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Operazione Impensabile: come USA e Gran Bretagna si prepararono ad attaccare l’URSS

Jurij Gorodnenko, Stalker Zone, 22 aprile 2020

In connessione con l’epidemia di COVID-19, il Presidente Vladimir Putin rinviava la sfilata dedicata al 75.mo Anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica. Tuttavia, oggi i media discutono attivamente di un’altra possibile data per questo evento, il 24 giugno. Il 24 giugno 1945, una parata di truppe dell’Armata Rossa si tenne sulla Piazza Rossa di Mosca in onore della vittoria sul Terzo Reich. Una storia relativa a questa parata sarà discussa in questo materiale. Iniziò il 25 luglio 1944. Quel giorno, rappresentanti di Unione Sovietica, Stati Uniti d’America e Regno Unito concordarono un documento intitolato “Condizioni di resa della Germania”. Fu poi approvato dai leader dei tre Paesi alleati, e più tardi dalla Francia. Questo documento specificava chiaramente la procedura di azione in caso di resa del “Terzo Reich”. Prima di tutto, era necessario formalizzare un atto o altro documento sull’accettazione della resa. Avrebbe dovuto includere disposizioni sull’estradizione dei criminali nazisti, liquidazione dello Stato tedesco ed istituzione dell’amministrazione diretta dei tre Paesi sul suo territorio. Ciò era necessario al fine di procedere, sulla base della resa, alla creazione di un nuovo Stato in Germania. Il 6 maggio 1945, il governo del “Terzo Reich”, guidato da Karl Doenitz, decise di arrendersi incondizionatamente e inviò il generale Alfred Jodl a firmare l’atto pertinente. La sera dello stesso giorno, arrivò al quartier generale del Comando supremo delle forze anglo-americane a Reims. Ma contrariamente all’accordo, il comandante in capo delle forze alleate, generale Dwight Eisenhower, propose di firmare non i “Termini di resa della Germania” concordati nel 1944, ma il testo preparato dagli avvocati nordamericani. Non conteneva disposizioni per la liquidazione dello Stato tedesco o l’estradizione dei criminali nazisti. C’era il dubbio anche sulla resa delle truppe tedesche. Solo le unità della Wehrmacht dovevano “rimanere al loro posto”. Non sorprende che il Reims Act abbia indignò il capo del governo sovietico Josif Stalin. Tanto più che il testo del documento firmato a Reims diceva: è autentico solo in inglese. Sulla base dei principi internazionali, ciò significava che le regole del Reims Act sarebbero state interpretate esclusivamente dagli avvocati militari anglo-americani. Pertanto, Stati Uniti e Regno Unito si riservarono lo status di arbitro nella resa della Wehrmacht all’Armata Rossa. Sembrava una provocazione deliberata. Ma il fatto fu che già nell’aprile 1945, il primo ministro inglese Winston Churchill prese una decisione sulla necessità d’iniziare la guerra contro l’URSS e riuscì a convincere il suo collega nordamericano Harry Truman. Allora il capo del governo inglese incaricò di sviluppare un piano per l’imminente campagna militare. Non era affatto infastidito dal fatto che proprio in quel momento l’Armata Rossa, adempiendo agli obblighi degli alleati, arrivava a Berlino. Non gli dava fastidio che l’attacco a sorpresa a un alleato che aveva subito enormi perdite nella lotta comune fosse il massimo della vigliaccheria.
Gli anglo-americani finanziarono Hitler durante la guerra. Pertanto, commettere un’altra viltà a proprio vantaggio era una condizione assolutamente naturale. E non importa che si trattasse di unire le forze coi nazisti, sporchi di sangue fino ai gomiti. Già allora, nell’aprile 1945, Churchill incaricò Lo staff congiunto della pianificazione del Gabinetto di guerra di preparare un piano per una campagna militare contro l’URSS, in cui si prevedeva l’uso di 10 divisioni “riformate e rinforzate” della Wehrmacht, nonché il “potenziale industriale tedesco preservato”. Nello stesso ordine, fu deciso che Regno Unito e Stati Uniti avrebbero attaccato l’URSS senza dichiarare guerra e l’avrebbero fatto il 1° luglio 1945. Questo piano era chiamato “Operazione impensabile”. Il 4 maggio 1945, il primo ministro Winston Churchill inviò una lettera al ministro degli Esteri, Anthony Eden, incaricandolo di preparare la giustificazione ideologica dell’operazione, giustificazione della rinuncia agli Accordi di Jalta. Il 5 maggio 1945, alla Conferenza di San Francisco, la delegazione anglo-americana fece una netta dichiarazione contro l’URSS, dichiarando la possibilità di ritirarsi dagli Accordi di Jalta. Infine, l’8 maggio 1945, gli Stati Uniti imposero l’embargo su qualsiasi fornitura di beni all’URSS nel quadro dei prestiti. Persino ciò che i sovietici avevano già pagato fu sospeso. Tutto indicava che una nuova guerra era inevitabile e gli anglo-americani cercavano un pretesto. La provocazione di Reims sembrava un tentativo di spingere l’URSS nel conflitto. Soprattutto perché nessuno avrebbe adempiuto all’atto di resa all’Unione Sovietica. Al momento della firma del documento di Reims, il capo del governo del Terzo Reich, Karl Doenitz, diede un ordine ufficiale ai comandanti dei gruppi dell’esercito “di ritirare ad ovest quante più truppe possibili operando sul fronte orientale, sfondando le linee delle posizioni delle truppe sovietiche, se necessario” . Allo stesso tempo, si riferiva apertamente all’esistenza di accordi adeguati col generale Eisenhower.
L’Unione Sovietica non cedette alla provocazione. La notte tra l’8 e il 9 maggio 1945 fu emesso a Karlshorst un nuovo Atto di resa incondizionata della Germania. Questo documento non era conforme ai “Termini di resa della Germania” del 1944 . Ma almeno aveva paragrafi sulla resa immediata delle unità tedesche, nonché sull’autenticità del testo non solo in inglese, ma anche in russo. Tuttavia, anche dopo questo, gli anglo-americani non abbandonarono i loro piani. Il 22 maggio 1945, il piano “Operazione impensabile” era pronto. Non era solo una campagna militare, ma una “guerra totale”. Nella scienza militare, il termine implica azioni volte all’annullamento totale di una nazione ostile. Non è un caso che il linguaggio del “Mein Kampf”, come “occupazione dello spazio vitale”, venisse ripreso. Tale concetto significava occupare territori con base industriale e risorse necessari alla sopravvivenza del popolo sovietico. Di conseguenza, aveva lo scopo di sfrattare parte della popolazione di questi territori nelle regioni in cui i nostri connazionali sarebbero stati condannati alla fame. Questa non è altro che una copia letterale del piano nazista “Ost”. In realtà, un piano per il genocidio del popolo sovietico. La scienza moderna ha dimostrato che la leadership sovietica fu informata del piano dalla rete d’intelligence chiamata “Cambridge Five”. La leadership dell’URSS fu anche informata che gli statunitensi accettarono di partecipare al piano solo se la guerra non si fosse protratta. Informazioni su tali sentimenti del governo degli Stati Uniti, in particolare, erano contenute nell’opinione dei Capi di Stato Maggiore della Gran Bretagna dell’8 giugno 1945. In tali circostanze, era indispensabile dimostrare ai nostri cosiddetti “alleati” volontà resistere che li privasse delle illusioni di conquistare facilmente il nostro Paese. Ciò fu realizzato con la parata sulla Piazza Rossa del 24 giugno 1945, pochi giorni prima l’inizio dell’Operazione “Impensabile”. Allo stesso tempo, sul territorio della Germania stessa, per ordine del comando sovietico,le nostre truppe furono messe in allerta per respingere la possibile aggressione dall’ovest. Era ovvio che dopo aver subito enormi perdite, il paese semi-distrutto continuasse nella resistenza, dopo di che ogni vittoria si rivelasse di Pirro. Il calcolo fu corretto. Dopotutto, per gli anglosassoni, qualsiasi operazione era una risorsa. Non assumono un piano in cui esiste il rischio che i costi superino i benefici. Di conseguenza, il 1° luglio 1945, invece di iniziare la guerra, le forze nordamericane iniziarono a ritirarsi da quei territori della Germania che, secondo gli Accordi di Jalta, sarebbero diventati parte della zona di occupazione sovietica.
Aggiungiamo una cosa a questo. Il piano dell'”Operazione impensabile” è ancora classificato. L’Archivio di Stato della Gran Bretagna, dopo averne declassificato l’esistenza solo nel 1998, ha tuttavia aperto solo alcuni brani al pubblico. Apparentemente, c’è tante che anche oggi è spaventoso ammettere.Traduzione di Alessandro Lattanzio