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Le petroliere iraniane arrivano in Venezuela, protette in aria e mare

Telesur, 23 maggio 2020

Nella notte del 23 maggio, Fortune, nave battente bandiera iraniana, raggiungeva le acque giurisdizionali venezuelane trasportando 45,5 milioni di galloni di benzina e prodotti correlati, coll’obiettivo di alleviare la carenza di benzina derivata dal blocco USA. La corrispondente di TeleSUR Madeleine Gracia, che navigava in acque internazionali per trasmettere informazioni in tempo reale, riferì che le Forze armate bolivariane nazionali (FANB) non avevano alcun problema ad accogliere la petroliera Fortune e ad accompagnarla in porto. “La missione procedeva perfettamente normalmente”, osservava Garcia, aggiungendo che altre quattro petroliere iraniane, Petunia, Forrest, Faxon e Clavel, sarebbero arrivate in Venezuela entro poche ore. La settimana prima, un alto funzionario dell’amministrazione Trump dichiarava che l’invio di carburante iraniano “non è solo sgradita agli Stati Uniti, ma alla regione ed esaminiamo misure che possono essere adottate”, una dichiarazione che, anche se mai confermata dal governo degli Stati Uniti, fu presa seriamente dall’Iran come minaccia.
A causa della possibilità di un tentativo degli Stati Uniti d’impedire l’arrivo delle petroliere, le autorità iraniane quindi avvertivano sull’interferenza degli Stati Uniti sul commercio tra Stati sovrani. “Costringere le nazioni a conformarsi alle richieste illegali degli Stati Uniti minaccia il multilateralismo a fondamento delle relazioni internazionali, e stabilisce un pericoloso precedente, aprendo la strada a chi aspira piuttosto a dividere, non unire le nazioni”, scriveva il Ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif al segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres il 22 maggio.
Poche ore prima dell’arrivo della petroliera iraniana, il Ministro degli Esteri venezuelano Jorge Arreaza parlava coi membri del Council on Hemispheric Affairs (COHA) sugli effetti negativi delle misure coercitive statunitensi. Con una videoconferenza, il funzionario bolivariano dichiarava che il blocco degli Stati Uniti comporta azioni arbitrarie e illegali contro il popolo venezuelano. Inoltre, quando il COVID-19 genera emergenze sanitarie nel mondo, le molestie statunitensi sono un crimine contro l’umanità impedendo allo Stato venezuelano di acquistare non solo forniture per l’industria petrolifera, ma anche cibo e medicine per il popolo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio