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Con l’Iran che sfida le sanzioni statunitensi, Trump deve scegliere la via del codardo

Alan Macleod, AHTribune 22 maggio 2020Le sanzioni illegali e mortali di Washington sul Venezuela continuano. Tuttavia, il Presidente Nicolas Maduro ha trovato un alleato nell’Iran. Cinque petroliere iraniane con 45 milioni di dollari di benzina ed altri prodotti petroliferi si dirigevano verso i Caraibi e si trovavano nell’Oceano Atlantico. Il Ministro della Difesa iraniano Amir Hatami avvertiva gli Stati Uniti di consentire alle navi del suo Paese di arrivare in Venezuela, promettendo ritorsioni se fossero attaccate. “L’Iran non tollererà ostacoli [alle sue petrolifere]. Stati Uniti o altri Paesi sanno che non esiteremo. Se gli ostacoli continuano o aumentano, la risposta dell’Iran sarà forte”, dichiarava. Il presidente Trump fu altrettanto energico, a parole, ribattendo che “l’abbiamo circondato [Venezuela], è circondato a un livello che nessuno sa nemmeno, ma loro sanno. Guardiamo per vedere cosa succede”. Trump inviò la Marina degli Stati Uniti a sud verso il Venezuela con una dubbia missione “anti-droga”. Pur avendo le maggiori riserve di petrolio comprovate al mondo, l’industria petrolifera venezuelana è in rovina, col Paese che affronta una diffusa carenza di benzina. Ciò è dovuto in gran parte alle sanzioni degli Stati Uniti che soffocavano la produzione nazionale e bloccavano l’importazione di diluenti e pezzi di ricambio di cui l’industria ha bisogno. Le società straniere si sono ritirate dal Paese, rifiutando di fare affari per timore d’incorrere nell’ira delle sanzioni statunitensi.
Le sanzioni fanno parte di un piano per rovesciare l’amministrazione Maduro e sostituirla con lealisti scelti con cura e addestrati negli Stati Uniti. A marzo, la DEA emise un premio di 15 milioni di dollari sulla testa di Maduro, mentre a maggio mercenari nordamericani attuarono un piano frenetico per invadere il Paese e arrivare al palazzo presidenziale. Il tentativo golpista fallì al primo ostacolo, con molti membri del gruppo intercettati dalla Marina venezuelana prima ancora di raggiungere terra.
Mentre aziende e governi stranieri potrebbero avere molto da perdere se Washington s’incanaglisce, l’Iran no. Teheran è pure sotto le sanzioni statunitensi, con Trump che avviò l’assassinio del sommo generale e statista Qasim Sulaymani a gennaio e che minaccia un attacco massiccio contro il Paese. “Abbiamo preso di mira 52 siti iraniani”, twittò , “alcuni ad un livello molto alto e importante per l’Iran e la cultura iraniana, e quegli obiettivi e l’Iran saranno colpiti molto velocemente e molto duramente. Gli Stati Uniti non vogliono più minacce!” La minaccia di distruggere deliberatamente inestimabili siti culturali e del patrimonio iraniano fu immediatamente condannata per violazione della convenzione sul genocidio. Sul Venezuela, il presidente gode del sostegno bipartisan. La senatrice liberale Elizabeth Warren, per esempio, dichiarò di essere “tutta per le” sanzioni, mentre Guaidó, che un sondaggio a dicembre dimostrava avere solo il 10% di approvazione e un 69% di disapprovazione in Venezuela, fu ospite d’onore di Trump al Discorso sull’Unione a febbraio, ricevendo una standing ovation da repubblicani e democratici. Al contrario, le sanzioni furono formalmente condannate dalle Nazioni Unite, notando che “colpiscono in modo sproporzionato i poveri e vulnerabili”, invitando gli Stati membri a infrangerle e persino iniziando a discutere delle riparazioni che gli Stati Uniti dovrebbero pagare. Alfred de Zayas, relatore speciale delle Nazioni Unite che visitò il Venezuela, descrisse le sanzioni come “affini ad un assedio medievale” e dichiarò che l’amministrazione Trump è colpevole di crimini contro l’umanità, stimando che ha già ucciso oltre 100000 persone. Le sanzioni, secondo de Zayas, specialista in diritto internazionale, sono illegali secondo il diritto di Nazioni Unite, OAS e persino Stati Uniti. In un discorso alle Nazioni Unite, l’ambasciatore venezuelano Samuel Moncada condannò la ferocia dell’amministrazione Trump; “Cosa accadrebbe se, nel mezzo del Covid-19, New York rimanesse senza benzina?” chiese.
Il Venezuela annunciava che avrebbe inviato navi da guerra per scortare le petroliere iraniane verso la destinazione. Pertanto, sulla fornitura di petrolio, sembra che né Venezuela né Iran vogliano arretrare. In tal caso, Trump, codardo consumato, dovrà scegliere tra due opzioni ugualmente codarde: commettere un enorme crimine di guerra internazionale e disastro ambientale affondando le navi, o arretrare, spezzato e imbarazzato. Il mondo guarderà se permetterà alle due nazioni di resistere con successo alla sua intimidazione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio