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E’ finita per l’economia statunitense

Aleksandr Dubrovskij, Stalker Zone, 20 maggio 2020Qui scrivono “Arrivederci America, è finita!” e gioiscono. Non nasconderò, se è una notizia, che il lato positivo prevale su ogni altra cosa, anche tenendo conto di ciò che arriverà. Ci sono anche argomenti corretti a supporto della diagnosi, ma le prove zoppicano, nascondendosi dietro pathos ed emozioni. Noi, in considerazione di una meticolosità intrinseca, andremo ‘oltre: prenderemo una tesi dal testo emotivo e l’approfondiremo, guardando laddove pochi guardano. “In linea di principio, gli USA potrebbero inondare l’intera industria petrolifera in perdita di dollari della FED, ma la crisi non è iniziata con la guerra del petrolio, i problemi furono sommersi dai dollari della FED da più di un anno!” Questo è vero, tranne che durò non da un anno o due, nemmeno da dieci anni, ma da molto di più. E nessuno, a proposito, se ne preoccupava. Dov’è il regolare licenziamento del governo per mancanza di denaro? Dove sono le battaglie per innalzare ancora il tetto del debito? Bene, da alcuna parte, la crisi è già passata, perché non è più necessaria…
Ci concentreremo in generale sulla tesi scelta e senza alcun riferimento a teorie, analisi e altre opinioni di un qualche esperte, anche se coperte di regalie e, inoltre, prive di mozioni e pathos. Come strumento, prenderemo il “semplice” contatore nordamericano, colloquialmente indicato come “contatore del debito nazionale”. In effetti, vi sono molte cose interessanti, ma ci concentreremo solo su due o tre parametri che daranno abbastanza, anche da risparmiare. A proposito, raccomando di prestare attenzione a questo strumento e allo stesso tempo di controllare tutto ciò che verrà scritto in seguito. Personalmente notavo questo “miracolo della tecnologia” per la prima volta nel febbraio 2017.
Gli indicatori che ci interessano:
Debito nazionale: 19,98 trilioni di dollari;
Debito per cittadino: 61533 dollari;
Derivati da valuta e credito: 610,77 trilioni.
Ancora alcuna valutazione, solo numeri asciutti. Quasi nessuno, tranne uno, perché esiste una sfumatura che richiede un chiarimento: il terzo indicatore, in cui il termine chiave “derivati”, elencato nella sezione “attività”, è un cosiddetto strumento finanziario derivato, che ha un aspetto molto ambiguo per storia e origine e non ha una definizione esatta. In realtà, si tratta di determinate attività, come i titoli, dal prezzo molto relativo, in quanto dipendono da altri titoli o anche da diversi. Ecco perché sono chiamati “derivati” . Un “documento della sicurezza”, ad esempio, può essere un’obbligazione, a causa di una serie di fattori futuri o dal rischio di rimborso. Allo stesso tempo, nessuno sa cosa accadrà in futuro e ciò che è più interessante è che, di norma, questo futuro non arriva mai, portando qualcuno a subire perdite prevedibili. Vale a dire, alcuni indicatori rientrano costantemente in questo paniere e sono di natura diversa e non hanno un denominatore comune, ad eccezione del dollaro. Non c’è possibilità di dissezionare tale somma astronomica, paragonabile a tutte le risorse del pianeta, e in realtà le supera di diverse volte. Pertanto, passeremo immediatamente all’essenza: nella traduzione in una lingua normale e non in modo scientifico, si tratta di normali “crediti inesigibili”, compresi i prestiti non rimborsabili concentrati in banche speciali, chiamate “banche di crediti inesigibili”. In generale, si tratta di una risorsa dubbia, chiamata anche “debito tossico”, il cui prezzo, secondo me e nella realtà, è pari allo zero. Convenzionalmente, le banche “normali” si liberano di tali debiti in un determinato momento, vendendoli senza prezzo ad altre strutture, dove s’insediano, ed è come se l’economia si ripulisse da attività dubbie (tossiche).
Andiamo oltre. Schermata del 09.12.2019:
Debito nazionale: 23,10 trilioni;
Debito per cittadino: 69978;
Derivati su valuta e credito: 546,20 trilioni.
Quindi, vediamo che in quasi tre anni le “cifre secche” sono cambiate in modo significativo e in diversi sensi: debito pubblico e debiti dei cittadini sono aumentati e i crediti in sofferenza diminuiti. Ricalcoleremo il debito pubblico per un anno e su scala minore, di cui avremo bisogno alla fine. L’algoritmo è semplice, quindi andiamo direttamente ai risultati.
Aumento del debito nazionale:
Ogni anno: 1,12 trilioni.
Al giorno: 3,06 miliardi.
Al minuto: 2,12 milioni.
Al secondo: 35403.
Faccio notare: questo è il periodo della presidenza di Donald Trump che, lasciate che ve lo ricordi, salì al trono nel gennaio 2017 con la promessa di ridurre drasticamente il debito pubblico e “drenare la palude di Wall Street” che porta gli USA al cappio del debito. In effetti, è un fiasco completo, e 64 trilioni di dollari di crediti in sofferenza (derivati) furono semplicemente cancellati senza la sua presenza, molto probabilmente a causa dello statuto delle limitazioni, essenso completamente senza speranza.
Passando ad oggi. Schermata del 17.05.2020:
Debito nazionale: 25,27 trilioni.
Debito per cittadino: 76656.
Derivati su valuta e credito: 680,37 trilioni.
Risultati del debito nazionale nei 5 mesi trascorsi (dal 09.12.2019):
Aumento del debito nazionale:
Ogni anno: 5,01 trilioni.
Al giorno: 13,73 miliardi.
Al minuto: 9,54 milioni.
Al secondo: 158960.
Aumento delle attività tossiche:
Ogni anno: 309,95 trilioni.
Al giorno: 846,84 miliardi.
Al minuto: 558,08 milioni.
Al secondo: 10 milioni.
Suggerisco di ignorare il debito nazionale che Trump ha promesso di ridurre drasticamente, perché è già poco interessante poiché l’ha detto molte volte: è impossibile ripagare o addirittura ridurlo, può aumentare solo con un diverso grado d’intensità. Ora, tenendo conto della distribuzione del famigerato denaro “elicotteristico” (pagamento una tantum di 1200 dollari a tutti più indennità mensili per la disoccupazione, applicato a decine di milioni di persone), l’intensità è notevolmente aumentata. Domani, quando il coronavirus si attenuerà, potrebbe diminuire, il che non cambierà proprio il trend della crescita costante. Questa è l’essenza di un’economia dal debito cronicamente carente che mangia più di quanto non crei. Inoltre, ha una struttura del PIL all’80% costituita da speculazioni finanziarie. Ma sulle attività tossiche, direi altro. Ditemi, un milione al secondo è molto o poco? E 10 milioni? Qualsiasi risposta monosillabica a tale semplice domanda sarà sbagliata perché tutto è relativo. Persino un milione non troverà abbastanza spazio nella tasca di una persona comune, ma sullo sfondo del budget di qualche lontana repubblica delle banane, che si tratti di un milione o dieci è un importo qualsiasi. Soprattutto, sullo sfondo della brillante Capitol Hill che, come sappiamo, non svanisce mai e che ci guarda.
Quindi, ecco cosa dirò, senza scegliere troppe parole: l’economia n°1 al mondo è la risorsa più dubbia ed estremamente tossica del pianeta da cui vengono ritirati 10 milioni di dollari di crediti inesigibili ogni secondo, che in media annuale sono oltre 300 trilioni. Cioè, l’essenza nuda di tale macchina per digerire la massa di dollari è vivere col debito costantemente, in modalità non-stop, ritirando gli obblighi di debito, spostandoli in un paniere speciale, dove vengono poi sepolti dopo la scadenza dello statuto delle limitazioni. In termini di entità del disastro: qualsiasi credito interno, prestito, investimento in “carta”, ecc., di fatto, non ritorna mai al creditore e passa a un’attività “tossica”, quindi “eliminando” costantemente l’economia dei crediti inesigibili. Esattamente secondo il principio nordamericano: “Se non devi pagare, non è necessario pagare”. In linea di principio, la soluzione è brillante, come “se puoi prenderlo gratuitamente, dovresti prenderlo”. Ma sto divagando.
C’è un altro indicatore sul bancone: “Totale attivo nazionale”. Da febbraio 2017 a maggio 2020 questo è aumentato da 128,31 a 143,83 trilioni; 15,52 trilioni, vale a dire del 12%, abbastanza plausibile in termini di possibile crescita naturale, che tenendo conto della presenza della rivalutazione inflazionistica. Allo stesso tempo, le attività tossiche nello stesso periodo sono cresciute da 610,77 trilioni a 680,37 trilioni, vale a dire dello stesso 12%, ma in termini assoluti di 69,60 trilioni, pari quasi aòla metà della ricchezza nazionale.

PS1: Secondo i dati statistici pubblicati dal Center for Microeconomic Data della Federal Reserve Bank di New York, alla fine del 2018 il debito totale delle famiglie statunitensi raggiunse 13,54 trilioni. Questi principalmente sono mutui. In termini pro capite (328,2 milioni di persone) si arriva alla somma di 41280 dollari, due volte inferiore a quanto mostrato sul bancone. Su chi ha ragione e chi torto qui, non entrerò lasciando che i cittadini si occupino dei propri debiti. Comunque, 13,54 trilioni è una somma ingestibile e paragonabile al PIL di qualsiasi grande Stato. Allo stesso tempo, nel 2008, quando si ebbe il tracollo dei mutui, una parte considerevole di questo debito (circa 3 trilioni) fu cancellata e, apparentemente, passata a “crediti inesigibili”. Sul volume del debito totale (soggetti giuridici e altri istituti, compreso lo Stato), secondo gli esperti di Wall Street, presentato in un rapporto pubblicato dalla società AllianceBernstein nel settembre 2019, “I livelli di debito reale negli Stati Uniti potrebbero essere il 2000% dell’economia”. Si stima che oggi sia circa 500 trilioni. Sembra che tutto coincida, almeno, l’ordine degli importi è quasi lo stesso. Solo una cosa non è chiara: perché, al fine di valutare il reale stato finanziario di un’economia tossica, è necessario coinvolgere società rinomate e compilare rapportoni anche se uno sguardo superficiale di un profano basta a dare una diagnosi simile: “debiti irrevocabili tossici” meno “totale attivo nazionale” equivalgono a 500 trilioni di dollari.
PS 2: Gli analisti finanziari, anche nordamericani, usano sempre più il termine “default” nelle valutazioni sullo stato dell’economia nordamericana. Allo stesso tempo, esperti imparziali, valutando le conseguenze, notano che la Russia si sbarazza costantemente dei titoli di debito nordamericani, il cui portafoglio ammonta attualmente a miseri 3 miliardi. Vi suggerisco di trarre le dovute conclusioni.

Traduzione di Alessandro Lattanzio