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La Russia rafforza la squadra navale del Mediterraneo

Martin Manaranche, Navalnews 06 Maggio 2020La Marina russa rafforza il gruppo navale nel Mar Mediterraneo, inviando due nuovi sottomarini dotati di missili da crociera Kalibr. Altre navi arriveranno. Il gruppo mediterraneo è rafforzato sullo sfondo della crescente guerra civile in Libia e della guerra delle petroliere nel Golfo.
La Marina russa iniziava la rotazione programmata delle navi da guerra nel Mediterraneo. Il gruppo sarà rafforzato dall’incrociatore Moskva che completa la revisione a Sebastopoli, secondo il Ministero della Difesa.
Non c’è pace in Nord Africa e Medio Oriente. La situazione si aggrava nel Maghreb. Il 22 aprile la Germania aderiva all’operazione navale dell’Unione europea sulle coste libiche. La missione IRINI iniziava il 1° aprile 2020. Le navi da guerra dell’UE cercano di bloccare le forniture di armi alla Libia e la tratta di esseri umani. Fregate turche controllano la costa e aprono il fuoco per sostenere gli alleati del governo di accordo nazionale libico. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ordinava di distruggere navi da guerra e imbarcazioni iraniane se rappresentassero una minaccia per le navi da guerra statunitensi. I gruppi di navi leggere costituiscono la componente principale delle forze navali iraniane. L’aggravarsi delle relazioni tra Stati Uniti e Iran ricorda gli eventi degli anni ’80 noti come guerra delle petroliere. La lotta contro il traffico di petrolio emerse come nuova contrapposizione armata durante la guerra Iran-Iraq negli anni ’80. Le petroliere che navigavano dai porti del Golfo subirono attacchi aerei delle forze irachene e iraniane. Gli iracheni sparavano contro le petroliere iraniane. Gli iraniani alle petroliere con petrolio iracheno che navigavano da Quwayt ed Arabia Saudita. L’Iraq attivamente impegnò l’aviazione negli attacchi agli obiettivi marittimi. Il 17 maggio 1987, la fregata statunitense Stark fu colpita da un missile Exoset. L’Iran puntava su navi da guerra leggere e mine. Decine di navi di vari Paesi furono danneggiate. Anche la flotta mercantile sovietica ne soffrì. Il 16 maggio 1987, la petroliere Maresciallo Chujkov finì su una miniera. L’Unione Sovietica inviò navi da guerra dell’8.vo Squadrone per proteggere i propri interessi nella regione. Comprendevano navi da guerra delle Flotte del Pacifico e del Mar Nero che ruotavano a loro volta.
Oggi la Marina degli Stati Uniti è rappresentata dalla Quinta Flotta dispiegata nel Bahrayn. Comprende diverse navi da guerra. Le portaerei forze nel Golfo includono navi delle flotte dell’Atlantico e del Pacifico. La Marina nordamericana può inviare rapidamente rinforzi da Italia, Spagna e Giappone. Le navi civili russe necessitano di un’adeguata protezione per navigare in sicurezza nel Mediterraneo e nel Golfo. La Marina sovietica era sempre presente negli Oceani e aveva una rete di basi. In particolare, la base di Camranh in Vietnam, nel Mar Cinese Meridionale. Le navi da guerra sovietiche potevano fare scalo in Eritrea, nel Mar Rosso, e a Tartus in Siria nel Mar Mediterraneo. C’erano altre basi, ma furono abbandonate dopo il crollo sovietico. Rimase solo la base di Tartus. Era un piccolo porto prima che la Russia s’impegnasse nella lotta ai terroristi in Siria. Ora è un’importante struttura militare. La Russia ha anche la base aerea di Humaymim in Siria. Ha quindi roccaforti nella regione in cui gli interessi delle potenze globali si scontrano. Dal 2014, la Flotta del Mar Nero viene rinforzata per mantenere il gruppo mediterraneo. Gli ultimi fregate, corvette e sottomarini armati con missili Kalibr possono colpire l’area del Mediterraneo e del Medio Oriente. La Marina russa opera ancora con navi da guerra che parteciparono alle scorte di oltre 30 anni fa. Nel 1987 la nave di scorta Ladnyj proteggeva le petroliere nell’area del Golfo. Potrebbe tornare i quelle acque per via della guerra delle petroliere 2.0, secondo Izvestija.

Traduzione di Alessandro Lattanzio