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Un nuovo studio conferma che la carestia del Bengala del 1943 fu causata da Churchill

Un gruppo di ricerche indiane e nordamericane simulava l’umidità del suolo durante le principali carestie indiane per giungere alla conclusione.
Scroll, 30 marzo 2019

La carestia bengalese del 1943 fu causata dalle politiche dell’allora primo ministro inglese Winston Churchill e non dalla siccità, secondo un gruppo di ricercatori indiani e nordamericani in uno studio pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters. I ricercatori giunsero a questa conclusione utilizzando i dati meteorologici per simulare l’umidità presente nel suolo durante sei grandi carestie indiane, quelle del 1873-74, 1876, 1877, 1896-97, 1899 e 1943. Il deficit dell’umidità del suolo è un indicatore chiave di scarse precipitazioni e alte temperature. Secondo lo studio, le prime cinque carestie erano il risultato della siccità, come concluso dallo studio sull’umidità del suolo, ma non nel 1943. “Non ci furono carestie importanti dall’indipendenza”, aveva detto Vimal Mishra alla CNN , “E così abbiamo iniziato la ricerca pensando che le carestie sarebbero state causate dalla siccità per fattori come l’assenza d’irrigazione”. Mishra, professore associato dell’Istituto indiano di tecnologia, Gandhinagar, era coautore dello studio insieme a Amar Deep Tiwari, Saran Aadhar, Reepal Shah, Mu Xiao, DS Pai e Dennis Lettenmaier. La carestia del Bengala del 1943 portò alla morte di circa tre milioni di persone, ed è ampiamente ritenuto da diversi storici che fu causata o peggiorata dalle politiche inglesi dell’epoca. Lo studio dimostra che sebbene la regione orientale dell’India subì una grave siccità all’inizio degli anni ’40, le precipitazioni era al di sopra della media alla fine del 1943, periodo considerato picco della carestia. Le politiche inglese che sarebbero causa della carestia furono la pesante distribuzione di cibo e beni vitali ai militari durante la Seconda guerra mondiale, arrestando l’importazione di riso, e che il governo inglese non dichiarò la carestia in India. Secondo lo studio, un altro fattore che esacerbò la mortalità della carestia del 1943 fu l’occupazione giapponese della Birmania (ora Myanmar), una delle principali fonti di importazioni di riso dell’India. Lo studio osserva che in passato le carestie, nonostante fossero mortali, non poterono causare molti danni grazie alle importazioni di riso dal Myanmar e degli aiuti umanitari del governo inglese.
Parlando alla CNN, Mishra disse che durante la carestia del 1873-74, il vicegovernatore del Bengala, Richard Temple, salvò molte vite importando e distribuendo cibo. Ma il governo inglese lo criticò ed abbandonò le sue politiche durante la siccità del 1943, portando ad innumerevoli vittime. Che la carestia del Bengala del 1943 fu il risultato della negligenza volontaria del governo inglese era accettato e vi si credette molto in tutta India per molto. Nel 1981, l’economista Amartya Sen, vincitore del premio Nobel, affermò che le forniture avrebbero dovuto essere abbondanti nel 1943 per controllare le vittime della carestia. Il libro di Madhushree Mukherjee del 2011, Churchill’s Secret War: The British Empire and the Ravaging of India during the World War II, osserva che la carestia fu causata da pesanti esportazioni di cibo dall’India. Man mano che la carestia peggiorava, scrive, tra gennaio e luglio 1943 furono esportate dall’India 70000 tonnellate di riso. Nonostante all’epoca il Governo di guerra di Churchill fu avvertito della carestia, scrive Mukerjee, il primo ministro inglese fu riluttante nel dedicare tempo e risorse per risolvere il problema indiano e invece rafforzò le operazioni militari e accumulò scorte in patria. “Una concessione a un Paese una volta sola incoraggia le richieste di tutti gli altri”, commentò Churchill in una nota del 10 marzo 1943, citata nel libro di Mukerjee. “Devono imparare a prendersi cura di se stessi come abbiamo fatto noi. La grave situazione del programma d’importazione del Regno Unito mette in pericolo lo sforzo bellico e non possiamo permetterci di spedire navi solo come gesto di buona volontà”, Nel 2017, il parlamentare del Congresso Shashi Tharoor disse di Churchill: “Questo è un uomo che gli inglesi ci farebbero salutare come apostolo della libertà e della democrazia, quando aveva tanto sangue nelle mani come i peggiori dittatori genocidi del XX secolo”, narrando il caos provocato dall’impero inglese in India nel suo libro Inglorious Empire.
Dall’indipendenza, la popolazione indiana è aumentata di diverse volte, ma la morte per carestia fu messa sotto controllo. “L’espansione dell’irrigazione, migliore sistema di distribuzione pubblica, occupazione rurale e trasporti ridussero l’impatto della siccità sulla vita del popolo dopo l’indipendenza”, secondo lo studio di Mishra. Le rivelazioni di Mishra e dello studio dei suoi colleghi ricercatori è ripreso da molti indiani e altri, come visto su twitter. Un utente mise in dubbio la validità di uno studio che salutava Churchill come crociato dei diritti umani.

Traduzione di Alessandro Lattanzio