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Chi vinse la battaglia di Prokhorovka?

Aleksandr Samsonov, SK News 14/07/2019

Sven Felix Kellerhoff, giornalista ed editore del dipartimento storico del grosso quotidiano tedesco Die Welt, pubblicò l’articolo dal titolo “La vittoria dell’Armata Rossa che in realtà fu una sconfitta ”. Riferendosi ai documenti d’archivio, l’autore scrisse che non vinse l’Armata Rossa nella battaglia di Prokhorovka. A tal proposito, a suo avviso, il monumento erettovi “in effetti, dovrebbe essere demolito immediatamente”. Il monumento “Tank Ram” è sul campo do Prokhorovska, di fronte all’ingresso del Museo della Gloria militare “Terza base militare della Russia” nella regione di Belgorod. Il monumento simboleggia il coraggio dei soldati sovietici e la mappa della battaglia di Prokhorovka, che tuttavia trasmette pienamente l’intensità della battaglia.

Provocazione
Secondo il giornalista tedesco, nella battaglia di Prokhorovka non vinsero le truppe sovietiche, e non vi fu neppure una grande battaglia di carri armati, una delle più grandi della storia mondiale. Presumibilmente 186 carri armati tedeschi combatterono contro 672 sovietici, e la sera del 12 luglio 1943 l’Armata Rossa perse circa 235 veicoli e la Wehrmacht solo 5 (!). Se immaginate tale quadro fantastioso, si scopre che i tedeschi semplicemente spararono ai sovietici fermi come obiettivi, che praticamente non risposero, o li colpivano sempre. In effetti, Kellerhoff paragona le azioni del 29.mo Corpo corazzato sovietico con un “attacco kamikaze”. I carri armati russi “si affollavano davanti a uno stretto ponte” e furono colpiti da battaglioni dei carri armati del 2° SS Panzer Korps. Il giornalista tedesco “confermava” le sue idee con fotografie aeree realizzate della Luftwaffe. Lo storico inglese Ben Wheatley scoprì tali foto negli archivi degli Stati Uniti. E, secondo Kellerhoff, mostrano “la catastrofica sconfitta dell’Armata Rossa a Prokhorovka”. Anche se anche tali dati incompleti sono facilmente spiegabili. Una parte significativa dei carri armati colpiti in battaglia fu recuperata. I tedeschi presero i loro carri armati distrutti sul campo di battaglia, che non riuscirono a recuperare poiché l’Armata Rossa iniziò la battaglia di Kursk. Poii tali carri armati, colpiti vicino Prokhorovka e nella battaglia di Kursk in generale, arrivarono a noi e parte di essi fu portata negli impianti di riparazione. Quindi, su tale base, gli storici occidentali concludono che l’Armata Rossa non sconfisse nessuno, che non ci fu una grande battaglia tra carri armati. Pertanto, il monumento alla vittoria dell’Armata Rossa, eretto in onore della battaglia, va demolito.

Carri armati tedeschi Pz.Kpfw.V “Panther” della decima “Brigata Pantera” abbandonati a Prokhorovka.

Battaglia di Prokhorovka
La battaglia di Prokhorovka fu parte della battaglia di Kursk iniziata il 5 luglio e durata fino al 23 agosto 1943 (50 giorni). Si svolse sul fronte meridionale del saliente di Kursk, sul fronte di Voronezh sotto il comando di Vatutin. Qui la Wehrmacht il 5 luglio 1943 lanciò un’offensiva su due direzioni: Obojan e Korocha. Il comando tedesco, sviluppando il primo successo, intensificò gli sforzi lungo la linea Belgorod – Obojan. Alla fine del 9 luglio, il 2° SS Panzer Korps fece irruzione nella terza linea difensiva della 6.ta Armata della Guardia e vi s’incastrò per 9 km a sud-ovest di Prokhorovka. Tuttavia, i carri armati tedeschi non poterono irrompere nello spazio operativo. Il 10 luglio 1943, Hitler ordinò al comando del Gruppo di Armate Sud di strappare la svolta decisiva nella battaglia. Dopo essersi convinto del fallimento di tale successo in direzione di Obojan, il comandante Manstein decise di cambiare direttrice dell’attacco principale e attaccare Kursk avvolgendola da Prokhorovka, dove un successo si delineava. Allo stesso tempo, una forza d’attacco ausiliaria assaltò Prokhorovka da sud. Le divisioni d’élite Reich, Totenkopf ed Adolf Hitler del 2° SS Panzer Korps e parte del 3° Panzer Korps attaccarono Prokhorovka. Avendo scoperto tale manovra dei nazisti, il comando del Fronte di Voronezh avanzò su questa direttrice unità della 69.ma Armata e quindi del 35.mo Corpo Fucilieri della Guardia. Allo stesso tempo, il quartier generale sovietico decise di rafforzare le truppe di Vatutin con le riserve strategiche.
Il 9 luglio, al comandante del Fronte della Steppa, Konev, fu ordinato di inviare la 4.ta Guardia, la 27.ma e la 53.ma Armata sulla direttrice Kursk-Belgorod. Anche la 5.ta Armata della Guardia e la 5.ta Armata corazzata della Guardia furono trasferite a Vatutin. Le truppe del Fronte di Voronezh dovevano fermare l’offensiva, infliggere un potente contrattacco al nemico in direzione di Obojan. Tuttavia, l’11 luglio, il contrattacco preventivo fallì. In quel giorno, le truppe tedesche raggiunsero la linea in cui le unità mobili dovevano schierarsi. Allo stesso tempo, l’ingaggio di quattro divisioni di fucilieri e due brigate corazzate della 5.ta Armata Corazzata di Rotmistrov fermò i tedeschi a 2 km da Prokhorovka. Cioè, la battaglia delle unità avanzate presso Prokhorovka iniziò già l’11 luglio 1943. La controffensiva iniziò il 12 luglio, entrambe le parti attaccarono in direzione di Prokhorovka su entrambi i lati della ferrovia Belgorod – Prokhorovka, dove una feroce battaglia si svolse. Gli eventi principali si svolsero a sud-ovest di Prokhorovka. A nord-ovest di Prokhorovka, a Jakovlevo, si scontrarono con parte della 6.ta Armata della Guardia e della 1.ma Armata Corazzata. Da nord-est, dalla zona di Prokhorovka, unità della 5.ta Armata Corazzata con due propri Corpi corazzati e il 33.mo Corpo Fucilieri della Guardia della 5.ta Armata della Guardia attaccarono nella stessa direzione. Sull’asse di Belgorod, la 7.ma Armata della Guardie passò all’offensiva.
La mattina del 12 luglio, dopo un breve tiro dell’artiglieria, il 18.mo e il 29.mo Corpo Corazzato dell’Armata di Rotmistrov, col 2.do Corpo e il 2.do Corpo Corazzato della Guardia lanciarono l’offensiva su Jakovlevo. In precedenza, sul fiume Psel, nella zona di difesa della 5.ta Armata della Guardia, lanciò l’offensiva la panzerdivisione tedesca “Totenkopf”. Allo stesso tempo, le panzerdivisioni Reich e Adolf Hitler, che si opponevano direttamente all’Armata di Rotmistrov, rimasero sulle linee occupate preparandosi alla difesa. Di conseguenza, lo scontro frontale dei due gruppi d’attacco corazzati si è verificò presto sul fronte. La battaglia estremamente feroce durò tutto il giorno. Le perdite dei Corpi corazzati sovietici ammontarono al 73% e 46%. Di conseguenza, alcuna parte poté completare la missione. I nazisti non sfondarono su Kursk e le truppe sovietiche non raggiunsero Jakovlevo. Tuttavia, l’avanzata della principale forza d’attacco nemica su Kursk fu fermata. Il 3° Panzer Korps tedesco che avanzava su Prokhorovka da sud quel giorno poté arretrare le truppe della 69.ma Armata avanzando di 10-15 km. Entrambe le parti subirono pesanti perdite. Il comando tedesco non abbandonò l’idea della tenaglia su Kursk, aggirando Obojan da est. E le truppe del Fronte di Voronezh cercarono di adempiere al compito assegnato. Pertanto, la battaglia di Prokhorovka durò fino al 16 luglio. I successi delle parti furono singoli, le battaglie furono combattute sulle linee occupate dalle truppe. Entrambi gli eserciti si scambiarono attacchi e contrattacchi, combattendo giorno e notte.
Il 16 luglio, le truppe del Fronte di Voronezh ricevettero l’ordine di mettersi sulla difensiva. Il 17 luglio, il comando tedesco iniziò a ritirare le truppe nelle posizioni originali. Le truppe del Fronte di Voronezh andarono all’offensiva e il 23 luglio ripresero le posizioni che occupavano prima dell’inizio dell’offensiva nemica. Il 3 agosto, l’Armata Rossa lanciò l’offensiva su Belgorod e Kharkov.

Soldati sovietici osservano un carro armato tedesco Pz.Kpfw. V “Pantera” distrutto nelle battaglie di Prokhorovka

Motivi delle perdite elevate
Il motivo principale furono gli errori del comando sovietico. Un potente gruppo dell’Armata Rossa attaccò la più potente forza d’attacco nemica sulla fronte e non sul fianco. I generali sovietici non usarono la vantaggiosa situazione sul fronte, che rese possibile lanciare un contrattacco alla base del cuneo tedesco, che poteva portare alla completa sconfitta e, forse, ad accerchiamento e distruzione del gruppo nemico, che avanzava a nord di Jakovlevo. Inoltre, i comandanti, il quartier generale e le truppe sovietiche erano ancora inferiori al nemico nella tattica. Strategicamente, la Wehrmacht aveva già perso, ma combatté con grande abilità. Gli errori delle truppe sovietiche nell’interazione tra fanteria, artiglieria e carri armati, e forze di terra coll’aviazione, riguardarono varie unità e formazioni. La Wehrmacht aveva anche la superiorità nella qualità delle forze corazzate. Carri armati medi e pesanti Pz-IV, Pz-V (“Panther”) e Pz-VI (“Tiger”), cannoni d’assalto “Ferdinand”, avevano una buona protezione e cannoni potenti. Gli obici automotori corazzati “Hummel” e “Wespe”, che facevano parte dei reggimenti d’artiglieria delle divisioni corazzati, poterono essere usati con successo sparando direttamente ai carri armati, su di essi erano installati eccellenti ottiche Zeiss. Nella battaglia di Prokhorovja, la 5.ta Armata Corazzata della Guardia di Rotsmistrov disponeva di 501 carri armati T-34 con cannone da 76 mm, 264 carri armati leggeri T-70 con cannone da 45 mm e 35 carri armati pesanti Churchill III con cannone da 57 mm consegnati dalla Gran Bretagna, e che aveva una velocità molto bassa e scarsa manovrabilità. Ogni corpo aveva un reggimento di artiglieria semovente SU-76, ma non c’erano i potenti SU-152. Il carro armato sovietico poteva penetrare coi proiettili perforanti corazze dallo spessore 61mm a una distanza di 1000 m e 69 mm a 500 m.
La corazzatura del T-34 era: frontale – 45 mm, laterale – 45 mm, torretta – 52 mm. Il carro armato tedesco Pz-IV medio (modernizzato) aveva una corazzatura dallo spessore di: frontale – 80 mm, laterale – 30 mm, torretta – 50 mm. Il proiettile perforante del suo cannone da 75 mm a una distanza massima di 1500 m poteva penetrare una corazzatura di oltre 63 mm. Il carro pesante Pz-VI “Tiger” tedesco con cannone da 88 mm aveva una corazzatura di: frontale – 100 mm, tetto – 80 mm, torretta – 100 mm. Il suo proiettile perforante perforava una corazzatura di 115 mm di spessore. Poteva perforare la corazzatura dei T-34 a una distanza massima di 2000 m.
Il 2° SS Panzer Korps aveva 400 mezzi moderni: circa 50 carri armati pesanti Pz-VI (cannone da 88 mm), decine di carri armati veloci medi Pz-V Panther, Pz-III e Pz-IV modernizzati (cannone da 75 mm) e i cannoni d’assalto pesanti Ferdinand (cannone da 88 mm). Per colpire un carro pesante nemico, il T-34 dovette avvicinarvisi a 500 metri, mentre altri carri armati dovevano avvicinarsi ancora di più. Inoltre, i tedeschi riuscirono a prepararsi alla difesa, parte dei loro carri armati spararono da posizioni protette. I carri armati sovietici, inferiori ai mezzi tedeschi per corazzatura e artiglieria, potevano ottenere la vittoria solo nei combattimenti ravvicinati. Inoltre, l’artiglieria veniva usata per combattere carri armati sovietici. Pertanto, le perdite così elevata. Nella battaglia di Prokhorovka, le nostre truppe, secondo l’Istituto di Ricerca Scientifica (storia militare) dell’Accademia militare dello Stato Maggiore delle Forze Armate russe, persero il 60% dei veicoli (500 su 800), i tedeschi il 75% (300 su 400). È chiaro che i tedeschi sottostimarono le loro perdite, segnalando 80-100 carri armati persi. Lo storico russo e specialista nella battaglia di Kursk Valerij Zamulin, riferisce che il 12 luglio l’Armata di Rotmistrov perse più della metà dei mezzi: 340 carri armati e 19 cannoni semoventi bruciati o distrutti (in parte furono recuperati). Nel periodo dal 12 al 16 luglio 1943, le perdite della 5.ta Armata Corazzata ammontarono a: 2440 caduti, 3510 feriti, 1157 disperse, 225 carri armati medi T-34 e 180 carri armati T-70 leggeri, 25 cannoni semoventi fuori uso. Non ci sono dati esatti sulle perdite tedesche e non ci sono documenti sulle perdite del 2° SS Panzer Korps al 12 luglio. È chiaro che il racconto della perdita di 5 carri armati è una sciocchezza.

Chi vinse
Innanzitutto, va notato che la battaglia di Prokhorovka durò più di un giorno, il 12 luglio, come invece scrivono in occidente. Le prime battaglie iniziarono l’11 luglio e la feroce battaglia continuò fino al 16 luglio. In secondo luogo, le nostre truppe respinsero il potente assalto del gruppo nemico presso Prokhorovka. I nazisti non riuscirono a prenderla, a sconfiggere le nostre forze di difesa e ad avanzare ulteriormente. Non avendo completato l’azione e vedendo l’inutilità di ulteriori attacchi, furono costretti a ritirarsi. La notte del 17 luglio, iniziarono a ritirarsi. La nostra intelligence scoprì la ritirata del nemico e le truppe sovietiche lanciarono il contrattacco. Cioè, la vittoria fu nostra. I tedeschi lasciarono il campo di battaglia e si ritirarono. Presto le nostre truppe lanciarono l’offensiva su larga scala e liberarono Belgorod. Pertanto, il contrattacco delle truppe del Fronte di Voronezh, compresa l’Armata di Rotmistrov, non portò al compimento di tutta la missione assegnata. Neanche i tedeschi poterono adempiere alla missione. Tuttavia, le truppe del Fronte di Voronezh, anche nell’area Prokhorovka, adempirono al compito principale: sopravvivere e non permettere al potente nemico di sfondare le difese ed entrare nello spazio operativo. Hitler disattivò l’offensiva Cittadella il 13 luglio. La battaglia di Prokhorovka è una delle battaglie della grande battaglia di Kursk, durante cui vi fu la svolta radicale nella guerra. L’Armata Rossa alla fine prese l’iniziativa strategica nella Grande Guerra. Prokhorovka è uno dei simboli di questa grande vittoria.

Carro armato tedesco Pz.Kpfw. III distrutto dalle truppe sovietiche nei pressi della stazione di Prokhorovka.

Riscrivere la storia
L’obiettivo principale di tale disinformazione in occidente (come “la sconfitta dei sovietici a Prokhorovka”, “i milioni di tedesche violentate dai barbari russi” e altre sciocchezze e bugie) è di riscrivere la storia del mondo in generale e della guerra mondiale in particolare. Pertanto, distruggono i monumenti ai soldati e ai comandanti sovietici nell’Europa orientale, negli Stati baltici, nella Piccola Russia e in Ucraina. Monumenti vengono eretti negli Stati baltici ai legionari delle SS, a Bandera e altri vampiri nella Piccola Russia, e in Romania, ai soldati rumeni che combatterono l’Armata Rossa, ecc. L’ordine mondiale deciso dopo la presa di Berlino, il sistema di Jalta-Potsdam crolla. Quindi abbiamo vinto e posto la pace sul pianeta. Dopo la distruzione dell’URSS nel 1991, i capi occidentali ebbero l’opportunità di costruire il proprio ordine mondiale. E per ciò devono riscrivere la storia. Questo fa parte della guerra dell’informazione occidentale contro la Russia. C’è la distorsione della storia russa per distruggere la nostra memoria storica, renderci “Ivan che non hanno parentela” (cosa già fatta coi russi-ucraini), persone di seconda classe, schiavo del nuovo ordine globale. Risolvere la “questione russa”. Questo è lo stesso ordine che Hitler costruì: un mondo di schiavi con la “razza padrona” ed “armi a due zampe”. Solo mascherato da slogan e principi “democratici” e liberali. Pertanto, ci dicono che non ci furono grandi vittorie dell’Armata Rossa, che i tedeschi furono “riempiti di cadaveri”, che non c’era liberazione europea, ma che ci fu l’occupazione “sovietica (russa)”, che eravamo governati dal “sanguinaria tiranno” Stalin, che uccise decine o centinaia milioni di persone, ecc. Quando i giovani crederanno a ciò, l’occidente trionferà..

Traduzione di Alessandro Lattanzio