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Quando i cani abbaiano, passa la carovana persiana!

Bruno Guigue 25 maggio 2020

Il Matamoros di Washington afferma che “tutte le opzioni sono sul tavolo” per impedire alle petroliere iraniane di arrivare in Venezuela; Teheran e Caracas annunciano di essere “pronti a fare qualsiasi cosa” per difendere il legittimo diritto di utilizzare le rotte marittime internazionali e cooperare pacificamente nel settore petrolifero; mentre le navi iraniane arrivavano in sicurezza sotto la scorta venezuelana, sotto il naso e la barba della Washington guerrafondaia; un diplomatico cinese dichiarava che era scoppiato un “virus politico” negli Stati Uniti, dove l’amministrazione Trump sembra decisa a scatenare una “nuova guerra fredda”.
Un Donald Trump presa dell’isteria pre-elettorale accusa la Cina delle turpitudini più implausibili per esonerare la propria nullità criminale ed irresponsabilità nel trattare la crisi sanitaria; fughe dai vertici suggeriscono che gli Stati Uniti prevedono di riprendere i test nucleari pochi giorni dopo aver annunciato il ritiro dall’accordo di limitazione delle armi. con disappunto degli alleati europei; gli stessi alleati, brevettati eunuchi della geopolitica ridotti al ruolo di impotenti spettatori del conflitto mondiale nordamericano di cui sono complici masochisti da anni e che ora affrontano faccia a faccia. Quando tutto accade in questo modo, allo stesso tempo, diciamo che tutto rimane come prima e tuttavia tutto cambia. Tutto rimane come prima perché gli Stati Uniti sono fedeli a se stessi: la plutocrazia genocida che si pretende nazione prescelta da Dio obbedisce a tale impulso imperialista che la spinge a voler annullare chiunque sfida la sua vacillante supremazia. Diffonde incantesimi stravaganti coi suoi mezzi militari in tutti i continenti e pratica l’intimidazione su larga scala per mezzo delle 700 basi militari che ha diffuso sulla superficie del globo. Ma poiché ciò non basta ad avvelenare le altre nazioni, deve anche cercare di distruggere con la fame, togliendo il cibo, chi osa manifestare la minima inclinazione alla disobbedienza.
Da veri maniaci del blocco, tale arma da codardi che non esitano a privare i bambini di farmaci per aumentare il proprio potere, la “nazione eccezionale” che l’Onnipotente ha donato all’umanità è oggi l’unica al mondo e l’unico nella storia ad imporre sanzioni economiche a 39 Paesi. Obiettivi privilegiati di tale impero del crimine,’Iran e Venezuela attuano un formidabile braccio di ferro, ma senza sottovalutare il pericolo: gli USA sono un gigantesco arsenale controllato da sociopatici che sognano il dominio planetario. Usano le armi economiche perché non possono usare la forza armata; e la loro capacità d’infastidire è pari solo all’ostinazione nel voler piegare il mondo ai propri desideri. Eppure diciamo anche che tutto cambia. Perché quando l’imperialismo si accontenta di abbaiare invece di mordere, è perché il guinzaglio è al limite. I bulldog del Pentagono possono ancora mostrare le zanne: mentre abbaiano, la carovana del petrolio dalle montagne persiane raggiunge le rive dei Caraibi. Possono ancora sbarcare mercenari in una nuova baia dei porci, una riedizione della spedizione destinata a frantumare le forze bolivariane. Un’altra balbuzie storica, che dimostra che la coalizione delle nazioni sovrane non ha perso la capacità di resistere all’imperialismo. La carovana petrolifera che collega Teheran a Caracas simboleggia l’alleanza di nazioni storiche (Russia, Cina, Iran) e giovani nazioni nate dal crollo del colonialismo, di cui Siria e Venezuela sono oggi il prototipo. Sostenute dall’alleanza continentale russo-cinese, rischia di dare e filo da torce ai creatori di guerra convertiti in creatori di blocchi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio