Lo spettro dell’immigrazione e il destino di Angela Merkel

Andreas Andrianopoiulos SCF 27.06.2018

Uno spettro minaccioso perseguita l’Europa, lo spettro dell’immancabile immigrazione musulmana. Spaventa la cancelliera tedesca Angela Merkel; dimostra l’inefficienza degli strumenti del potere europeo (Commissione e Consiglio dei ministri); e mette sotto i riflettori chi ha gridato contro la disastrosa adesione dell’Europa a tale politica (i leader degli ex-Paesi del blocco orientale (gruppo di Visegrad), Austria e recentemente Italia). Per Merkel la situazione appare critica e potrebbe anche essere questione di sopravvivenza politica. Per evitare il vicolo cieco verso cui si dirige, quasi implora il totalmente inattendibile presidente turco Erdogan di fermare l’inondazione di immigrati verso l’Europa. Tenta anche di rianimare le disposizioni del regolamento di Dublino, il trattato europeo che stabilisce che gli immigranti illegali vanno riportati nel Paese da cui sono entrati nell’Unione europea. Ovviamente, tale documento è un anatema per Italia e Grecia (nonostante l’abbiano approvato), dato che rischiano di finire con centinaia di migliaia di immigrati a casa. Perciò, il 23 giugno, a Parigi fu convocato un vertice di emergenza dei capi europei per affrontare la questione, che in primo luogo significa esplorare come salvare le fortune politiche della Merkel.
L’inarrestabile inondazione di così tante persone in Europa non è più semplicemente questione umanitaria. È diventata una seria minaccia geostrategica. Gli Stati Uniti lo sanno chiaramente; la Russia riconosce le nuove realtà emergenti; e parti dell’Europa si svegliano su tale ambiente inquietante. Chi ignora l’evidenza é: a) profondamente influenzati dai capi finanziari internazionali (cioè George Soros), b) idealisti lungi dalla realtà (come chi circonda il presidente Junker della Commissione europea), o c) politici di Paesi che hanno già grandi popolazioni musulmane (Gran Bretagna, Svezia, Belgio e Germania). La presenza di un numero significativo di cittadini musulmani significa potenti blocchi elettorali che influenzino le decisioni portando a un futuro sconosciuto e pericoloso. In molte di tali società ci sono già leggi che limitano la libertà d’espressione che rendono illegale qualsiasi critica all’Islam, ai suoi principi o valori (“islamofobia”). Nonostante ciò, calunniare l’occidente cristiano, i suoi atteggiamenti e la sua morale può avvenire apertamente e senza alcuna limitazione legale da parte di mullah o altri devoti islamici. La situazione ricorda i Goti che saccheggiarono l’impero romano nel 380 d.C. Con analogie rilevanti, ovviamente. A quei tempi furono inizialmente invitati per far rivivere la campagna spopolata. Ma poi invasero la maggior parte del territorio conquistando Roma. Oggi gli Stati Uniti mantengono una distanza strategica, osservando l’evolversi degli eventi, spostando l’attenzione verso la Russia ed attuando segretamente il caos europeo.
Il mondo cambia e sembra che l’Europa sia bloccata dagli errori commessi da Bruxelles e dalla cancelliera tedesca. È inevitabile tuttavia che gli eventi seguano un corso diverso.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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