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Mosca smentisce gli USA sui “jet mercenari russi in Libia”

RT, 26 maggio 2020

Le notizie di aerei da combattimento russi riverniciati inviati a bombardare la Libia non hanno nulla a che fare con la realtà, dichiarava Mosca in risposta all’ultimo sensazionalismo del Comando Africa degli Stati Uniti sul presunto coinvolgimento russo nella regione. L’accusa che la Russia abbia inviato aerei da combattimento in Libia “non corrisponde alla realtà”, dichiarava Andrej Krasov, Primo Vicepresidente del Comitato della Difesa della Duma di Stato. “La posizione della Russia è ben nota: siamo favorevoli a porre fine allo spargimento di sangue in Libia, raccomandiamo a tutte le parti in conflitto di astenersi dall’utilizzare le armi e a sedersi al tavolo dei negoziati”, aggiunse Krasov. Krasov affrontava le pretese di AFRICOM che presentava una serie di foto sgranate di caccia MiG e Sukhoj e la dichiarazione del generale Charles Townsend secondo cui “osservavano mentre la Russia pilotava aviogetti da caccia di quarta generazione in Libia, ad ogni passo del cammino”. Il comunicato stampa di AFRICOM che citava Townsend, tuttavia, era molto più cauto sulla pretesa, affermando invece di aver “valutato” gli aerei recentemente dispiegati in Libia a sostegno degli appaltatori militari privati del Gruppo Wagner e che “probabilmente” forniranno supporto aereo ravvicinato. Allo stesso modo, “si valuta” che gli aerei provenissero dalla Russia attraverso la Siria, dove furono “ridipinti per camuffare l’origine russa”. Il seguito del reclamo di Townsend “abbiamo visto” è una qualifica, in quanto afferma che né l’esercito nazionale libico né le società private “possono armare, operare e sostenere questi caccia senza il sostegno statale, sostegno che ottengono dalla Russia”. AFRICOM non ha specificato in che modo furono ridipinti presumibilmente aerei molto noti che ne camufferebbero l’origine, né offriva prove per tali pretese.
Fathi Bashagha, ministro del governo di accordo nazionale (GNA) di Tripoli, che combatte l’LNA per il controllo della Libia, dichiarò a Bloomberg che “almeno sei MiG 29 e due Sukhoi Su-24” erano arrivato in Libia dalla base aerea di Humaymim in Siria, dove ha sede la forza di spedizione russa. Il mese scorso, presunti funzionari dell’AFRICOM alla ricerca di far ritornare le forze statunitensi in Libia insinuarono, attraverso un giornalista amico a Washington, che la presenza russa sarebbe stata “più pericolosa” per la NATO dei terroristi dello Stato Islamico. Sebbene tale citazione costituisca un titolo esplosivo, in realtà è del giornalista. “La Russia non è interessata a ciò che è meglio per il popolo libico, ma lavora per raggiungere i propri obiettivi strategici”, è ancora un’altra “valutazione” dalla dichiarazione di AFRICOM, che prosegue affermando che “le azioni destabilizzanti” della Russia in Libia peggioreranno la “crisi migratoria che colpisce l’Europa”. L’insistenza degli Stati Uniti sul fatto che la Russia stia destabilizzando la Libia è sconcertante, dato che fu l’operazione di cambio di regime della NATO nel 2011 che rovesciò il governo del Colonnello Muammar Gheddafi e rese il Paese africano più prospero in un deserto caotico preda dei signori della guerra. Il Maresciallo Qalifa Haftar, che guida l’LNA ed è presumibilmente sostenuto da Wagner e Russia, notoriamente disertò presso gli Stati Uniti negli anni ’80 e visse vicino al quartier generale della CIA per decenni prima di tornare in Libia dopo il 2011.
Russia e Turchia, membro della NATO che apertamente appoggia il GNA ed invia truppe regolari a Tripoli dall’inizio dell”anno, organizzarono una serie di negoziati tra Haftar e il governo di Tripoli, ma il GNA rifiutava di incontrare direttamente il leader del LNA.

Traduzione di Alessandro Lattanzio