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Un documentario riaccende i discorsi sulla riunificazione di Taiwan con mezzi militari

Yang Sheng, Global Times, 29/5/2020

China Central Television (CCTV) trasmetteva una serie di documentari sulla crisi dello stretto di Taiwan del 1958, nota anche come azione dell’artiglieria contro Kinmen in Cina, e lo stesso giorno un grande forum sul 15° anniversario della promulgazione della legge antisecessione si teneva a Pechino. L’uscita del documentario attirava l’attenzione del pubblico cinese, con molti netizen affermare che sia un segnale che la terraferma si prepara a punire i separatisti di Taiwan con misure militari. La contea di Kinmen è composta da due arcipelaghi, governate dall’autorità di Taiwan da quando il regime del Kuomintang (KMT) perse la guerra civile ritirandosi su Taiwan nel 1949. Le isole Kinmen sono a circa 2 chilometri a est della città continentale di Xiamen, nella provincia del Fujian, e la loro posizione strategica rispecchiava i cambiamenti significativi nelle relazioni sullo Stretto. Furono, ad esempio, un fronte durante l’azione militare del KMT contro la Madrepatria e un prospero punto di scambio tra Terraferma e Taiwan. L’azione dell’artiglieria dal 23 agosto al 22 settembre 1958 svelò la natura del trattato di mutua difesa: gli Stati Uniti non rischieranno mai la vita dei loro soldati quando il PLA avviasse una massiccia operazione militare. Ed impedì la separazione dell’isola dalla Cina, secondo alcuni analisti.
Il documentario CCTV mostrerà gli eventi da diverse prospettive e includerà il background storico nazionale e internazionale, secondo il sito dell’emittente statale. Esaminerà la lotta diplomatica contro gli Stati Uniti, il processo decisionale e il dispiegamento militare riservato del Partito e i preparativi prima dell’operazione, nonché i progressi nel conflitto. “L’azione intimidi le forze straniere che cercavano d’interferire negli affari interni della Cina, acuì la divergenza tra Stati Uniti e autorità di Taiwan ed accertò la vera motivazione strategica della difesa degli Stati Uniti di Taiwan”, inizia l’introduzione del documentario, aggiungendo che il pubblico vedrà come il Presidente Mao Zedong e il Partito vinsero questa significativa azione strategica contro gli Stati Uniti e l’autorità di Taiwan con “straordinaria saggezza politica e militare”. Il giorno dopo il 15° anniversario della promulgazione della Legge antisecessione, del 2005 ed intesa a contrastare i separatisti nell’isola di Taiwan e a promuovere la riunificazione nazionale, si teneva nella Grande Sala del Popolo a Pechino, vertice legislativo cinese che approvò in modo schiacciante la nuova legislazione sulla sicurezza nazionale per la Regione amministrativa speciale di Hong Kong (HKSAR). Molti netizen hanno speculavano su ciò che il governo spera di comunicare trasmettendo il documentario in questo momento. Alcuni commentava sull’account ufficiale della CCTV su Sina Weibo, piattaforma di social media cinese similare a Twitter. Uno diceva: “Penso alla riunificazione militare”. “È questo un segnale che il nostro governo davvero prende in considerazione l’uso di altre misure per risolvere la questione di Taiwan, piuttosto che attenersi alla riunificazione pacifica?” chiese un altro. “Non siamo interessati a guardare la storia che tutti conosciamo. Vogliamo che si riprenda l’isola”, scriveva un netizen.
Nel 1958, la Repubblica popolare cinese lanciò un’operazione militare, usando massiccia artiglieria per colpire le isole, sondando l’efficacia del trattato di mutua difesa firmato da Stati Uniti e KMT. Gli analisti affermano che fu una mossa per vendicarsi delle interferenze statunitensi negli affari interni della Cina. Il risultato vide le navi statunitensi ritirarsi dalla zona di battaglia per evitare di essere colpite dall’artiglieria dell’Esercito di liberazione popolare (PLA) e l’operazione causò gravi perdite alle forze militari del KMT sulle isole, con la morte di vari alti ufficiali.

Traduzione di Alessandro Lattanzio