborazionisti brasiliani.

Hector Xavier Monsegur fu rilasciato nel 2014 dopo soli sette mesi, per la collaborazione coll’FBI.
Jeremy Hammond è ancora detenuto nel carcere della Contea di Grady, in Oklahoma, con sei anni di condanna da scontare. Scopri di più sul suo caso presso la Jeremy Hammond Support Network.

Traduzione di Alessandro Lattanzio