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Il primo satellite cinese è in orbita da 50 anni

Bill D’Zio, West East Space 22 aprile 2020Il 24 aprile 2020 segna il 50° anniversario del lancio del satellite cinese DFH-1, lanciato con successo il 24 aprile 1970, introducendo la Cina nel gruppo d’élite delle nazioni in grado di sviluppare e lanciare satelliti nello spazio. Sebbene molte nazioni oggi abbiano dei satelliti, la Cina fu la quinta nazione a divenirle col lancio sul missile nazionale Lunga Marcia-1. In che modo la Cina divenne la quinta nazione a sviluppare e lanciare un proprio satellite?

Una storia che contribuì a creare il programma spaziale cinese
Lo Sputnik scioccò il mondo. L’evento spinse gli USA a concentrare gli sforzi e raggiungere l’URSS. A est, anche il Presidente Mao Zedong spinse la Cina. Nel 1958, il Presidente Mao dichiarò che “anche noi dovremmo produrre satelliti artificiali”. L’Accademia delle Scienze cinese formò un piccolo gruppo chiamato in codice 581, per presentare la proposta per sviluppare un satellite artificiale. Lo Sputnik scioccò il mondo, ma la paura degli Stati Uniti per il comunismo dopo la Seconda guerra mondiale aiutò la Cina. Uno scienziato chiave per lo sviluppo del programma spaziale cinese era Qian Xuesen, (11 dicembre 1911 – 31 ottobre 2009). Nell’agosto 1935, Qian lasciò la Cina per studiare ingegneria meccanica presso il Massachusetts Institute of Technology, dove si laureò in scienze un anno dopo. Theodore von Kármán divenne relatore del dottorato di Qian, che ricevette il dottorato in ricerca dal Caltech nel 1939. Qian divenne membro della comunità scientifica nordamericana, contribuendo al Progetto Manhattan, che portò gli USA a sviluppare la prima bomba atomica. Qian, insieme ad altri laureati, studiò missili a propellente liquido portando alla creazione del Jet Propulsion Laboratory. Nel 1945, da colonnello dell’esercito nordamericano, Tsien andò in Germania per indagare sui laboratori e interrogare gli scienziati tedeschi, incluso Wernher von Braun.

Allora, cos’è successo? Maccartismo
Ci fu la paura rossa. Sebbene Qian avesse dato un contributo significativo nell’aerodinamica e supportato numerosi programmi chiave statunitensi, la paura del comunismo dilagò negli Stati Uniti dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Nel 1947, il presidente degli Stati Uniti Truman firmò un ordine esecutivo che impose il controllo sui dipendenti federali, cercando un’associazione con organizzazioni ritenute “totalitarie, fasciste, comuniste o sovversive” o che sostenevano “di alterare la forma del governo degli Stati Uniti con mezzi incostituzionali”. Ciò diede origine al maccartismo, la pratica di accusare di sovversione o tradimento senza prove o giusto processo. L’omonimo si riferisce al senatore Joseph McCarthy (R-Wisconsin) che condusse la tristemente nota caccia alle streghe contro i comunisti dalla fine degli anni ’40 agli anni ’50. Sullo sfondo di tale ambiente, Qian tornò in Cina e si sposò a Shanghai. Dopo il matrimonio, Qian ritornò negli USA per divenire insegnante presso il MIT. Sua moglie, Jiang Ying, lo raggiunse nel dicembre 1947 per far crescere la famiglia. Nel 1949, con la raccomandazione di von Kármán, Qian divenne professore del Robert H. Goddard Jet Propulsion del Caltech Nel 1950, il governo degli Stati Uniti accusò Qian di simpatie comuniste e gli tolse il nullaosta della sicurezza. Non emersero prove a sostegno delle accuse, tuttavia il Servizio immigrazione e naturalizzazione lo sottopose ad un ordine di espulsione. Qian e la famiglia furono agli arresti domiciliari in attesa dell’espulsione per cinque anni. Qian tornò in Cina e riprese il lavoro diventando il “padre” dei missili cinesi…

Nella corsa di Stati Uniti e URSS, la Cina gradualmente acquisì capacità
Mentre Stati Uniti ed URSS erano bloccati nella corsa alla Luna, la Cina si preparava intensamente al primo lancio del loro missile Lunga Marcia e del primo satellite nazionale. Sebbene Regno Unito, Canada, Italia e Australia avessero dei satelliti, essi furono lanciati usando missili degli Stati Uniti. Quattro nazioni lanciarono satelliti nello spazio prima della Cina. Il satellite spaziale cinese pesava più di tutti i primi satelliti di Stati Uniti, Unione Sovietica, Regno Unito e Francia messi assieme. Con un peso di 173 kg, il DFH-1 fu il primo satellite più pesante di tutti gli altri finora. (Esclusi i Paesi nati dall’ex-URSS). Il satellite Dong Fang Hong-1, abbreviato DFH-1. Il satellite si pose su un’orbita di 441×2286 km inclinata di 68,4 gradi. Il massiccio DFH-1 fu un dimostratore di varie tecnologie. Il satellite trasmise la canzone patriottica comunista “Dong Fang Hong”, oltre ad annunciare l’ora. Dong Fang Hong significa L’Oriente è Rosso rendendo omaggio al Presidente Mao. Ulteriori dettagli importanti del DFH-1:
1° satellite per comunicazioni cinesi
Conteneva un trasmettitore radio
Lancio del primo satellite sperimentale cinese
Primo satellite lanciato da un vettore LM-1
Neil trentesimo anniversario del primo lancio nello spazio, la Cina ospitò una serie di attività per onorare l’evento. Diverse celebrazioni si svolsero, tra cui chat su Internet con specialisti dello spazio. Un comitato di accademici delle due accademie cinesi di scienze ed ingegneria riconobbe il lancio del primo satellite Dongfanghong-1 (DFH-1), come l’evento più importante dei primi 30 anni del programma spaziale cinese.

In vista del lancio
“Un piano per lo sviluppo dei satelliti artificiali cinesi” fu studiato durante la riunione del Consiglio di Stato ed ebbe il nome in codice Progetto 651. Il Consiglio di Stato l’approvò e decise che il DFH-1 divenne un satellite per test dell’esplorazione scientifica che incluse trasmissione di segnali radio. Il segnale radio, ovviamente, condivideva un messaggio patriottico della Cina. Ricerca e sviluppo del satellite DFH-1 e del vettore di lancio Changzheng-1 iniziarono nel novembre 1966. La Cina decise che lo stadio superiore del missile sarebbe rimasto in orbita insieme al satellite. Per renderlo visibile ad occhio nudo dalla Terra, una “gonna di osservazione” ne permise la riflessione. Il lancio avvenne alle 21:35 ora locale (13:35 UTC). Il conto alla rovescia iniziò con grandi aspettative. Dopo aver sentito il comando “accensione”, un controllore premette il pulsante di avvio dei motori a razzo. Il CZ-1 a tre stadi, alto 29,46 metri e dal diametro di 2,25 metri, si sollevò dalla piattaforma di lancio con una spinta di 104 tonnellate. Il vettore CZ-1 da 81,5 tonnellate salì nello spazio.

Raggiungendo l’orbita
Tredici minuti dopo, il controllo della missione annunciò: “separazione del satellite dal missile, il satellite entra in orbita”. La Cina fu ufficialmente la quinta nazione dopo Unione Sovietica, Stati Uniti, Francia e Giappone ad ottenere proprie capacità di lancio. La massa combinata al decollo di tutti i precedenti successi non raggiungeva la massa del satellite DFH-1. Nessun primo lancio di un Paese finora ha superato la massa del primo lancio satellitare della Cina. Il satellite sferico da 173 Kg si stabilì sull’orbita e cominciò a girare. La rotazione contribuì a stabilizzarlo. Finora, il DFH-1 insieme allo stadio superiore del vettore circuisce la Terra ogni 114 minuti. Gli Stati Uniti continuano a seguire il satellite e il booster ormai defunti, numerate sul catalogo dell’US Space Command (USSPACECOM) rispettivamente come 4382 e 4392. In una giornata limpida e nelle giuste condizioni, è ancora possibile vedere in orbita il terzo stadio del CZ-1. Ha visto lo stadio superiore del CZ-1? Qualcuno ha saputo fotografarlo? Il DFH-1 rimane un artefatto della Guerra Fredda, ma simbolo di ciò che una nazione può fare quando s’impegna in una missione.Traduzione di Alessandro Lattanzio