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Rivelazioni sulla disinformazione dei media inglesi contro la Siria

Rayan Fauri, Syria Times, 21 maggio 2020

Il siro Canard rivelava all’inizio del 2016 il ruolo del governo e dei media inglesi nel “lucidare” l’immagine dei terroristi in Siria, presentandoli all’opinione pubblica come “opposizione moderata”. Questa è solo una goccia del diluvio di metodi occidentali coloniali, guidati da Stati Uniti e Gran Bretagna nel ricorso alla guerra terroristica contro la Siria, creando materiale per la disinformazione dai media contro di essa. Nuovi documenti venivano rivelati dall’autore Mark Curtis, pubblicati sul sito Middle East Eye, a conferma che il Regno Unito iniziò operazioni segrete contro la Siria all’inizio del 2012, cioè dall’inizio della guerra terroristica contro di essa. Il Regno Unito fu coinvolto nel contrabbando di armi, addestramento e organizzazione dei terroristi col nome “Opposizione moderata” per anni, in collaborazione coi regimi USA e sauditi.
Il quotidiano Daily Telegraph confermò diversi anni fa che la Gran Bretagna inviò soldati e forze in Arabia Saudita per addestrare i terroristi in Siria, denominati “opposizione moderata”. Il giornale osservò che il Regno Unito aveva addestrato terroristi in quattro paesi, vale a dire Turchia, Qatar, Giordania e Arabia Saudita, indicando che 85 soldati inglesi furono assegnati alla missione di addestramento. Curtis notava che i documenti appena scoperti, ottenuti dal giornalista investigativo Ian Cobain per Middle East Eye, fornivano dettagli sui programmi di propaganda clandestina nel Regno Unito in Siria, da quando la guerra iniziò fino al 2018, su come le operazioni segrete del Regno Unito in Siria “modellarono le percezioni” del conflitto secondo ciò che voleva l’alleanza ostile. Il governo inglese gestì gli uffici mediatici dei gruppi di opposizione siriani e creò materiale pubblicitario fabbricato, rivolto al pubblico siriano e inglese. I documenti forniscono dettagli sui programmi di propaganda segreta del Regno Unito, realizzati dal 2012 istituendo una rete di cosiddetti “corrispondenti” in Siria per creare percezioni fuorvianti sulla guerra per conto dei regimi occidentali. Le rivelazioni sfidano le narrazioni dominanti sulla guerra promossa dai media inglesi, in particolare che il Regno Unito non svolse alcun ruolo nel conflitto e che sostenne solo gruppi di opposizione “moderati”, mentre è provato che i gruppi terroristici commisero crimini contro i siriani.
Il sito di Canard disse all’inizio del 2016 che “tra i più vergognosi rapporti del mondo occidentale, ne apparve uno sulla Siria che affermava che la televisione inglese Channel 4 diede copertura mediatica positiva per ripulire l’immagine dei bambini assassinati ad Aleppo “in riferimento al gruppo terroristico Nuradin al-Zinqi che brutalmente assassinò il dodicenne Abdullah Isa dopo averlo rapito. I documenti sulla “operazione segreta del Regno Unito” sottolinearono il contributo del Regno Unito a prolungamento e propagazione della guerra, indicando la propaganda esaminata dal Guardian nel 2016 su diversi gruppi considerati parte dell’opposizione armata moderata, come il Jaysh al-Islam; coalizione di circa 50 fazioni islamiste che operavano a Damasco e nei dintorni e finanziata dall’Arabia Saudita. I documenti rivelarono l’obiettivo inglese delle operazioni di disinformazione sui media, vale a dire creare una frattura tra i siriani e il loro governo. I giornalisti coinvolti nei programmi di propaganda furono assunti da uffici ad Istanbul e Amman, istituiti da mercenari del governo inglese coi finanziamenti da Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada. Furono incaricati di produrre video, programmi radiofonici, social media, poster, riviste e persino fumetti per bambini coll’obiettivo di dare supporto mediatico ai gruppi terroristici e offuscare l’immagine dello Stato siriano. I piani erano gestiti dal ministero della Difesa britannico (MOD) e dai funzionari dell’intelligence militare e ricevettero il nome in codice Operation Volute, anche i coinvolti nel lavoro parlano non di propaganda ma di “comunicazioni strategiche”! Erano guidati dal National Security Council del governo del Regno Unito, il massimo organo politico della Gran Bretagna, con un budget di soli 9,6 milioni di sterline nel 2015-2016, con più fondi stanziati negli anni successivi.
I documenti mostrano che il Regno Unito gestiva segretamente parte dell’opposizione siriana. Ne formò i portavoce gli uffici stampa e sviluppò i loro account sui social media, poiché il documento rivelò le critiche nei circoli del potere inglesi su tali programmi fuorvianti che costarono grandi fondi governativi e favorirono le organizzazioni terroristiche in Siria. I documenti ponevano domande chiave sulla misura in cui i programmi di disinformazione dei media inglesi funzionarono nella copertura mediatica della guerra in Siria.
Va notato che i responsabili di tale campagna mediatica diffusero materiale, come video, ad organizzazioni mediatiche arabe e straniera che si presumeva fossero gli uffici stampa dei gruppi d’opposizione siriani: Sky News Arabia, BBC Arabic e al-Jazeera, per dirne alcuni. Notevoli anche i documenti, rivelati nel 2016 dal quotidiano Guardian, che affermano che il governo inglese finanziò la propaganda dei gruppi terroristici in Siria denominati “opposizione” e che il ministero degli Esteri inglese usò mercenari controllati dal ministero della Difesa per produrre video, immagini, rapporti militari e programmi radiofonici, oltre a creare pagine sui social media contenenti slogan delle organizzazioni terroristiche, gestirne i centri mediatici e pubblicarne il materiale che promuova… lo spargimento di sangue!

Traduzione di Alessandro Lattanzio