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L’Algeria respinse un attacco aereo israeliano

Military Watch, 30 aprile 2020

Negli anni ’80 la potenza della Forza di difesa israeliana era all’apice. Il blocco nazionalista arabo era frantumato dalla defezione dell’Egitto e la fine dell’Egitto dei rapporti con la difesa coll’Unione Sovietica e la cessazione degli investimenti militari avanzati eliminandolo come importante concorrente militare. Libia ed Iraq, le altre due maggiori potenze militari arabe che combatterono nella guerra dello Yom Kippur al fianco dell’Egitto, erano sempre più occupate dalle guerre cogli Stati vicini, Ciad e Iran, rafforzando nuovamente la posizione israeliana. Avendo dimostrato d’essere una potenza militare e beneficiando delle potenti lobby negli Stati Uniti, Israele divenne cliente leader dei sistemi d’arma avanzati nordamericani, terzo Paese al mondo dopo Iran e Stati Uniti avevano ricevuto aerei da combattimento di quarta generazione. La fornitura dall’Egitto di molti recenti sistemi d’arma sovietici agli Stati Uniti per i test permisero al blocco occidentale di studiare potenziali rivali che queste piattaforme da combattimento potevano affrontare, e quindi seriamente compromise la difesa aerea di Stati come Siria ed Iraq che si basavano su questi sistemi.
LF-15, caccia da superiorità aerea pesante avanzata, fu il primo aviogetto da combattimento di quarta generazione d’Israele, e dopo aver guidato un attacco alle difese aeree siriane nel 1982 e aver ottenuto una travolgente la vittoria, i caccia ebbero il compito di neutralizzare gli obiettivi molto più lontani da Israele. L’avversario politico di lunga data d’Israele, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP), aveva trasferito le strutture nell’Africa nord-occidentale e tentava d’organizzare attività anti-israeliane da dove si supponeva fossero immuni da possibili attacchi. L’OLP aveva cercato di tenere un grande congresso nel 1988, in cui dichiarare il futuro dello “Stato palestinese” che cercava di formare, ma fu avvertito che tale incontro sarebbe stato oggetto di un attacco israeliano. Come una fonte militare tunisina osservò, “Inizialmente, l’OLP voleva tenere questo congresso a Baghdad”, ma a causa della guerra Iraq-Iran, il Nord Africa fu considerato più sicuro. “Tuttavia, i palestinesi furono avvertiti che Israele avrebbe attaccato, non importa dove si svolgesse il congresso. Pertanto, scelse Algeri, considerato posto più sicuro”. Coll’Algeria scelta per ospitare il congresso e accettandolo, l’Aeronautica israeliana doveva affrontare una delle potenze militari arabe più potenti, meglio armate ed addestrate, e più lontano dalle basi aeree di quanto non dovette mai operare prima.
Il congresso dell’OLP si tenne presso il Club des Pins Hotel, 20 km ad ovest di Algeri, e l’esercito algerino fece di tutto per proteggere il sito dal previsto attacco israeliano. Presso il Club des Pins fu stata istituita una zona di non volo dalla circonferenza di 20 chilometri, applicata dai sistemi di difesa aerea mobile 2K12 Kub, predecessore dei sistemi BUK-M2 e BUK-M3. Quattro aviogetti da combattimento pattugliavano costantemente il sito: a bassa quota due caccia MiG-21 e ad alta quota due intercettori MiG-25. Altri MiG-25 erano tenuti costantemente in allerta presso le basi aeree. Il MiG-25 era il più potente aviogetto da combattimento sovietico esportato al momento, ed era il velivolo da combattimento più veloce al mondo. L’aereo era più pesante degli F-15, poteva volare più in alto e trasportava missili a lungo raggio R-40, dalla testata oltre cinque volte superiore a quella dell’AIM-7 Sparrow dell’F-15, rendendoli estremamente difficili da eludere, sebbene gli F-15 beneficiassero di manovrabilità e velocità di salita superiori e di una suite di sensori più potente. L’Algeria fu il primo cliente d’esportazione al mondo del MiG-25 e l’aereo l’unico in grado di sfidare il controllo dei cieli dell’F-15. I precedenti tentativi siriani d’ingaggiare F-15 con MiG-23 e MiG-21, molto più leggeri e senza sensori o prestazioni in volo comparabili, né missili a lungo raggio, si conclusero con una schiacciante sconfitta. Il 10 novembre 1988 venne rilevata una formazione di F-15 dalla rete di difesa aerea dell’Algeria che si avvicinava allo spazio aereo a media quota. Altri MiG-25 decollarono per rinforzare la pattuglia, ma non vennero destinati ad intercettare gli aviogetti israeliani ancora troppo lontani. Agli intercettori algerini fu invece ordinato di decollare e prendere posizione di fronte ai caccia nemici, potendo sfruttare la massima quota per lanciare attacchi missilistici. Sempre più stazioni radar algerine furono attivate ed iniziarono a seguire la formazione israeliana. Gli F-15 israeliani, probabilmente rilevando la presenza di un numero considerevole di MiG-25 e di installazioni radar che li tracciavano, seguendo una virata tornavano indietro. Gli F-15 che parteciparono alla missione d’attacco contro obiettivi così lontani furono costretti ad operare ai limiti dell’autonomia, trasportando ingombranti serbatoi di carburante esterni che limitavano la manovrabilità e il carico utile minimo di missili aria-aria. Gli F-15 erano quindi in pessime condizioni per poter affrontare il contingente pesantemente armato di intercettori algerini molto più veloci e armati. La limitata esperienza d’Israele contro l’esercito algerino nella guerra dello Yom Kippur, dove si dimostrò notevolmente più capace sul terreno delle loro controparti egiziane o siriane, lasciò un’impressione duratura che contribuì all’adozione da parte dell’aeronautica di una posizione molto più cauta.

Traduzione di Alessandro Lattanzio