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Soros demonizza la Russia e angelizza Erdogan

Philip P. Giraldi, AHTribune 29 aprile 2020George Soros è un investitore ungherese miliardario estremamente controverso a causa della promozione di ciò che sceglie di definire come movimenti per la democrazia e il libero scambio, condotto principalmente attraverso le Open Society Foundations, che fondò e finanziò con 32 miliardi di dollari, secondo una stima. Contribuì alle campagne di Barack Obama e Hillary Clinton, portando in parte politici conservatori negli Stati Uniti e altrove a citare frequentemente Soros quando si lamentano delle interferenze motivate politicamente a sostegno di un’agenda progressista negli Stati Uniti e a livello globale. Almeno lo facevano fin quando gli alleati di Soros non iniziarono a rispondere con accuse di antisemitismo, coll’effetto di silenziare le lamentele. Soros si trasferì dall’Europa negli Stati Uniti nel 1956 ed ora è cittadino statunitense. Le fonti di almeno alcune sue ricchezze sono alquanto controverse. Guadagnò oltre 1 miliardo di dollari nel 1992 vendendo 10 miliardi di sterline inglesi, portando i media a soprannominarlo “l’uomo che mandò in bancarotta l’Inghilterra”. Fu accusato di simile manipolazione della valuta in Europa e Asia. Nel 1999, l’economista del New York Times Paul Krugman criticò fortemente l’interferenza di Soros nei mercati finanziari, scrivendo: “Nessuno che abbia letto una rivista economica negli ultimi anni può non sapere che in questi giorni ci sono investitori che non spostano denaro solo in previsione di una crisi valutaria, ma in realtà fanno di tutto per innescarla per divertimento e profitto. Questi nuovi attori non hanno ancora un nome comune; il mio termine proposto è “Soroi””.
Soros fu fortemente coinvolto nella ristrutturazione degli ex-regimi comunisti nell’Europa orientale e ebbe mano nella cosiddetta rivoluzione delle rose in Georgia nel 2003 e nel Majdan in Ucraina nel 2014, entrambe supportate dal governo degli Stati Uniti. Ma nel marzo 2017, sei senatori conservatori degli Stati Uniti inviarono una lettera all’allora segretario di Stato Rex Tillerson chiedendogli di esaminare diverse sovvenzioni che il dipartimento di Stato ed Agenzia per lo sviluppo internazionale (USAID) avevano concesso a gruppi collegati a Soros, soprattutto in Macedonia. I piani di Soros sono particolarmente presi di mira da conservatori e nazionalisti, in quanto di natura transnazionale e, in effetti, alcuni critici notarono che l’Open Society, ben finanziata e ampiamente sostenuta, è l’arma più efficace e visibile nell’arsenale del movimento globalista progressista. Soros fu collegato a una serie di teorie che lo vedono come burattinaio di una cospirazione mondiale per controllare gli elementi chiave dell’economia mondiale e politici di spicco. I suoi critici sono generalmente conservatori che si oppongono alle cause progressiste che promuove. Soros fu recentemente nei titoli per il sostegno finanziario a un think tank di Washington chiamato Quincy Institute, che è anche finanziato dalla famiglia libertaria Koch. L’istituto afferma di essere un’organizzazione non partigiana che promuove una politica estera “contenuta” usando la diplomazia come mezzo per risolvere le controversie internazionali, piuttosto che minacce di guerra, diventata l’opzione preferita dei presidenti degli Stati Uniti e loro amministrazioni. Le motivazioni di Soros nell’improvviso abbraccio della diplomazia e del non intervento andrebbero messe in discussione. Il 4 marzo, il Financial Times pubblicò un editoriale (purtroppo dietro paywall) di Soros intitolato “L’Europa deve sostenere la Turchia per i crimini di guerra di Putin in Siria”. Aveva il sottotitolo “Concentrarsi sulla crisi dei rifugiati. La Russia ha creato sintomi non la causa”. In esso, scatenò un forte attacco al Cremlino e al Presidente Vladimir Putin.
L’operazione di Soros è carica di errori di fatto ed è sostanzialmente un appello all’aggressione alla Russia. Inizia con “Dall’inizio dell’intervento in Siria nel settembre 2015, la Russia non ha solo cercato di mantenere il fedele alleato arabo, il Presidente Bashar al-Assad. Ha anche voluto riguadagnare l’influenza regionale e globale che perse alla caduta dell’Unione Sovietica”. Innanzitutto, la Russia non è “intervenuta” in Siria. Fu invitata dal governo legittimo del Paese a fornire assistenza contro vari gruppi, alcuni dei quali legati ad al-Qaida e Stato islamico, che cercavano di rovesciare il Presidente al-Assad. E a parte Soros, pochi esperti sulla Russia affermerebbero che cerca di ricreare l'”influenza” dell’Unione Sovietica. Mosca non ha le risorse né ha mostrato alcun desiderio di perseguire l’agenda globale che era caratteristica dello Stato sovietico. Segue quindi un’iperbole completa con: “Vladimir Putin ha cercato di usare le turbolenze in Medio Oriente per cancellare le norme internazionali e i progressi nel diritto internazionale umanitario realizzati dopo la Seconda guerra mondiale. In effetti, creare il disastro umanitario che ha trasformato quasi 6 milioni di siriani in rifugiati non era un sottoprodotto della strategia del presidente russo in Siria. È stato uno dei suoi obiettivi centrali”. Alcuna di tali affermazioni è supportata dai fatti. Stati Uniti e Israele sono i due principali nemici di norme e diritto internazionali, non la Russia, e non ci sono prove che Mosca abbia cercato di creare il “disastro umanitario” in Siria. Quello è opera di Stati Uniti e loro “alleati”che sostenevano separatisti e terroristi.
Soros affermava che “Assad è il sovrano più barbaro che il mondo abbia visto da Josif Stalin. Quando il suo stesso popolo insorse contro di lui, sviluppò una strategia militare progettata per infliggere il maggior danno possibile ai suoi avversari civili. Ha deliberatamente preso di mira ospedali, scuole e scuole materne, cercando di uccidere o mutilare i soccorritori. Ha usato gas velenosi e attacchi chimici nel conflitto che ha causato la morte di oltre mezzo milione di persone”. Alcuna di tali affermazioni è vera e molte “prove” provengono da propagandisti terroristici, inclusi i famigerati caschi bianchi. Le menzogne sull’uso di armi chimiche furono do recentemente smascherate. Soros continua descrivendo come la Russia abbia “deliberatamente preso di mira” e bombardato scuole e ospedali, affermando che in gran parte derivano da fonti ostili ad al-Assad e Putin impossibili da controllare. Soros affermava inoltre che “L’unico governo che ha messo in campo forze militari per difendere i civili intrappolati ad Idlib dal Signor Assad e dal suo alleato russo è la Turchia”. È un’affermazione che è forse la peggiore menzogna, poiché Ankara è coinvolta in Siria a sostegno di obiettivi irredentisti completamente egoisti e dal desiderio di schiacciare le milizie curde che operano nel nord e nell’est del Paese. Ad ottobre, il presidente turco Recep Erdogan fece un appello emotivo alla Jihad dicendo: “Inshallah, Dio ci ha promesso in Siria la vittoria di Allah e l’imminente conquista; e date buone notizie ai credenti. Vediamo che succede proprio ora”. Inoltre Soros riprese della reminiscenza, descrivendo come “Nel 2014, esortai l’Europa a svegliarsi con la minaccia che la Russia pone ai suoi interessi strategici, sebbene in un contesto e geografia diversi. La Russia invase l’Ucraina sapendo che l’Europa avrebbe cercato di evitare qualsiasi scontro con Mosca. Tuttavia, ciò che accade ad Idlib ora segue lo stesso modello: l’Europa sfugge allo scontro con la Russia sulla politica siriana quando dovrebbe opporvisi… almeno sulla Siria, la Turchia merita il sostegno dell’Europa. L’Europa dovrebbe pertanto cercare di rafforzare la posizione negoziale del presidente turco Erdogan… Spero che ciò metta anche i crimini di guerra del signor Putin al centro della conversazione europea”.
L’opinione pubblica non è né conciliante né “diplomatica” ed è un chiaro segno che Soros sceglie i nemici sulla base di considerazioni ideologiche che dettano le sue scelte su come impostare le sue imprese. È un miliardario che ha scelto di usare i soldi per rifare il mondo su un’immagine che gli aggrada. Sfortunatamente, c’è tanto di tale pensiero in giro, ciò che chi ha soldi ipso facto ha una sorta di saggezza superiore. E tale processo è facilitato dal fatto che politici e spazio editoriali dei quotidiani possono essere facilmente comprati. Soros vorrebbe che Europa e Stati Uniti si scontrino con la Russia per ciò che crede sulla Siria, dove non hanno interessi reali. È una formula vista ripetutamente negli ultimi 20 anni e può solo portare al disastro.Traduzione di Alessandro Lattanzio