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Gazprom non passa più dalla Polonia

Maksim Rubchenko, Stalker Zone, 29 maggio 2020

Il 26 maggio, il passaggio del gas dal gasdotto transnazionale Jamal-Europa veniva completamente interrotto. Il 27 maggio il transito mostrava deboli segni di vita: la Germania riceveva 100000 metri cubi di gas, ma il 29 si fermava di nuovo. RIA Novosti esamina perché i polacchi venivano puniti ancora una volta.

Finito male
Secondo l’operatore tedesco “Gascade”, il carburante del gasdotto Jamal-Europa smise di entrare in Germania il 26 maggio, alle 8 del mattino. Questo non sorprese nessuno. Ricordiamo: il 18 maggio l’accordo del transito della Gazprom con la Polonia, concluso 25 anni fa, scadeva. Coll’avvicinarsi della data, a Varsavia c’erano crescenti dichiarazioni secondo cui qualsiasi nuovo accordo doveva aumentare drasticamente la tariffa del pompaggio. Così, ad agosto, il commissario governativo polacco per le infrastrutture energetiche strategiche Piotr Naimski riferiva che a causa della bassa tariffa degli ultimi otto anni, il bilancio polacco aveva perso 400 milioni. La tariffa, secondo lui, avrebbe dovuto essere aumentata di più volte. Ma fu ovvio per tutti in inverno: i piani di Varsavia di arraffare miliardi di dollari da Gazprom fallirono. La compagnia del gas russa nemmeno avviava trattative per un nuovo contratto. I polacchi dovevano solo fare buon viso a cattivo gioco annunciando che seguono gli standard europei: venderanno la capacità di pompaggio nelle aste.
Allo stesso tempo, il capo della compagnia petrolifera e del gas statale polacca PGNiG Piotr Wo?niak fu licenziato: capro espiatorio per il fatto che il Paese ha perso entrate garantite dal transito. Anche se fu subito chiaro che nelle condizioni attuali il gasdotto Jamal-Europa non è altro che un’opzione di ripiego per Gazprom. Non è redditizio per un esportatore ridurre il transito dall’Ucraina col Turk Stream e Nord Stream, poiché è necessario pagarne la capacità indipendentemente dal volume pompato. E grazie al sistema delle aste, il percorso polacco può essere utilizzato in base alle esigenze attuali. Nelle attuali condizioni di mercato, quando l’offerta di gas in Europa supera di gran lunga la domanda, ciò comportava una forte riduzione del pompaggio dal gasdotto Jamal. E questo è ciò che è accaduto: dal 19 maggio PGNiG vi aveva riservato il 93% della capacità di transito, dal 20 al 79%, dal 23 al 33% e dal 24 e 25 maggio al 10%. Il 28 il transito si fermava completamente. Allo stesso tempo, il carico di “Nord Stream” a maggio arrivava al massimo, circa 200 milioni di metri cubi al giorno, quasi il 15% in più rispetto a maggio dell’anno scorso. In media, 150 milioni al giorno attraversano l’Ucraina, l’85% della capacità stabilita dal nuovo accordo di transito (178 milioni).

Cambio di tono
La settimana prima PGNiG organizzava un’asta per il transito nel terzo trimestre. Ebbe un discreto successo: l’80% della capacità fu riservata. “Esiste un cliente che utilizza un nuovo meccanismo. È possibile supporre che si tratti di “Gazprom export””, dichiarava Piotr Naimski. La compagnia russa del gas prevede che a quel punto la quarantena sarà terminata e l’attività economica in Europa riprenderà. Inoltre, inizierà l’accumulo di riserve per la prossima stagione invernale, quindi la domanda aumenterà. Ma fino al 1° luglio, la capacità di transito polacco sarà distribuita con aste quotidiane e non sarà necessario contare sul forte interesse di Gazprom. A fine aprile, il capo del dipartimento economico estero della compagnia russa Aleksandr Ivannikov dichiarò che forse le esportazioni di gas all’estero nel 2020 ammonteranno a 166,6 miliardi di metri cubi. L’anno scorso furono 199 miliardi. Il calo del volume di 32,4 miliardi di metri cubi corrisponde quasi alla capacità del gasdotto Jamal-Europa. Naturalmente, la riduzione riguarderà Turk Stream e l’Ucraina. Forse anche Nord Stream. Ma la Polonia ci perderà ancor più. Non è un caso che il nuovo capo della PGNiG, Jerzy Kwieci?ski, abbia ammorbidito la retorica anti-russa. “Per noi è importante che i rapporti con Gazprom siano simili agli affari e che siano il meno politici possibile, sebbene nella storia ciò sia accaduto in modo diverso”, dichiarava al principale quotidiano polacco Rzeczpospolita. Ma prima, i polacchi dichiararono la necessità di interrompere qualsiasi cooperazione con la società russa del gas. Come si suol dire, percepire la differenza.

Traduzione di Alessandro Lattanzio