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“Difficile da penetrare”: i militari russi sanno come proteggere Mosca dai missili

Nikolaj Protopopov, Stalker Zone, 20 aprile 2020Velocità ipersonica, intercettazione di testate intercontinentali dei missili balistici e distruzione di satelliti in orbita terrestre: l’ultimo complesso della difesa antimissile mobile A-235 “Nudol”, progettato per proteggere Mosca, è in fase di sperimentazione. RIA Novosti ne esamina peculiarità e possibilità.

Intercettore ipersonico
Il missile A-235 “Nudol” è un ulteriore sviluppo del sistema di difesa missilistico A-135 “Amur”, che ora copre Mosca e il distretto industriale centrale. Questo programma iniziò alla fine degli anni ’70. Ma fu sospeso, e ripreso solo all’inizio degli anni 2000. “Nudol” è uno degli sviluppi più classificati della difesa russa. Secondo le informazioni open source, i test di lancio e di volo del missile iniziarono nel 2014 sul poligono di Plesetsk. Furono effettuati circa dieci lanci. È noto che il complesso è in grado di colpire bersagli a una distanza di 1500 chilometri e la velocità dei suoi missili intercettori raggiunge i 10 mach. Vale a dire, il “Nudol” è un sistema missilistico ipersonico. Il compito principale è distruggere le unità dei missili balistici intercontinentali durante il volo. Ufficialmente, la munizione del sistema “Nudol” è classificata come missile spaziale. Tuttavia, i media occidentali, citando fonti del Pentagono, chiamano il “Nudol” nientemeno che sistema di intercettazione antisatellite. Secondo gli esperti, il sistema col simbolo PL-19 è rivolto ai satelliti da comunicazione, da ricognizione ed altri oggetti spaziali. In occidente, si ritiene che il sistema “Nudol” possa limitare fortemente le capacità militari spaziali dei nordamericani. Secondo il comando spaziale nordamericano, l’ultimo test del sistema “Nudol” fu condotto il 15 aprile dal sito di Plesetsk. Il precedente si svolse il 23 dicembre 2018. Allora il missile lanciato da un’unità mobile volò per 17 minuti per circa 3000 chilometri. Il Viceprimo Ministro Jurij Borisov definiva il “Nudol” uno dei più avanzati sistemi d’arma russi insieme al missile “Sarmat”, al caccia di quinta generazione Su-57, al carro armato Armata, al sistema antiaereo S-500 e il sistema di soppressione delle comunicazioni elettroniche Tirada-2S. L’occidente non ha ancora niente cui contrapporre.

Scudo della capitale
Il sistema missilistico A-135 “Amur”, in servizio dal 1995, opera secondo il principio a più livelli. In primo luogo, i satelliti spaziali individuano i lanci dei missili balistici, quindi le stazioni radar seguono gli ICBM, dopo di che viene presa la decisione di contrattaccare coi missili intercettori situati in diverse decine di lanciatori in silos. “Amur” è completamente automatizzato: il rilevamento del bersaglio, la tracciatura, l’autorizzazione al lancio e la guida anti-missili non richiede presenza umana. Allo stesso tempo, il sistema sa distinguere chiaramente tra testate reali e falsi bersagli di cui sono dotati tutti i moderni ICBM. Negli anni di attività “Amur” è stato più volte modernizzato. Innanzitutto, ciò influiva sulla base dell’elemento e sulla sua miniaturizzazione. Tuttavia, la risorsa del sistema non è illimitata. Il sistema “Nudol”, sviluppato per sostituirlo, è armato di diversi tipi di missili a propellente solido, intercettori a corto, medio e lungo raggio, che abbattono le munizioni nemiche a quote di diverse centinaia di chilometri, nello spazio e stratosfera. Secondo Viktor Murakhovskij, caporedattore della rivista “Arsenale della Patria”, il “Nudol” non differisce dall'”Amur”. “Non costruiremo un sistema di difesa antimissile per l’intero Paese”, spiega l’esperto a RIA Novosti. “Vale a dire, si tratta ancora di coprire Mosca e il distretto industriale centrale da singoli attacchi dei missili balistici intercontinentali o a medio raggio e altre minacce. E non sono necessarie munizioni fondamentalmente nuove. Verrà utilizzato un missile modificato e profondamente potenziato del sistema A-135”.

Abbattere senza esplosione
La caratteristica principale del nuovo missile è la cosiddetta intercettazione cinetica di bersagli senza l’uso di speciali unità di combattimento. In poche parole, la munizione distruggerà i missili attaccanti scontrandosi con essi ad altissima velocità. L'”Amur” ha due tipi di testate da intercettazione: a frammentazione/altamente esplosive e nucleari. Lanciare tali armi significa guerra nucleare. Il sistema “Nudol” non ne avrà bisogno. “Inoltre, il sistema è in grado d’intercettare oltre l’atmosfera”, spiega l’esperto. “In effetti, è in grado di colpire satelliti in orbite basse. Oggi questo è molto rilevante per la Russia, perché le intenzioni degli Stati Uniti di dispiegare armi nello spazio sono di grave preoccupazione. “Nudol” contrasta tali minacce”. Un’altra differenza importante è la mobilità. I lanciatori si trovano su veicoli semoventi ad alta velocità, consentendo di spostarsi rapidamente e di nascosto nell’area richiesta. “Il fatto è che gli Stati Uniti hanno l’ambizione di creare un sistema d’attacco rapido globale”, afferma Murakhovskij, “Il lanciatore mobile, a differenza di quelli fissi che attualmente operano nel sistema A-135, potrà cambiare posizione e ritirare i missili dalla zona di attacco”.

La battaglia per lo spazio
Il persistente desiderio dei nordamericani di militarizzare lo spazio si vede sempre più chiaramente negli ultimi anni. Alla fine del 2019, il presidente Donald Trump annunciò la creazione di una forza spaziale e il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg annunciò l’intenzione di riconoscere lo spazio come nuova sfera operativa dell’alleanza. Trump quindi sottolineava che il comando spaziale statunitense svilupperà non solo capacità di difesa, ma anche offensive. Ad esempio, l’US Missile Defense Agency inizierà ad adottare sistemi di localizzazione e intercettazione di missili balistici nello spazio nel prossimo futuro. Sviluppo ed adozione di un'”architettura di sensori spaziali permanenti” dovrebbero essere completati alla fine del 2022. Molto probabilmente, il Pentagono ha deciso di trovare modi per contrastare gli sviluppi strategici della Russia: “Sarmat” e “Avangard”. Un’altra potenziale minaccia dagli Stati Uniti è il già citato concetto di attacco rapido globale, che comporta attacco e distruzione di strutture nemiche critiche con armi non nucleari in qualsiasi parte del globo entro un’ora dall’ordine. Si prevede che l’attacco sia lanciato con missili ipersonici di vettori marittimi e aerei, nonché piattaforme spaziali.

Traduzione di Alessandro Lattanzio