Plan Colombia 2.0

Wayne Madsen, SCF 23.06.2018

L’elezione del narcos colombiano Ivan Duque, legato agli squadroni della morte, a presidente della Colombia preannuncia la seconda esecuzione del “Plan Colombia” di Pentagono e CIA. Il Plan Colombia vide l’omicidio sistematico di contadini, attivisti sindacali e popolazioni indigene da parte delle unità paramilitari di destra colombiane come le Forze di autodifesa della Colombia (AUC) e i Dodici Apostoli, collegate all’ex-presidente Alvaro Uribe sia al cartello della droga di Medellin. La recente elezione dell’apprendista di Uribe, Duque, minaccia di denunciare l’accordo di pace firmato tra il presidente uscente Juan Manuel Santos e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) e gli attuali negoziati di pace tra governo ed Esercito di Liberazione Nazionale (ELN). Duque ha sconfitto l’ex-sindaco di Bogotà ed ex-capo della guerriglia di sinistra M-19 Gustavo Petro su una piattaforma che rinnega le clausole dell’accordo di pace tra il presidente uscente Juan Manuel Santos e le FARC. Duque vuole perseguire i membri delle FARC che amnistiati dall’accordo di pace ma che Duque e i suoi alleati paramilitari considerano criminali. Santos ha ricevuto il premio Nobel per la pace per gli sforzi nel trovare un accordo con le FARC. Uribe, che ora detiene un seggio nel Senato colombiano e che non ha potuto ricandidarsi a presidente, governerà la Colombia come un burattinaio che manovra Duque. Uribe è attualmente impantanato in scandali politici derivanti, mentre era presidente, dell’intercettare illegalmente gli oppositori e per corruzione finanziaria dovuta alla crescente produzione di coca della Colombia. Duque ha avuto numerosi contatti con elementi repubblicani di destra mentre lavorava per la Banca interamericana di sviluppo e frequentava Georgetown University ed American University a Washington, DC. Duque, che ha 41 anni, trascorse quasi tanto tempo a vivere a Washington quanto in Colombia. La vittoria elettorale presidenziale di Duque ha auvuto il sostegno di Farrow Colombia, partner della manipolazione dei social media della stessa società coinvolta nella vittoria elettorale sorprendente di Trump, Cambridge Analytica. Una buona porzione del sostegno a Duque proveniva dalla crescente popolazione di cristiani evangelici colombiana, legati alle operazioni evangeliche nate negli Stati Uniti. D’altra parte, i cattolici romani della classe lavoratrice tendevano a favorire Petro, che otteneva il 42% contro il 54% di Duque.
Duque intende reintrodurre una versione aggiornata del “Plan Colombia”, un programma che vedrà l’aumento delle operazioni congiunte tra mercenari statunitensi e unità paramilitari colombiane. L’originale Plan Colombia vide Stati Uniti e Colombia avvlenare i campi di coca dei contadini poveri mentre i ricchi amici di Uribe e Duque dei cartelli della droga coltivarono la coca e la raffinarono in cocaina senza interferenze da Bogotà o dai mercenari della CIA. Duque è anche un fan di Niccolo Machiavelli, scrivendo un libro intitolato “Machiavelli in Colombia”. Il fascino di Duque per Machiavelli è condiviso da Donald Trump. I due capi autoritari accetteranno indubbiamente di usare la Colombia come base operativa da cui avviare operazioni volte a rovesciare i governi socialisti di Venezuela e Nicaragua, incrementando la migrazione verso nord di chi cerca asilo politico negli Stati Uniti Stati. Duque ha contribuito ad organizzare la presentazione di accuse penali contro il Presidente Nicolas Maduro alla Corte penale internazionale dell’Aja con 76 parlamentari colombiani e 50 cileni, affiliati a partiti di destra. L’affettazione de “il fine giustifica i mezzi”, la politiche sostenute da Machiavelli, non è l’unica cosa che lega Duque a Trump. Il mentore di Duque, Uribe, è un membro del club dei miliardari di Trump di Mar-a-Lago. a Palm Beach, in Florida. Si dice che Uribe si sia unito al club insieme ad Andres Pastrana, il predecessore alla presidenza della Colombia, per avvicinare Trump per i propri interessi, come riciclaggio di denaro dei narcos. Il padre di Duque, Ivan Duque Escobar, fu direttore dell’Anagrafe durante l’amministrazione di Pastrana. Gli stretti legami tra figure del partito conservatore come Uribe, Pastrana e Duque hanno trasformato la Colombia in un’oligarchia governata da alcune famiglie che traggono profitto dal narcotraffico. L‘US Defense Intelligence Agency (DIA) riferì che Uribe era legato al narcotraffico negli Stati Uniti ed era vicino al cartello di Medellin guidato dal compianto Pablo Escobar. La DIA, in un rapporto CONFIDENTIAL NOFORN (Non trasferibile a cittadini stranieri) del 1991, WNINTEL (Intelligence Source and Methods Revealed), scrisse: “Alvaro Uribe Velez, politico e senatore colombiano dedito alla collaborazione col cartello di Medellin ai vertici governativi. Uribe era legato a un business coinvolto nel narcotraffico negli Stati Uniti. Suo padre fu assassinato in Colombia per i legami coi narcotrafficanti. Uribe lavorò per il cartello di Medellin ed era un amico intimo di Pablo Escobar Gaviria. Partecipò alla sua campagna politica divenendo assistente del parlamentare di Jorge Ortega. Uribe è stato uno dei senatori che attaccò ogni forma di trattato d’estradizione“. Il trattato d’estradizione cui fa riferimento il rapporto è quello cogli Stati Uniti che vide diversi capi dei narcos colombiani estradati per essere processati negli Stati Uniti.
Mentre era presidente del Venezuela, il defunto Hugo Chavez accusò Uribe di agire per conto della politica sciovinista degli USA in America Latina. Parlando all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2009, Chavez disse che Uribe è un “bugiardo compulsivo”, aggiungendo che iniziò la corsa agli armamenti in America Latina ospitando sette basi militari statunitensi in Colombia e bombardando l’Ecuador un anno prima. Come risultato dell’attacco colombiano all’Ecuador, Quito espulse l’ambasciatore colombiano ed interruppe le relazioni diplomatiche col governo di Uribe, mentre inviava truppe al confine colombiano. L’attacco colombiano all’Ecuador si ebbe quando Chavez cercava di negoziare la liberazione di altri ostaggi delle FARC. In risposta, Chavez chiuse l’ambasciata venezuelana a Bogotà ed espulse l’ambasciatore colombiano in risposta alla violazione da parte della Colombia della sovranità dell’Ecuador.
Col Plan Colombia 2.0 di Duque c’è da aspettarsi altre operazioni militari rinnovate contro Paesi vicini come Venezuela, Panama ed Ecuador. Ci si può aspettare anche un rinnovato coinvolgimento dell’intelligence israeliana. Col primo Plan Colombia, una società di sicurezza israeliana legata al Mossad, Global Comprehensive Security Transformation (Global CST), compì operazioni di sorveglianza “Operation Strategic Leap” condotte dai governi di Uribe e dal presidente panamense Ricardo Martinelli. Venditore dell’Hotel Showcase e della torre condominiale di Trump a Panama City, Trump Ocean Club, Martinelli è ora sotto processo per intercettazioni illegali e corruzione dopo essere stato estradato dagli Stati Uniti. Durante “Strategic Leap“, un dipendente del CST, Shai Killman, fu colto mentre copiava documenti del ministero della Difesa colombiano classificati e fu deportato in Israele. Anche i dipendenti del CST in Perù colti in possesso di documenti anti-insurrezionali classificati peruviani. Dopo la denuncia del massacro israeliano in Colombia, il governo colombiano ribattezzò l’operazione “National Consolidation Plan (PNC)“, senza il coinvolgimento israeliano. Con Duque al potere a Bogotà, con l’estremamente filo-israeliano Uribe che tira le fila dei burattini, le operazioni d’intelligence israeliane torneranno senza dubbio in Colombia, col forte sostegno dell’amministrazione Trump e dei vari agenti d’influenza israeliani nella Casa Bianca e nei dipartimenti di Stato, giustizia e difesa

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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