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Playa Girón: cosa non è successo

René González Barrios, Alejandro Guzmán de Armas, Internationalist 360°, 17 aprile 2020Il 19 aprile 1961, sulle sabbie dil’esercito popolare o popolo in armi, come preferiamo chiamarlo, sconfisse in modo schiacciante l’invasione meticolosamente pianificata dal governo degli Stati Uniti. La vittoria a Playa Giron è passata alla storia come la “prima grande sconfitta” dell’imperialismo nordamericano in America. L’operazione Pluto, preparata dalla Central Intelligence Agency (CIA), fu la vendetta organizzata dell’impero contro le potenti forze della Rivoluzione cubana. Per realizzarlo, impiegò rappresentanti dagli interessi spuri della società putrefatta superata, membri della CIA e loro forze armate. La reazione del governo di Eisenhower alla sconfitta che il 1° gennaio 1959 fu inflitta a un esercito modellato a sua immagine e somiglianza fu immediata. La risposta fu inevitabilmente militare, nonostante per prima cosa venisse usato il loro intero arsenale sovversivo, preferibilmente i rappresentanti del vecchio esercito di Batista e del vecchio sistema. Al colpo traumatico rappresentato dal trionfo della Rivoluzione si unì un altro colpo in termini politici ed economici. Le misure sempre più radicali della Rivoluzione, per realizzare il Programma Moncada, influenzarono direttamente gli interessi di monopoli e società straniere, in particolare degli Stati Uniti. Cuba era un precedente inquietante per il dominio dell’emisfero sull’impero. Le reazioni furono immediate. Sabotaggi, attentati, bombardamenti, incoraggiamento e sostegno a bande controrivoluzionarie, operazioni di pirateria, campagne mediatiche che demonizzavano la Rivoluzione e i suoi leader, guerra diplomatica, blocco economico e rottura delle relazioni erano solo una delle facce dell’aggressione in corso.
Nel gennaio 1960, fu creata la Task Force (TF) WH-4 della CIA, che redasse il Programma di azioni segrete contro il governo di Castro, approvato dal presidente Eisenhower il 17 marzo. Il Programma, che preparò le condizioni per sovvertire l’ordine dell’isola impiegando mercenari e controrivoluzionari, fu accompagnato dall’intensificarsi della prontezza al combattimento delle unità d’élite delle forze armate statunitensi, in particolare dei Marines, incluse esercitazioni e manovre nelle aree della costa orientale, del Golfo del Messico e del Mar dei Caraibi. Nell’estate 1960, la compagnia chiese al gruppo speciale del Consiglio di sicurezza nazionale di approvare i voli degli aerei-spia U-2 su Cuba. L’operazione si chiamava Kick Off e fu effettuata dagli U-2 del distaccamento G della compagnia, decollando dalla base aerea di Laughlin in Texas. La CIA chiese al gruppo speciale di autorizzare altri voli, avvenuti tra il 26 e il 27 ottobre. Nel gennaio 1961, dopo la brusca rottura delle relazioni diplomatiche con Cuba, l’impero minacciò l’isola intraprendendo le manovre Convex-1/61 nei Caraibi, con la partecipazione di una portaerei, un sottomarino atomico, tre sottomarini convenzionali, dieci cacciatorpediniere e altre unità di supporto, oltre a un migliaio di marine. Il cacciatorpediniere DD-844 Perry, convertito in nave intercettazione dei segnali e basata temporaneamente nella stazione aeronavale di Key West, in Florida, controllava le trasmissioni cubane da febbraio, spostandosi nelle nostre acque territoriali. Il 19 e 21 marzo, gli aerei-spia strategici U-2 Dragon Lady della base aeronautica di Edwards, California, compivano sorvoli per ottenere dati sull’ordine di combattimento delle truppe aeree e di terra cubane, nonché dati geografici usati per decidere il luogo appropriato per lo sbarco dei mercenari. Secondo, un distaccamento di U-2 si trasferì dalla base aeronautica di Edwards in California a Laughlin, in Texas, e dal 6 aprile, coll’operazione Flip Top compirono 15 missioni su Cuba.
Dal 27 marzo, nel contesto della guerra psicologica associata all’operazione Plutone, la stazione controrivoluzionaria Radio Swan trasmise solo informazioni collegate alle organizzazioni nemiche a Cuba. Prima, durante e dopo l’invasione, distorse i fatti. Nel fare ciò, fu emulata dalle agenzie AP, UPI e AFP, che furono fantasiose, prive completamente di etica professionale e scrupoli, ancciando sbarco du forze nel porto di Bayamo, sanguinose battaglie nelle strade di L’Avana e Cienfuegos, l’avanzata impetuosa di carri armati russi sulla capitale, sorvolo di MiG sovietici che non erano mai arrivati sul suolo cubano e massicce rivolte nella Sierra Maestra, tra altre falsità. Randolph Hearst e Joseph Pulitzer, i maestri del jingoismo, erano puerili rispetto a questi. Il 3 aprile, il dipartimento di Stato pubblicò il suo primo libro bianco su Cuba, in cui affermava: “L’attuale situazione a Cuba rende il confronto nell’emisfero occidentale e nel sistema interamericano una sfida seria e urgente”. All’inizio di aprile, il Capo di Stato Maggiore ordinò al North American Air Defense Command (NORAD) di eseguire l’Operazione SouthernTip, istituendo una stazione di sorveglianza radar in mare, con tre navi a monitorare lo spazio aereo tra Cuba e il sud della Florida. Le navi, ruotando, erano situate a circa 100 miglia a est di Key West, 80 miglia a sud di Miami e 90 miglia a largo della costa settentrionale di Cuba.

Le forze di invasione furono preparate per più di un anno
Dal 13 aprile, la nave-comando Northampton, alla guida della Seconda Flotta, conduceva operazioni per trasferire la brigata mercenaria 2506 dal Nicaragua a Cuba, nelle vicinanze dell’isola di Bimini, in Florida, armata e completamente equipaggiata, inclusi 35 velivoli, 16 dei quali bombardieri B-26; era scortata da un potente gruppo navale nordamericano che fornì copertura quando fu imbarcata, in attesa dell’ordine, che non arrivò mai, di entrare in azione a sostegno del governo auto-proclamato dal mercenario José Miró Cardona ed insediato in un’installazione militare della Florida. Il distaccamento navale nordamericano che forniva la copertura era di gran lunga più potente della brigata mercenaria. Chiamato Task Force Alpha, era composto dalla nave d’assalto anfibio LPH-4 Boxer, con a bordo un battaglione della 2a divisione marines; dalla portaerei CV-9 Essex, con 40 aerei da combattimento, i cacciatorpediniere DD-507 Conway; DD-756 Murray; DD-701 Eaton e dalla portaerei CVA Independence, con 70 velivoli. Era accompagnato da due sottomarini. Erano le stesse forze e mezzi che si preparavano intensamente da più di un anno alla guerra imminente. Il 16 aprile, le unità navali nordamericane organizzarono azioni dimostrative notturne a nord dell’Avana e a Pinar del Rio, Oriente e Isla de Pinos, avvicinandosi a dieci-sei miglia dalle coste, col compito di confondere e rallentare il comando cubano nell’identificare il luogo dello sbarco. Il 17 aprile, le unità navali della Marina degli Stati Uniti svolsero una manovra diversiva radioelettronica a nord del porto di Mariel, dell’Avana, e a Bahía Honda, Pinar del Río, nel tentativo di distogliere l’attenzione dalla direzione dell’attacco principale.
La compagnia reclutò i mercenari negli Stati Uniti e li preparò nelle basi in Guatemala, Porto Rico e Miami e in strutture militari statunitensi come Fort Bragg e Norfolk in Virginia, Fort Myers e Opalocka in Florida, Vieques a Puerto Rico e Fort Guly a Panama. Nella base aerea di Homestead in Florida, l’esercito nordamericano addestrò una forza d’assalto controrivoluzionaria, che cercò di sbarcare nella provincia orientale col sostegno della base navale di Guantanamo, dove attendava una forza insolita di circa 40 navi da combattimento concentratevi all’inizio di aprile 1961. Per giustificare tale presenza, il Pentagono annunciò una manovra militare nell’area caraibica. In realtà, doveva coprire l’invasione di Playa Giron. Gli organizzatori nordamericani dell’invasione inviarono una squadra di esplorazione per controllare assicurare lo sbarco dei mercenari. Quattro piloti della Guardia Nazionale dell’Alabama furono uccisi dal turo dei nostri aerei e, una volta sconfitta l’invasione, con un misto di arroganza e impotenza, gli aerei da combattimento della portaerei Essex sorvolarono il campo senza più mercenari di Playa Girón.
Il risultato principale degli eventi si ebbe nella Palude di Zapata, ma non solo li. L’intero Paese fu minacciato da sbarco ed aggressione. Il 15 aprile, nella provincia orientale, vicino a Baracoa, il gruppo dei mercenari di Nino Díaz fu dissuaso dallo sbarco, dopo aver saputo della presenza di forze rivoluzionarie. Quel tentativo era collegato a una probabile finta aggressione alla base navale di Guantanamo, come pretesto per l’intervento armato. Se la testa di ponte della spiaggia fosse stata consolidata e avesse avuto luogo l’intervento diretto delle forze armate statunitensi, la storia sarebbe stata diversa. Avremmo certamente combattuto l’impero oggi, se non l’avessimo sconfitto prima. Come disse il nostro comandante in capo Fidel Castro Ruz in occasione del 25° anniversario della vittoria di Playa Giron: “…L’importanza di Girón non è nella grandezza della battaglia, dei combattenti, delle azioni eroiche che vi si svolsero; il grande significato storico di Girón non è ciò che è accaduto, ma ciò che non è accaduto grazie a Girón”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio