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Ufficiale dell’intelligence turca misteriosamente ucciso in Libia

Abdullah Bozkurt, Nordic Monitor, 9 aprile 2020

Un ufficiale dell’intelligence turca e colonnello in pensione che sapeva dei legami tra il governo del presidente Recep Tayyip Erdogan e gruppi jihadisti fu probabilmente mandato a morte certa in Libia per eliminare un testimone chiave dei crimini del governo islamista di Turchia, secondo fonti.
Secondo tre fonti che hanno accesso all’intelligence militare, si ritiene che l’ex-colonnello Okan Altinay, che sarebbe stato ucciso durante il bombardamento del porto di Tripoli, fosse deliberatamente assassinato dalla National Intelligence Organization (MIT) turca. Altinay aveva differenze significative con una grande fazione nell’agenzia di intelligence che lavora coi gruppi jihadisti in Siria, e riferì tali attività clandestine del MIT al comando dello Stato Maggiore insieme alle sue obiezioni. Il colonnello Altinay aveva lavorato per anni presso la direzione d’intelligence dello Stato Maggiore e partecipato a riunioni segrete dell’opposizione siriana e dei gruppi radicali con funzionari turchi. Lo Stato Maggiore, a disagio cogli stretti legami del MIT coi gruppi jihadisti, inclusi gli affiliati di al-Qaida, l’inviò a quegli incontri ad Ankara e Istanbul per monitorare e registrare ciò che accadeva. “Conosceva molti segreti e alla fine poteva benissimo denunciare il governo di Erdogan”, secondo una fonte di Nordic Monitor. Un’altra fonte riferiva che il colonnello Altinay si era spesso scontrato con Kemal Eskintan, ex-militare ora a capo del dipartimento delle operazioni speciali del MIT, ma fu spesso ignorato a causa dell’appoggio di Eskintan da parte del sottosegretario del MIT Hakan Fidan e del presidente Erdogan, che usavano Eskintan e la sua banda di ufficiali dell’intelligence per eseguire operazioni segrete per armare i gruppi di al-Qaida in Siria.
“‘Tali uomini sono veramente traditori della nazione, non si comportano come il servizio d’intelligence della Turchia ma piuttosto un mafia che aiuta gli estremisti in Siria’, mi disse Altinay”, secondo una terza fonte di Nordic Monitor. “Era appena tornato dalle riunioni tra funzionari del MIT e gruppi radicali quando lo disse”, aggiunse la fonte. L’incontro segreto, tenuto coi rappresentanti dello Stato islamico in Iraq e Siria (SIIL), negoziò l’accesso alla tomba di Suleyman Shah, nonno di Osman I, fondatore dell’Impero ottomano. La tomba, che si trovava nel territorio siriano a 30 chilometri dal confine turco, era sorvegliata da una quarantina di truppe turche e l’esercito turco non poté inviare rimpiazzi o forniture logistiche per mesi nel 2014 perché lo SIIL aveva circondato la tomba. I soldati rimasero intrappolati vicino alla tomba e non avvenne il cambio di guardia che di solito accade ogni due o tre mesi.
Fonti militari turche descrivono il colonnello Altanay come militare di successo che apprese l’arabo in Siria e successivamente operò in Giordania come viceaddetto militare tra il 2010-2012. Dopo essere tornato in Turchia, prestò servizio per tre anni nell’ufficio Medio Oriente dello Stato Maggiore. Altinay si ritirò nel 2015, ma fu trasferito dal governo a una posizione presso il MIT su consiglio dello Stato Maggiore, in modo che l’esercito turco potesse continuare a tenerne sotto controllo le operazioni, secondo i resoconti forniti da due fonti. Quando Eskintan si impegnò a rafforzare i jihadisti sul suolo libico su ordine del governo di Erdogan, anche Altinay fu assegnato alla Libia. “Non conosciamo le circostanze esatte di come fu ucciso, ma sospetto che fu giustiziato per farlo tacere nel caso in cui i crimini del governo di Erdogan e del MIT fossero denunciate in futuro”, spiegava una fonte. I rapporti indicavano che Alt?nay e un altro ufficiale dell’intelligence turca, Sinan Caferler, furono uccisi il 18 febbraio 2020 quando l’Esercito nazionale libico (LNA) bombardò il porto di Tripoli. Secondo quanto riferito, una nave turca che trasportava armi e munizioni fu colpita mentre era attraccata al porto, nonché un deposito dove erano immagazzinate le armi portate dalla Turchia. I due erano vicino al porto. “Per quanto ne sappiamo, furono uccisi separatamente o le loro coordinate passare al LNA”, affermavano le fonti. Quando gli fu chiesto di riferire se militari turchi fossero stati uccisi in Libia, il portavoce del presidente Erdogan, Ibrahim Kalin, lo negò il 18 febbraio e dichiarò: “Questo fu portato all’ordine del giorno [durante una riunione del gabinetto presieduta da Erdogan]. Ci fu un tiro molesto [dal LNA], che mancò l’obiettivo. Ci fu ritorsione immediata con più potenza di fuoco. Questo fu un incidente avvenuto la notte. Dopo la nostra rappresaglia, possiamo dire che la situazione è abbastanza calma adesso”. Era chiaro che il governo voleva attenersi alla strategia del diniego, sperando che le accuse svanissero. Tuttavia, tre giorni dopo successe qualcosa di molto strano. Il presidente Erdogan rivelò inavvertitamente, durante uno dei suoi discorsi pubblici a Izmir il 22 febbraio 2020, “Siamo in Libia coi nostri eroi soldati e squadre dell’Esercito nazionale siriano [Esercito siriano libero] contro Haftar. Naturalmente abbiamo diversi martiri. Ma abbiamo ucciso quasi 100 mercenari in risposta”, disse. Erdogan effettivamente minò la decisione del propria gabinetto mentre cercava di vantarsi di quante milizie del LNA furono uccise dalla Turchia in Libia. Le sue osservazioni fecero arrabbiare l’opposizione, che gli chiese perché fosse vago sul numero di soldati caduti e l’accusò di essere irriverente nei loro confronti.
I compagni di accademia di Altinay pubblicarono un messaggio su Facebook esprimendo il dolore per la sua morte. In seguito si scoprì che Altinay fu riportato in Turchia e segretamente sepolto nella città natale nella provincia occidentale di Aydin. La sepoltura fu riportata da due giornalisti, Batuhan Çolak e Murat Agirel, che lavorano per il giornale nazionalista Yeniçag, quando pubblicarono la notizia sui loro social media il 23 febbraio. Il MIT violò gli account di questi giornalisti usando l’infrastruttura del gestore di telefonia mobile e cancellò i messaggi senza conoscenza o approvazione dei giornalisti. Sebbene non identificassero Alt?nay come agente del MIT, la storia della sua morte in Libia fu abbastanza per spaventare Eskintan e la sua banda, che volevano sbarazzarsi di ogni traccia dell’omicidio di Altinay. I giornalisti furono arrestati e successivamente incarcerati su false accuse. Il 26 febbraio, un legislatore di estrema destra, Ymit Ozdah del partito IYI, legato al MIT, annunciò in parlamento che due agenti del MIT furono “martirizzati” in Libia accusandone il governo di Erdogan. “Perché cerchi di nascondere i rapporti sui martiri?” chiese. Ciò conferma la rivalità tra le fazioni nel servizio d’intelligence. Il team di Eskintan voleva che zittirlo, mentre un’altra fazione, cui era affiliato Altinay, voleva che tutti i dettagli venissero rivelati. Il 3 marzo, il sito antisemita e hater OdaTV pubblicò una storia sugli agenti del MIT morti e le foto della cerimonia di sepoltura. Due giornalisti del sito furono incarcerati, mentre l’autorità delle telecomunicazioni bloccò l’accesso al sito su ordine di un giudice. Il governo di Erdogan e la sua gente nel MIT fecero di tutto per sopprimere qualsiasi informazione sull’uccisione del colonnello Altinay in Libia, il che solleva ulteriori sospetti sulle loro motivazioni. È interessante notare che la sepoltura di Alt?nay non era in linea con le procedure cerimoniali assegnate ai martiri in Turchia, scatenando l’ira dei militari. I suoi colleghi del college militare pubblicarono la foto di una ghirlanda su facebook, esprimendo idolore per la sua scomparsa. Anche il funzionario dell’intelligence Caferler, che aveva lavorato per quattro anni al MIT, fu seppellito di nascosto nella città natale di Akhisar, nella provincia occidentale di Manisa. La sua tomba non è contrassegnata dal nome.

Traduzione di Alessandro Lattanzio