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“Cacciatori di Trofei”: come operò il GRU in Vietnam

Nikolaj Syromjatnikov, X-true, 24/06/2019

Secondo i dati citati nel libro del veterano del Vietnam Nikolaj Kolesnik, “La guerra del Vietnam … come fu (1965 – 1973)”, un gruppo di specialisti supervisionato dal Primo Direttorato dell’Intelligence dello Stato Maggiore delle Forze Srmate dell’URSS, il cui compito era studiare le prede belliche nordamericane, operò in Vietnam dall’autunno del 1965 (secondo altre fonti, da maggio). Le prede belliche interessavano molto al Ministero della Difesa e all’industria della difesa dell’URSS .

I complicati compagni vietnamiti
Secondo le memorie del veterano diplomatico Anatolij Zajtsev, pubblicato su Stella Rossa, “I cacciatori di trofei” di questa unità speciale di ufficiali della riserva, guidata da un ufficiale del GRU, si presentava come diplomatica sovietica. I compiti dei “caccitori di trofei”, oltre a studiare ed inviare equipaggiamenti ed armi nordamericane all’Unione Sovietica, includevano anche l’analisi delle operazioni nordamericane in Vietnam e consigliare l’Esercito popolare vietnamita per sviluppare i metodi per contrastare le unità nemiche. A giudicare dai documenti dell’Ambasciata dell’URSS nella Repubblica Democratica del Vietnam, datato marzo 1967 e indirizzato alla leadership dell’Unione Sovietica, i vietnamiti spesso interferivano col lavoro del gruppo speciale dei “cacciatori di trofei”. Il diplomatico Viktor Zvezdin scrisse che a al tempo gli specialisti sovietici lavoravano in Vietnam da quasi 2 anni, da maggio 1965, e le loro attività erano coordinate dai Ministeri della Difesa dell’URSS e della RDV. Durante questo periodo, i “trofei”selezionati e inviati in Unione Sovietica furono 700 tra equipaggiamenti ed armi nordamericane: l’unità speciale del GRU esaminò aerei militari, missili, elettronica, ricognizione fotografica e altre armi statunitensi. Inoltre, secondo i risultati di questo lavoro, furono accolte diverse informazioni e riferimenti analitici, in cui fu studiata la documentazione tecnica nordamericana.
Gran parte della ricerca fu condotta sui siti degli aereo abbattuto. Victor Zvezdin scrisse che i vietnamiti spesso escludevano questi punti alle forze speciali sovietiche o ritardavano l’invio di veicoli col materiale di studio. A questo proposito, i “cacciatori di trofei” dovevano rintracciare i luoghi in cui cadevano gli aerei nordamericani. Successe che i vietnamiti semplicemente non permisero agli specialisti sovietici di studiare equipaggiamento e armi, e ne ritardavano con la burocrazia l’invio in URSS (poteva trascinarsi fino a 3 mesi). Molti casi erano collegati al fatto che prima dell’arrivo sul luogo dell’incidente di un aeromobile nordamericano, i resti venivano smantellati da esperti militari cinesi. Secondo Zvezdin, nel gennaio 1968, i cinesi erano in vantaggio sulle forze speciali sovietiche, le prime a smantellare un aereo da ricognizione moderno dal nemico, ne rimossero tutto ciò che era di valore e spianarono il resto con un’esplosione. I vietnamiti, al fine di appianare la spiacevole situazione, consegnarono ai “cacciatori di trofei” dei missili nordamericano AGM-45 Shrike.
In generale, il diplomatico Viktor Zvezdin, nel suo memorandum, espresse preoccupazione per la situazione su studio ed invio del materiale im URSS e propose un accordo bilaterale speciale che migliorasse la cooperazione tra Vietnam e Unione Sovietica in quest’area. Questo riferimento fu citato dalla pubblicazione Kommersant-Vlast. L’ostacolo al lavoro dei gruppi speciali sovietici da parte dell’esercito vietnamita è confermato anche da altre fonti. Allo stesso tempo, un giornalista di Kommersant, incontrando Viktor Zvezdin, osservò che l’ex-diplomatico sovietico smentì paternità ed esistenza del suddetto memorandum.

Che cos’era lo Shrike
Secondo il “Bolletitno della Difesa Aerea”, l’efficacia delle forze antiaeree missilistiche dell’esercito vietnamita fu notevolmente ridotta dagli attacchi sulle posizioni dei missili Dvina della difesa aerea coi missili AGM-45 Shrike degli statunitensi. Lo specialista di uno dei gruppi di “cacciatori di trofei”, Aleksandr Anosov, scrisse che gli israeliani diedero un complesso dei nostri sistemi di difesa aerea agli statunitensi, che a loro volta li avevano catturati agli egiziani. Nel periodo del lancio dello Shrike da un bombardiere, i localizzatori del sistema missilistico antiaereo sovietico registrandolo spegnevano immediatamente il trasmettitore radio. Il missile mancava il obiettivo e lo “Shrike cieco” finiva spesso nei quartieri residenziali di Hanoi. Utilizzando le informazioni sullo “Shrike”, l’industria della Difesa sovietica ripetutamente perfezionò il sistema di difesa aerea Dvina, anche durante la guerra del Vietnam. Il gruppo speciale, che includeva il Tenente-Ingegnere Aleksandr Anosov, lavorò in Vietnam dal maggio 1965 al dicembre 1968, spesso sotto bombardamenti. Di conseguenza, oltre 800 materiali di equipaggiamento ed armi nordamericani furono inviati in URSS durante quel periodo dagli specialisti sovietici.

I gruppi speciali e l’efficacia del loro lavoro
Secondo le stime del presidente del Presidium dell’Organizzazione pubblica interregionale dei veterani della guerra del Vietnam Nikolaj Kolesnik, gruppi di ricerca militare inviati dall’URSS in Vietnam dal GRU operarono nella RDV fino al 1971 e furono guidati durante quel periodo da sette ufficiali del Primo Direttorato dell’Intelligence (tutti colonnelli). Kolesnik indicava il numero totale di “cacciatori di trofei” (specialisti della difesa civile, per lo più ufficiali in pensione) nell’intera campagna del Vietnam furono 50 persone (5 persone per ogni gruppo), oggi meno di una dozzina sono vivi. All’epoca non erano classificati come partecipi alle ostilità. Documentati convincenti su come i trofei ottenuti dai gruppi speciali scientifici militari del GRU durante la guerra del Vietnam ed inviati nell’URSS abbiano influenzato la modernizzazione del materiale e delle armi delle Forze Armate dell’Unione Sovietica non sono ancora stati resi pubblici. La pubblicazione Kommersant-Vlast, analizzando questo argomento, è incline a concludere che il complesso militare-industriale nazionale negli anni ’60 e ’70, durante la campagna vietnamita, s’impossessò di “quasi tutte le novità tecnologiche nordamericane” e successivamente iniziò a riprodurle.

Traduzione di Alessandro Lattanzio