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Usare la pandemia per accusare la Cina e “Rendere di nuovo grande l’America”

Kim Petersen, AHTribune 05 maggio 2020Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è orgoglioso dello sforzo degli Stati Uniti contro il COVID-19. Nelle osservazioni del 1° maggio sulla protezione degli anziani d’America, affermò: “Attraverso azioni aggressive e la devozione dei nostri medici e infermieri, tuttavia, abbiamo mantenuto il nostro tasso di mortalità molto al di sotto di altri Paesi duramente colpiti come Spagna, Italia, Regno Unito e Svezia. Siamo molto al di sotto di altri Paesi”. Trump utilizzava l’errore logico del bias di conferma. In questo caso, sceglieva selettivamente le nazioni più devastate dal COVID-19 nel confrontare gli Stati Uniti. Ci sono 190 altri Paesi con cui gli Stati Uniti non va così bene il confronto. Perché Trump non confronta gli Stati Uniti coi nemici designati? Perché non confrontare Stati Uniti con Cuba, Venezuela, Iran, Russia e in particolare la Cina? Forse Trump non lo farà, ma il resto di noi può guardare i dati e confrontarli.
Bisognerebbe considerare i dati con un certo scetticismo. Potrebbe esserci sottostima o dichiarazione errata sul numero di casi. Potrebbero esserci diagnosi errate. I Paesi possono anche trovarsi in diverse fasi di lotta alla pandemia. Tuttavia, ciò che emerge dai dati è che gli Stati Uniti sono devastati dal coronavirus assai peggio degli avversari designati da Trump. Trump invertiva la normalizzazione dei legami, iniziata col presidente Barack Obama, tra Cuba e Stati Uniti. Invece, Cuba fu presa di mira dalla politica dell’amministrazione Trump di “massima pressione”. Tale pressione include il blocco statunitense di 100000 maschere, 10 kit diagnostici COVID-19 e altri aiuti come ventilatori e guanti donati dall’imprenditore cinese Jack Ma. Tuttavia, Cuba e la sua medicina socializzata hanno un tasso di mortalità molto più basso degli Stati Uniti. Cuba per la sua buona reputazione inviava personale medico all’estero per aiutare a combattere il COVID-19, e fu persino magnanima da offrire aiuto agli Stati Uniti. Il Venezuela, altra nazione socialista, era oggetto di sanzioni dall’anti-socialista Trump. Il Venezuela è anche statisticamente migliore degli Stati Uniti con 0,4 morti per 1 milione di persone rispetto ai 199 per 1 milione di persone degli Stati Uniti. L’arma nordamericana della pandemia viene usata per cercare di rovesciare il governo dell’Iran. Tali azioni dimostrano chiaramente che gli Stati Uniti non hanno considerazione delle popolazioni dei Paesi. Tuttavia, anche se colpito duramente, l’Iran ha tassi di molto migliori degli Stati Uniti. La Russia combatte il COVID-19, ma la situazione finora è molto meno letale che negli Stati Uniti. La Cina, essendo il luogo in cui è scoppiata la pandemia, dovette identificare il virus, curare e pianificare il modo in cui contenerla. La lotta al COVID-19 è stata stellare rispetto agli Stati Uniti, specialmente date le molte settimane in cui gli Stati Uniti dovevano prepararsi alla pandemia che sbarcava sulle coste statunitensi; sapendo quale fosse l’agente patogeno e suo il profilo genetico, grazie alla Cina; e sapendo come essa affrontò il contagio.
Trump si vantava: “E altri Paesi ci chiedono aiuto, e li aiutiamo: alleati e alcuni che non sono proprio alleati, ma che sono in grossi guai”. Un gruppo di eminenti economisti sostiene che le sanzioni imposte dall’amministrazione Trump “alimentano l’epidemia del COVID-19”. Il professore Jeffrey Sachs della Columbia University disse: “Questa politica è inconcepibile e palesemente contraria al diritto internazionale. È indispensabile che gli Stati Uniti revochino tali sanzioni immorali e illegali consentendo a Iran e Venezuela di affrontare l’epidemia nel modo più efficace e rapido possibile”. Trump, noto per la sua mancanza di diplomazia , minaccia gli altri durante la pandemia. Qualsiasi iota di decoro dovrebbe dire a Trump di non calciare un avversario quando è a terra. E, facendo riferimento alla tabella di mortalità sopra, è chiaro che anche gli Stati Uniti sono in “grossi guai”. Gareggiando testa a testa con uno sfidante presidenziale dai deficit cognitivi, il COVID-19 che non diminuisce, disoccupazione che sale, l’economia statunitense che affonda, Trump continua a cincischiare. È rapido a prendersi i meriti quando considera forte l’economia, ma quando l’economia va male, è veloce ad accusare altri: “È orribile che, ciò che questo paese [gli Stati Uniti] ha attraversato e ciò che il mondo ha attraversato, francamente. Questo è qualcosa che avrebbe potuto essere contenuto alla posizione originale e penso che avrebbe potuto essere contenuto relativamente facilmente. La Cina è un Paese molto sofisticato e avrebbero potuto contenerlo. Non sanno farlo o hanno scelto di non farlo, e il mondo ne ha sofferto molto”.
Come chiariva CGTN: “La Cina è stata la prima ad affrontare il COVID-19, che ha reso la sua sfida molto grande. Ma il punto è che la Cina non è un chiacchierone, ma agiva quando si è impadronita del problema, dando una prestazione impressionante!” Trump non riesce a rinunciare ad accusare altri per a gestione del suo governo della pandemia di COVID-19: “La situazione del virus non è accettabile…” “È uscito dalla Cina e avrebbe potuto essere fermato, e vorrei che l’avessero fermato. E anche il mondo interom vorrebbe averlo fermato…” “Ma avrebbero potuto fermarlo. Sono una nazione molto brillante, scientificamente e altrimenti. Diciamo che si è scatenato e avrebbero potuto tapparlo. Avrebbero potuto fermarlo. Ma non l’hanno fatto”.
Ciò ha spinto personale dei media a chiedere: “Ha elogiato la Cina in passato, quindi cosa è cambiato? Quando ha twittato, ‘la Cina ha lavorato molto duramente per contenere il coronavirus. Gli [USA] apprezzano molto i suoi sforzi di trasparenza. Andrà tutto bene… ‘Cosa è cambiato da allora, quando diceva queste cose sulla Cina, e adesso?
Trump: “Bene, ciò che è cambiato è il seguente: abbiamo fatto un accordo commerciale e tutti erano molto felici. Nessuno è mai stato duro con la Cina come io. Sono stato eletto, almeno in parte, a causa dei confini, forze armate e cose diverse, ma una delle cose che direi è come la Cina e gli altri Paesi ci derubano. Di recente, abbiamo firmato un accordo commerciale con la Cina, alcuni mesi fa. La Cina acquista miliardi di dollari di nostri prodotti, agricoli e altri, manufatti, ed è stato un grande affare. Ma poi, abbiamo notato il virus. E non è accettabile cosa sia successo. È uscito dalla Cina e non è accettabile cosa sia successo. E ora quello che diciamo, Jim, è scoprire come è venuto fuori. Forme diverse, sai, hai sentito cose diverse. Hai ascoltato tre o quattro concetti diversi su come è venuto fuori. Dovremmo avere la risposta in un futuro non troppo lontano, e questo determinerà molto cosa penso della Cina”.
La risposta è stata dalla classica inconcludenza. La Cina, pur affrontando le prime fasi del contagio, ancora negoziava un accordo commerciale cogli Stati Uniti. Un partner commerciale meno insensibile avrebbe potuto insistere: mettiamo le cose in sospeso mentre affrontate questa epidemia. La risposta di Trump è comunque sconcertante: in che modo un accordo commerciale si collega logicamente alla mutata opinione sulla gestione cinese di COVID-19? Inoltre, chi dice che la pandemia sia accettabile? Una domanda migliore sarebbe stata: Signor Presidente, lei afferma che la Cina “avrebbe potuto fermarlo” essendo “una nazione molto brillante, scientificamente e altrimenti…”. Avrebbero potuto fermarlo. Ma non l’ha fatto”. Così lei
1) sottintendendo che la Cina l’ha fatto intenzionalmente, che si sono esposti al virus e alla chiusura della loro economia; e
2) sottintende anche che gli USA non sono così brillante perché non hanno fermato la pandemia nei propri confini. Ancora peggio, dato il ritardo con cui gli Stati Uniti si sono preparati all’arrivo della SARS-CoV-2 e l’impatto molto più deleteria su vita e salute nordamericana, nonché vivacità dell’economia, il brillante non è un aggettivo appropriato.
Nulla di tale pandemia negli Stati Uniti indica che l’America ritorna grande.

Traduzione di Alessandro Lattanzio