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Iran: potente e determinato

Andre Vltchek, NEO 14.05.2020

Mi rifiuto di descrivere l’Iran come vittima. Non lo è. È una delle nazioni più influenti e forti della Terra. Di fronte al pericolo mortale, il suo popolo si unisce, si indurisce e si prepara ad affrontare gli invasori, indipendentemente da quanto siano minacciosi. L’Iran ospita una delle culture più antiche e profonde del mondo ed è proprio questa cultura che aiuta il popolo iraniano a sopravvivere nei momenti più spaventosi. E uno di questi momenti è tristemente proprio ora.
Le navi da guerra statunitensi navigano accanto le acque territoriali iraniane. Un errore, una mossa falsa e la guerra potrebbe scoppiare, inghiottendo l’intera regione nelle fiamme. L’Iran è una nazione orgogliosa e prende molto seriamente la propria indipendenza. In questo momento, il Paese affronta uno degli embarghi più ingiusti nella storia umana. Viene punito per niente; o precisamente, per attenersi ai punti dell’accordo chiamato Piano d’azione globale congiunto (JCPOA) noto anche come The Iran Nuclear Deal, firmato nel 2015 con Cina, Francia, Russia, Regno Unito, Stati Uniti e Germania, e che gli Stati Uniti hanno abbandonato senza dare alcuna spiegazione logica. Pur non essendo particolarmente felici del ritiro degli Stati Uniti; Germania, Francia e Regno Unito fanno tutto il possibile per far arrabbiare il partner di maggioranza e i suoi capi a Washington. Si aggiunga il COVID-19 e l’incapacità del Paese, a causa delle sanzioni, di acquistare attrezzature mediche, almeno in occidente, e si ha lo scenario perfetto di una calamità nazionale e persino imminente collasso. O più precisamente, in qualsiasi altro luogo sarebbe così, ma non in Iran! Dopo aver ricevuto terribili colpi dall’occidente, uno dopo l’altro, l’Iran non non si è mai piegato. Non ha mai abbandonato la sua via internazionalista e socialista (socialista, con caratteristiche iraniane), conservando la dignità. Ciò che è riuscito a ottenere è sorprendente, a dir poco eroico, date le circostanze.
Se si guardi all’ultimo HDI (Human Development Index, 2019), compilato e pubblicato dall’UNDP), l’Iran è nella fascia ad alto sviluppo umano, a soli 3 passi dal gruppo di Paesi dal più alto sviluppo umano. Il che è assolutamente sorprendente, date sanzioni, embarghi e continue intimidazioni militari di cui sopra. Ogni volta che visito l’Iran, sono stupito da spazi pubblici, istituzioni culturali, trasporti pubblici, fontane, comodi treni… Il Paese funziona bene, mostrando un’incredibile grazia sotto pressione. Il suo canale televisivo, PressTV, è una delle più importanti fonti d’informazione antimperialisti al mondo. Non vi vedo estrema sofferenza, o senzatetto. Gli iraniani sono educati, istruiti e orgogliosi. Devono fare i conti con tassi di cambio complessi, cosa che non capisco. Ogni volta che pago in un bar o taxi, allungo semplicemente la mano piena di valuta locale e non m’imbrogliamo mai. Le cose sono solide e rassicuranti; Lo sento e l’apprezzo molto. L’Iran è un Paese internazionalista. Non diversamente da Cuba o Venezuela, suoi alleati da tempo. Anche se ferito, aiuta gli altri, chi ha bisogno di solidarietà. Questo non può mai essere dimenticato, in particolare in America Latina o Siria. Hezbollah, stretto alleato dell’Iran in Medio Oriente, combatte i gruppi terroristici più pericolosi in Siria; tali gruppi infiltrati dall’occidente, ma anche dagli alleati di Washington, come Arabia Saudita e Turchia. Ma Hezbollah è anche essenzialmente l’unica rete sociale per i poveri nel vicino della Siria, il Libano. E non solo per i musulmani sciiti, ma anche per i cittadini sunniti svantaggiati, cristiani e i non credenti. Chiunque sia indigente in Libano, va da Hezbollah per assistenza. Sono stato a Beirut per cinque anni e so di cosa parlo. Tutto questo mentre le élite libanesi bruciano soldi a Parigi, a Nizza, nei locali notturni di Bayrut, guidano le loro auto sontuose nei bassifondi. E più Iran e Hezbollah aiutano la regione, più frustrato, oltraggiato ed è aggressivo l’occidente. Guardate la Palestina. Quando si tratta della liberazione del popolo palestinese dalla lunga e brutale occupazione israeliana, i Paesi del Golfo parlano e parlano. Alla fine, alcuni di essi si schierano con occidente e Israele. Gli alleati più vicini e determinati del popolo palestinese da tempo nella regione sono, senza dubbio, Iran e Siria. Questo tutti in Medio Oriente lo sanno, ed è solo “un segreto” per gli occidentali. In Afghanistan, in particolare ad Herat, assistetti a lunghe file di afghani davanti al consolato iraniano. Devastato dall’occupazione della NATO, l’Afghanistan è nella disperazione, classificato come Paese con la più breve aspettativa di vita e il più basso indice di sviluppo umano (HDI) in Asia. Decine di migliaia di afgani viaggiano in Iran cercando lavoro. Senza l’Iran, Herat molto probabilmente morirebbe di fame. E ora, l’Iran cerca modi (insieme a Cina e Russia), di aiutare l’Afghanistan a trovare una soluzione politica e scacciare le forze della NATO. Per anni, tutti i Paesi socialisti dell’America Latina potevano sempre contare sull’Iran. Bolivia, prima che il governo legittimo di Evo Morales fosse rovesciato, o Cuba e in particolare Venezuela. L’Iran costruisce alloggi sociali, aiutando nella tecnologia petrolifera e in molti altri elementi sociali essenziali. Iraq e Iran, due grandi nazioni, in passato brutalmente spinte al conflitto da Washington, collaborano ancora una volta, lavorando insieme. L’occupazione occidentale ha già completamente rovinato l’Iraq (come l’Afghanistan), storicamente uno dei Paesi più ricchi della regione. Tuttavia, più positivamente l’Iran viene coinvolto nel vicino Iraq, più aggressivamente si comporta l’occidente. Ora supera abitualmente ogni linea di comportamento accettabile. Nel gennaio 2020, un attacco di droni statunitensi uccise l’eroe nazionale iraniano Generale Qasim Sulaymani, mentre viaggiava vicino l’aeroporto internazionale di Baghdad. Per anni ormai, l’Iran è al fianco di Russia, Cina, Siria, Venezuela e Cuba; le nazioni che apertamente e coraggiosamente dissuadono l’aggressività e la brutalità dell’imperialismo occidentale. Sembra che qualunque cosa l’occidente faccia, l’Iran non può essere piegato. Nonostante embarghi e sanzioni, dimostra che sa produrre e lanciare satelliti nello spazio, o produrre attrezzature mediche per combattere la pandemia di COVID-19. Mentre la nazione crea grandi risultati scientifici e tecnologici, i cineasti iraniani continuano a produrre capolavori cinematografici. Che nazione! Sfortunatamente, tutto ciò è nascosto a occhi ed orecchie del pubblico, sia in occidente, sia negli Stati clienti. Lì, l’Iran è descritto come “minaccia”.
Guardate che ironia. Il 30 aprile 2020, Reuters pubblicò un articolo sulla mossa tedesca per vietare Hezbollah: “Lo scorso dicembre, il parlamento tedesco approvò una mozione che esorta il governo della cancelliera Angela Merkel a vietare le attività di Hezbollah sul suolo tedesco, citando le sue “attività terroristiche”, soprattutto in Siria. Durante un viaggio a Berlino l’anno scorso, il segretario di Stato nordamericano Mike Pompeo dichiarò di sperare che la Germania segua la Gran Bretagna nel vietare Hezbollah. La Gran Bretagna introdusse una legislazione nel febbraio dello scorso anno che classifica Hezbollah come organizzazione terroristica”. Quando l’occidente dice “Attività terroristiche, specialmente in Siria”, ciò che realmente dice è “combattere il terrorismo infiltrato dall’occidente e dai suoi alleati in Siria”. Tutto è contorto, pervertito e capovolto dalla propaganda che operano negli Stati Uniti, Europa, Israele e Golfo. “Attività terroristiche” al di fuori della Siria, significa anche sostenere la lotta palestinese per l’indipendenza, nonché sostegno morale alla Siria nei suoi tentativi di liberare le alture del Golan occupate da Israele, un’occupazione mai riconosciuta, nemmeno dalle Nazione Unite. Significa anche aiutare Iraq e Afghanistan, così come i Paesi dell’America Latina, brutalizzati (o dovremmo dire “terrorizzati”) senza sosta da Washington ed alleati. Questa è precisamente logica e lessico dei propagandisti tedeschi durante la seconda guerra mondiale, per descrivere le forze delle Resistenza nelle sue colonie. Combattenti per la libertà e partigiani furono etichettati terroristi in Francia, Jugoslavia, Ucraina.
Perfino il quotidiano mainstream The Independent pubblicò il 1° maggio 2020 un articolo critico sui bizzarri intrighi statunitensi contro l’Iran: “Gli Stati Uniti attuano un piano per estendere l’embargo sulle armi delle Nazioni Unite contro l’Iran che dovrebbe essere revocato ad ottobre coll’accordo nucleare che Washington abbandonò due anni fa. Per imporne l’estensione, Washington tenterà di fare pressione sul Consiglio di sicurezza per continuare l’embargo sulle armi, impedendo la vendita di armi da o all’Iran. Ma anche facendo ciò che esperti legali e diplomatici descrivono come argomento contorto di ciò che fa ancora parte del Piano d’azione congiunto globale del 2015, abbandonato, e quindi di utilizzarne una delle disposizioni per “aggirare” l’embargo”. Tale strano salto mortale politico fu, secondo The Independent, criticato persino da uno degli alleati di Washington, il presidente francese Emmanuel Macron: “Cina e Russia hanno già promesso di utilizzare qualsiasi mezzo per bloccare il piano nordamericano. Il francese Emmanuel Macron lavorò dietro le quinte per sabotare il piano di Trump per ciò che vede come tentativo della Casa Bianca di distruggere le norme legali internazionali, affermò un diplomatico europeo”. Francia, Regno Unito, Germania e altri Paesi dell’UE non sono necessariamente contenti della politica estera di Washington nei confronti dell’Iran, ma il loro sdegno è lungi dall’essere morale. L’Iran è grande ed è ben lungi dall’essere povero. Le compagnie europee perdono miliardi di euro negli scambi a ausa delle sanzioni. Ad esempio, recentemente, due compagnie aeree iraniane erano pronte ad acquistare numerosi velivoli Airbus nuovi di zecca, per competere con Qatar Airways e Emirates. Tali piani crollarono a causa del ritiro degli Stati Uniti dal JCPOA e dall’imposizione immediata di nuove, insensate e brutali sanzioni contro Teheran. Ora anche Mahan Air. compagnia aerea civile, subisce sanzioni, presumibilmente a causa dei voli per il Venezuela e diverse destinazioni mediorientali.
Ora, molti forse si chiedono cosa ha scatenato, in occidente, tale odio verso l’Iran? C’è un segreto ben nascosto (di nuovo, in occidente) sull’Iran: “È un Paese socialista. Socialista con caratteristiche iraniane”. Nell’ultimo e assolutamente innovativo libro sull’Iran (“Socialism’s Ignored Success: Iranian Islamic Socialism”), che la nostra casa editrice Badak Merah pubblicherà nel maggio 2020, l’autore iraniano e corrispondente di PressTV Ramin Mazaheri, difende con passione il concetto socialista iraniano: “Penso che se la sinistra dalle larghe vedute diventasse semplicemente consapevole dei fatti e… interpretazioni socialiste moderne delle politiche iraniane, molte delle quali sono sicuro che saranno presentate in inglese per la prima volta, non aspetterebbe senza fiato il crollo del maggiore baluardo in Medio Oriente contro imperialismo e capitalismo. È urgente che la sinistra occidentale capisca che la sovversione della popolare rivoluzione democratica iraniana avrebbe conseguenze incredibilmente negative per il movimento antimperialista in Medio Oriente, e quindi per il movimento antimperialista globale, e sarebbe sicuramente la perdita più crudele del socialismo islamico, preso abbastanza sul serio nel mondo musulmano anche se il trotskismo ateo non può nemmeno discuterne il concetto senza ricorrere agli insulti. E naturalmente una controrivoluzione in Iran sarebbe un duro colpo per la democrazia globale, poiché non vi è dubbio che il popolo iraniano sostiene la sua rivoluzione, la sua costituzione e il suo sistema unico a maggioranza democratica”. Come Russia e Cina nell’Eurasia e in Asia, come Venezuela, Cuba e prima del colpo di Stato, Bolivia, l’Iran propaga speranza e ottimismo rivoluzionario nella sua parte del mondo. Ed è una parte estremamente ferita del mondo, dove la speranza è assente ma disperatamente necessaria. Diffondere la speranza, ciò non viene mai perdonato dall’impero occidentale che, come gigantesca guardia carceraria sadica, richiede costantemente sottomissione, diffondendo depressione e paura. Nella storia moderna, l’Iran non ha mai invaso o attaccato nessuno. L’Iran è una nazione pacifica. Ma allo stesso tempo, è un Paese potente, coraggioso e orgoglioso. Stati Uniti e loro regime turbo-capitalista comprendono solo la forza bruta. Non comprendono, non apprezzano le sfumature culturali, per non parlare della profondità. Pietà! C’è così tanto da imparare dall’Iran e dalla sua cultura. L’Iran non attaccherà nessuno, questo è chiaro come dimostrato dalla storia. Ma se affrontato fisicamente, si difenderà, combatterà bene e coraggiosamente. L’occidente dovrebbe sapere: se innescherà la guerra all’Iran, l’intero Medio Oriente sarà consumato da un terribile incendio.

Traduzione di Alessandro Lattanzio