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La NATO ha un futuro?

Vladimir Platov, New Eastern Outlook, 05.05.2020

Alla luce dei recenti sviluppi nel mondo, inclusa l’assenza di partecipazione della NATO negli sforzi per proteggere i cittadini dal Coronavirus che continua a diffondersi, sorge una domanda fondamentale: “se la NATO oggi migliora la sicurezza globale o, di fatto, la riduce”. È risaputo che la NATO fu istituita nell’aprile 1949 per contrappeso alla crescente potenza politica e militare dell’Unione Sovietica. Dal 1949 fino al crollo dell’URSS, “lo scopo principale della NATO era unificare e rafforzare la risposta militare degli alleati occidentali a una possibile invasione dell’Europa occidentale da parte dell’Unione Sovietica e dei suoi alleati del Patto di Varsavia”. Dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica nell’ottobre 1991, “la logica della NATO rese discutibile l’organizzazione”. A settant’anni di distanza, il mondo è radicalmente cambiato, l’URSS e l’organizzazione del Trattato di Varsavia non esistono più, il muro di Berlino è caduto, ma molte grandi organizzazioni burocratiche, come la NATO, continuano a prosperare e “alimentare” le élite militari e politiche di Stati Uniti ed Europa. Inoltre, la NATO si è allargata nonostante le promesse contrarie. L’occidente ha scelto di non ricambiare la fiducia dimostratagli dall’Unione Sovietica trenta anni fa. Come riportato, mentre il COVID-19 continua la rapida diffusione in vari Paesi, compresi quelli della NATO, sempre più persone nel mondo sono sempre più critiche sulla riluttanza dell’alleanza ad aiutare i cittadini degli Stati membri nella lotta alla pandemia di coronavirus. Invece, l’organizzazione segue l’esempio di Washington aumentando le spese militari in modo che il complesso industriale militare di USA e altri beneficiari possano guadagnarci di più. Tutto ciò a scapito della sicurezza dei cittadini, soprattutto a causa dei tagli alla spesa per le esigenze importanti della società, come l’assistenza sanitaria. Richieste di aiuto pubblicate da media spagnoli e italiani al Centro di coordinamento della risposta alle catastrofi euro-atlantiche (EADRCC, principale meccanismo di risposta alle emergenze civili della NATO) rimasero senza risposta. E l’alleanza non fu nemmeno capace di fornire medicinali e dispositivi di protezione individuale (DPI), a cui l’EADRCC dovrebbe avere accesso in caso di conflitto su vasta scala. Data l’attuale situazione, molti media europei posero una domanda ragionevole: “Quindi cosa fanno i funzionari dell’EADRCC oltre a diffondere propaganda anti-russa e spingere gli Stati membri a pagarli?”.
Le opinioni espresse dai notiziari europei furono confermate nel discorso del segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, che ammise che a causa della pandemia di Coronavirus, senza dubbio, i bilanci militari degli Stati membri dell’Alleanza saranno ridotti. Tuttavia, per evitare che ciò accada, di nuovo promuoveva il suo punto di vista preferito sulla minaccia della Russia non si era presumibilmente ridotta, durante la conferenza stampa al termine dell’incontro dei ministri della difesa della NATO a Bruxelles. Sembrava quindi che il segretario generale sperasse di attirare altri finanziamenti all’Alleanza. Inoltre omise deliberatamente di menzionare che non era la NATO, ma la sua cosiddetta potenza rivale, la Russia, che nei periodi difficili per molte nazioni, anche della NATO, rispose non con minacce ma fornendo aiuti umanitari a numerose nazioni europee devastate dalla pandemia di Coronavirus, sotto forma di medici militari e attrezzature mediche. Dal crollo dell’Unione Sovietica, la NATO cerca di giustificare la propria esistenza con ogni mezzo possibile. Gli attacchi terroristici negli Stati Uniti dell’11 settembre 2001 diedero all’organizzazione nuova vita. Ma dato che gli Stati Uniti raggiungevano un accordo coi taliban, tale particolare ragione dell’esistenza della NATO scomparirà di nuovo. E, secondo alcuni osservatori, ora che gli Stati Uniti “sono sempre più preoccupati dalla Cina, nell’amministrazione Trump c’è la sensazione crescente che la NATO non sia un peso che gli Stati Uniti dovrebbero sostenere”. L’alleanza, che esiste dal 1949, è arrivata al capolinea.
Un articolo su The National Interest implicava che, attualmente, la NATO non migliora la sicurezza globale, ma invece la ridice. Suggerisce inoltre che alla luce della pandemia di Coronavirus, “i capi mondiali devono rivalutare le spese della risorse basandosi su minacce reali e attuali alla sicurezza nazionale” e riconsiderare il costante impegno nei confronti della NATO, “le cui ambizioni globali sono in gran parte dettate e finanziate dagli Stati Uniti”. Tale rapporto forniva le 10 ragioni principali per cui “la NATO non è più necessaria”. Innanzitutto, i tre motivi principali per cui fu creata l’alleanza “non sono più validi”. Invece di concentrarsi ancora su uno scontro aperto con la Russia, ex-Unione Sovietica, iniziato nel 1949, l’occidente doveva riconsiderare la proposta di Mosca (inizialmente respinta) per creare “un nuovo accordo di sicurezza continentale” da Dublino a Vladivostok “.” Dopotutto, se il concetto fosse accettato, la Russia sarebbe parte di “un’architettura di sicurezza cooperativa più sicura per la comunità globale”. Sull’idea, diffusa artificialmente da alcuni circoli elitari politici occidente, secondo cui la Russia rappresenta una minaccia, è importante ricordare che, secondo gli esperti, la dimensione dell’economia russa è un decimo di quella europea. Pertanto, l’UE può permettersi di difendersi dalla Russia e al momento non è giustificabile la presenza delle forze armate statunitensi in Europa né l’esistenza della NATO. L’articolo 5 dell’alleanza (la clausola “Attaccare uno è attaccare tutti”) non è immune alle critiche e non può essere usata per spiegare perché la NATO continui ad esistere. Dopotutto, l’unica volta che tale organizzazione l’invoco fu in risposta al terrorismo, cioè all’attacco dell’11 settembre 2001. E in effetti la Russia fornì “preziose informazioni logistiche e supporto all’impegno afgano post-11 settembre”. È altrettanto importante ricordare che non solo gli Stati Uniti “continuano a spendere il 70 percento del bilancio per le forze armate”, tali spese in altri Paesi sono anche ingiustificatamente elevate. Nordamericani ed europei, pertanto, “hanno il diritto di chiedere perché tale “spesa” esorbitante sia necessaria e chi ne tragga veramente beneficio”. Dopo tutto, nel pieno della pandemia di Coronavirus, è dolorosamente chiaro che “i sistemi sanitari in occidente sono seriamente sottofinanziati e disorganizzati”. Quindi, “ridurre costi e spese inutili della NATO lascerà spazio ad altre priorità nazionali di maggior interesse”.
Oggi vediamo il mondo improvvisamente cambiato nell’arco di pochi mesi. Sì, il mondo è davvero cambiato, così come la popolazione della Terra e non solo alcune nazioni. E speriamo, in futuro, potremo lottare per i nostri obiettivi e sogni con fiducia piuttosto che gradualmente. Inoltre, la comunità globale dovrebbe considerare prioritaria la risoluzione di importanti questioni che affliggono le società invece di concentrarsi sul rafforzamento di alleanze militari, come la NATO, che ovviamente è un anacronismo. È quindi ragionevole affermare che l’era della NATO sia finalmente giunta al termine.Vladimir Platov, esperto di Medio Oriente, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio