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L’egemonia USA in pericolo con la pandemia di COVID-19

Shen Yi, Global Times, 11/04/2020La pandemia di COVID-19 che infuria non solo sfida e mette alla prova la capacità dei Paesi di contenere il virus, ma ha anche implicazioni di vasta portata per il sistema internazionale, diventando catalizzatore dell’evoluzione dell’attuale ordine internazionale. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si scagliava contro l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), accusando l’organismo sanitario mondiale, in gran parte finanziato dagli Stati Uniti, come “incentrato sulla Cina” e minacciava d’interrompere i finanziamenti. Riecheggiando Trump, il suo segretario di Stato Mike Pompeo, sua mano destra, aveva detto che l’amministrazione nordamericana rivaluta i finanziamenti all’OMS, aggiungendo “prendiamo i soldi dei contribuenti e li diamo a beneficio degli USA, dobbiamo assicurarci che gli diamo i dollari dei contribuenti “. Tali osservazioni sono degne di attenzione in quanto hanno eroso il terreno morale dell’egemonia degli Stati Uniti e costretto a meditare su come dare efficacemente al mondo i beni pubblici tanto necessari in questi tempi di cambiamento.
Nella lotta al nuovo coronavirus, l’OMS, organizzazione intergovernativa internazionale nel quadro delle Nazioni Unite, ha svolto il proprio ruolo nel rilasciare informazioni, condividere dati e materiale e sollevare cautele. Ad essere onesti, l’OMS fece tutto il possibile per affrontare le sfide della pandemia di COVID-19 nel suo quadro e delle sue responsabilità. Da una prospettiva teorica delle relazioni internazionali, gli Stati Uniti, in quanto potenza egemonica e leader globale, dovrebbero assumersi la responsabilità di fornire beni pubblici globali. La diffusione mondiale del nuovo coronavirus suggerisce che il problema non riguarda la governance globale obsoleta o un surplus di governance globale, ma un’insufficiente governance globale. Il motivo principale è che gli Stati Uniti, al centro della leadership globale, non hanno abbastanza capacità o disponibilità a fornire beni pubblici globali. I due pilastri dell’egemonia degli Stati Uniti, forza militare e sistema finanziario, possono svolgere solo un ruolo molto limitato in questa lotta al virus. Dato l’atteggiamento prevalente degli Stati Uniti verso l’OMS, è necessario riconsiderare il vero scopo degli Stati Uniti e dei Paesi europei nel costituire organizzazioni internazionali, e se questo scopo soddisfa i bisogni dei popoli e le sfide che il mondo dovrà affrontare in futuro. Che si tratti di Stati Uniti o Europa, entrambi inizialmente dimostrarono disprezzo sulla diffusione globale del COVID-19, seguita da approccio miope. Stati Uniti ed Europa avrebbero avuto abbastanza tempo per reagire e possiedono risorse e tecnologia sufficienti. Tuttavia, la pandemia si abbatreva a causa delle lacune visibili nelle capacità cognitive e di azione d’emergenza. Da questo punto di vista, l’epidemia di COVID-19, le dichiarazioni e le azioni degli Stati Uniti e gli sforzi dei Paesi europei sviluppati per sottrarsi alla responsabilità riflettono la rinuncia ai ruoli di leadership e agli obblighi della governance globale che una volta presumevano scontati. La conseguenza immediata è che il terreno morale, la risorsa più importante dell’egemonia degli Stati Uniti, s’è gravemente ridotto.
Questa base morale fu stabilita colla lunga diffusione del liberalismo e del neoliberismo durante e dopo la guerra fredda. L’idea principale era enfatizzare la “moralità” dell’egemonia degli Stati Uniti e la giustizia dei beni pubblici che gli Stati Uniti fornivano al mondo. Fornendo tali beni pubblici, gli Stati Uniti acquisirono leadership ed influenza sulla comunità internazionale. Tuttavia, gli Stati Uniti non mostravano una leadership convincente di fronte la pandemia di COVID-19. Di conseguenza, la nuova leadership nella governance globale inizia a spostarsi verso Paesi con volontà e capacità. I Paesi emergenti, rappresentati dalla Cina, hanno una chiara comprensione o addirittura consenso sulla direzione del nuovo approccio alla governance globale. In altre parole, la governance deve sforzarsi di raggiungere la visione di base di una comunità dal futuro condiviso per l’umanità. Solo nell’interesse comune dell’umanità, come vita umana e salute, la governance può raggiunge un livello elevato di coordinamento internazionale e risponde in modo efficace agli impatti, sfide e prove della pandemia di COVID-19. Nonostante gli alti e bassi, la tendenza generale della globalizzazione è irreversibile. Poiché gli Stati Uniti sono disposti a rinunciare al proprio ruolo costruttivo nella lotta alla pandemia di COVID-19, la storia inevitabilmente andrà avanti girando completamente la pagina dell’egemonia degli Stati Uniti.

L’autore è direttore del Research Center for Cyberspace Governance, Università di Fudan.

Traduzione di Alessandro Lattanzio