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La gomma da masticare australiana si è attaccata alla scarpa russa

John Helmer, Mosca, 20.05.2020Il giorno dopo che l’Australia veniva sconfitta all’Assemblea Mondiale della Sanità nello sforzo congiunto coll’amministrazione Trump per attaccare la Cina, e dopo che Pechino si vendicava definendo il governo australiano burattino degli USA, scherzo e gomma da masticare sotto la scarpa cinese, l’Australia chiese aiuto a Mosca. Con una telefonata della ministra degli Esteri Marise Payne al Ministro degli Esteri Sergej Lavrov chiese di aumentare le importazioni russe dall’Australia e d’inviare più turisti russi nel Paese. Lavrov rispose che l’Australia dovrebbe smettere di fabbricare prove del coinvolgimento russo nell’abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines, e ritirarsi dal processo-farsa olandese che dovrebbe riprendere le audizioni ad Amsterdam il mese prossimo. Payne non rivelava la telefonata a Mosca nel suo flusso su twitter né fu rivelata nei comunicati stampa del suo ministero. Alcun quotidiano od emittente televisiva australiani, metà dei quali di proprietà di Rupert Murdoch e ugualmente ostili a Russia e Cina, riferiva della conversazione Payne-Lavrov. Il portavoce di Payne, David Wroe, respinse una richiesta di conferma della conversazione, avvenuta nel primo pomeriggio di mercoledì. Il ministero di Payne a Canberra si rifiutava anche di spiegare perché la ministra abbia fatto la prima telefonata a Lavrov registrata nell’archivio del Ministero degli Esteri russo. “Una mossa maldestra degli australiani”, commentò una fonte di Mosca vicino allo Stato Maggiore, “per far sembrare che possano bilanciare le relazioni “positive” con la Russia con le cattive relazioni che hanno creato con la Cina. Ai tempi di Mao, gli australiani erano chiamati tigri di carta e cagnetti. Di recente si vide quanto siano marionette degli statunitensi imponendo sanzioni commerciali nei nostri confronti nel 2014; hanno mentito di continuo sull’affare MH17 e provato contro di noi lo stesso stratagemma dell'”indagine internazionale” che non riuscirono ad attuare contro l’OMS. Tale telefonata non cambiava nulla se non convincere noi e i cinesi, naturalmente, che i funzionari australiani hanno commesso un errore così grave che Trump non potrà salvarli”.
“Il 20 maggio il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov ebbe una conversazione telefonica colla ministra degli Esteri australiana Marise Payne, su iniziativa australiana”, affermava il comunicato del Ministero degli Esteri. “I ministri hanno discusso degli aspetti attuali delle relazioni russo-australiane ponendo l’accento sullo sviluppo pragmatico della cooperazione di reciproco interesse, nonché sui problemi dell’interazione internazionale nel contrastare la diffusione del nuovo coronavirus nel contesto dei risultati del 73.ma sessione dell’Assemblea mondiale della sanità”. Il riferimento a “problemi dell’interazione internazionale” fu il promemoria di Lavrov a Payne che lei e gli statunitensi non erano riusciti a convincere nessuno dei loro alleati NATO o asiatici a sostenere il loro attacco alla Cina e all’OMS nella gestione della pandemia del coronavirus. Lavrov fu diplomatico. L’ambasciata cinese a Canberra dichiarò che la condotta di Payne era uno “scherzo”. Un importante media cinese annunciò: “L’Australia è sempre lì, a creare problemi. È come una gomma da masticare attaccata alla suola delle scarpe cinesi. A volte devi trovare una pietra per staccarla”. Per la storia completa della sconfitta dell’Australia nell’Assemblea mondiale della sanità da parte di Unione europea, Russia, India e Cina, leggasi questo. I media australiani riportarono la sconfitta di Payne al contrario: “La campagna d’inchiesta sul COVID-19 dell’Australia ha vinto… L’ultima volta che l’Australia ebbe un ruolo internazionale così importante fu nel 2015, quando Julie Bishop guidò l’appello a stabilire un’indagine sil MH17 dopo che 298 persone furono abbattute da un missile russo-ucraino”, Secondo il resoconto di Lavrov, Payne “toccò le continue indagini sulla catastrofe del ??17 sull’Ucraina nel luglio 2014. Sergej Lavrov affermò che la Russia darà alle Nazioni Unite un documento completo coi fatti che rivelano i gravi problemi nell’azione del Joint Investigative Team (JIT) creato dai Paesi Bassi, le cui attività non sono conformi agli elevati standard stabiliti dalla risoluzione 2166 del Consiglio di sicurezza dell’ONU. Inoltre ribadiva la disponibilità degli esperti russi a tenere consultazioni coi colleghi australiani e olandesi per chiarire le risposte alle numerose domande poste dalla collaborazione col JIT”. Gli investigatori della polizia e gli agenti dei servizi segreti australiana furono molto più scettici sulle accuse preparate dall’Ucraina e promosse dagli olandesi di quanto i politici australiani approvavano in pubblico. Maggiori informazioni.
In passato, il Ministero degli Esteri russo accusò il governo australiano di aver “accusato senza motivo il nostro Paese di essere coinvolto nello schianto dell’aereo di linea malese e chiesto, sotto forma di ultimatum, di avviare colloqui per discutere del conseguenze di tale responsabilità, incluso il risarcimento ai parenti delle vittime. In tal modo, questi due membri del JIT [Australia, Paesi Bassi] dimostravano riluttanza a continuare una cooperazione costruttiva a pieno titolo sul caso MH17, nonché mancanza di interesse a condurre un’indagine internazionale globale, obiettiva e indipendente”. Lavrov ricordò a Payne che da quando l’Australia ha iniziato le sanzioni per la guerra in Ucraina nel 2014, c’era un grave squilibrio nel reciproco commercio. I dati della Banca mondiale mostrano il crollo tra il 2014 e il 2015, quando le importazioni australiane di prodotti chimici, legname e macchinari russi diminuirono da 1,2 miliardi nel 2014 a 252,5 milioni. Le esportazioni australiane verso la Russia, principalmente allumina, carne e altri prodotti alimentari, raggiunsero il picco nel 2014 con 476,5 milioni. Da allora continuarono a scendere a 85,3 milioni nel 2017; recuperando a 462,9 milioni nel 2018. I dati commerciali della Russia sono minimi col commercio australiano con la Cina; non vi è alcuna prospettiva che se la Cina sanziona il commercio australiano e il divieto a turisti e studenti cinesi di a viaggiare in Australia, la Russia può compensare la perdita. Lavrov affermava che lui e Payne discussero di un “aumento del commercio e delle disposizioni reciproche di natura più equilibrata”. Queste cifre sono minuscole rispetto ai miliardi delle esportazioni australiane ora a rischio, poiché Pechino impone restrizioni sull’orzo australiano per il dumping dei prezzi, e sulla carne australiana per violazioni del controllo sanitario, con ulteriori tagli al commercio imminenti. Nel 2018, la Cina acquistò beni e servizi australiani per un valore di 87,7 miliardi di dollari, incluso turismo e istruzione; l’Australia, in cambio comprò 57,7 miliardi di beni cinesi. La Cina rappresenta il 37% delle esportazioni australiane nel mondo; il 23% delle importazioni australiane dal mondo. Ma nei dati commerciali della Cina, le importazioni australiane rappresentano solo il 5% dell’aggregato globale, mentre le esportazioni cinesi in Australia ammontano a meno del 2%. Questo significa gomma da masticare australiana sotto la scarpa cinese.

Traduzione di Alessandro Lattanzio