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La famiglia Bush e il cartello della droga messicano

Prof. Michel Chossudovsky, Global Research 02 aprile 2020Nel dicembre 2019, Donald Trump si offrì di intervenire in Messico, vale a dire “inseguire i cartelli della droga”. Il presidente messicano rifiutò la generosa offerta di Trump. E poi il presidente Trump confermò che la sua amministrazione considerava la classificazione dei “cartelli della droga” come “terroristi”, come al-Qaida (con l’eccezione che sono “terroristi cattolici”). Da quel momento sarebbero stati designati da Washington come “organizzazioni terroristiche straniere”. Qual è l’intento? Creare una giustificazione per le operazioni (antiterrorismo) degli Stati Uniti contro i Paesi dell’America Latina? Estendere la “Guerra al terrorismo” in America Latina? “Responsabilità di proteggere” (R2P). Inseguire i “narcoterroristi”. E ora, i pubblici ministeri federali statunitensi accusano il Presidente Nicolás Maduro di partecipare (secondo il NYT) “a una cospirazione del narcotraffico, nella forte escalation degli sforzi dell’amministrazione Trump per costringerlo a lasciare l’incarico”. La verità non detta è (che il NYT non lo menziona):
1. al-Qaida e relative organizzazioni terroristiche (incluso SIIL) in Medio Oriente, Africa e Sud-Est asiatico sono creazioni della CIA.
2. la CIA protegge il traffico mondiale di droga da miliardi di dollari, nonché i cartelli della droga messicani e colombiani. Inoltre, si stima che 300 miliardi di dollari (annualmente) di denaro della droga vengano regolarmente riciclati nei casinò degli USA tra cui Las Vegas e Atlantic City… nonché a Macao e Singapore. Indovinate chi sono i proprietari dei casinò più ricchi del mondo.
4. i politici nordamericani e latinoamericani hanno legami col traffico di droga.
Ritorno agli anni ’90: George HW Bush, papà di Bush Junior, strinse stretti legami personali con Carlos Salinas de Gortari (ex-presidente del Messico) e suo padre Raul Salinas Lozano che, secondo il Dallas Morning News (27 febbraio 1997) era “una figura di spicco nel traffico di stupefacenti che coinvolgeva anche suo figlio Raul Salinas de Gortari… intimo amigo di Jeb Bush, (ex-governatore della Florida) e fratello di George W, Bush. La famiglia Bush ha legami con la famiglia bin Ladin e anche con la famiglia Salinas de Gortiari. È rilevante? Il seguente testo fu pubblicato nel maggio 2015 col titolo Jeb Bush, cartello messicano sulla droga e “Mercato Libero”. La famiglia Bush e il crimine organizzato. Documenta inoltre la firma dell’Accordo di libero scambio nordamericano (NAFTA) da parte di un capo di Stato messicano con collegamenti ai Cartelli della droga.
Michel Chossudovsk y, 2 aprile 2020

Jeb Bush è un candidato alla presidenza. [nel 2015]. Ma Jeb non è solo fratello di George W. E figlio di George HW Bush. Jeb Bush aveva anche stretti legami personali con Raul Salinas de Gortari, fratello dell’ex-presidente del Messico Carlos Salinas de Gortari. Negli anni ’90, Raul, il “boss della droga”, secondo il procuratore federale svizzero Carla del Ponte, era una delle figure principali del cartello messicano della droga. Jeb Bush, prima di diventare Governatore del Sunshine State, era un caro amico di Raul Salinas de Gortiari: “Ci furono anche molte speculazioni in Messico sull’esatta natura della stretta amicizia di Raul Salinas col figlio dell’ex-presidente George Bush, Jeb. È noto qui che per molti anni le due famiglie trascorsero le vacanze insieme: i Salinas nella casa di Jeb Bush a Miami, i Bush nel ranch di Raul, Las Mendocinas, sotto il vulcano di Puebla. Ci sono molti in Messico che credono che la relazione divenne un canale occulto per delicati e cruciali negoziati tra i due governi, che portano alla sponsorizzazione del NAFTA da parte del presidente Bush”, (Importante intellettuale ed ex-ministro degli Esteri del Messico, Jorge G. Castanheda, The Los Angeles Times. E Houston Chronicle, 9 marzo 1995).
Il rapporto personale tra le famiglie Bush e Salinas era di dominio pubblico. L’ex-presidente George HW Bush aveva stretto stretti legami personali con Carlos Salinas e suo padre, Raul Salinas Lozano. Raul Salinas Lozano era il patriarca, padre di Carlos e Raul Junior. Secondo l’ex segretario privato di Raul Salinas Lozano (dichiarazione alle autorità statunitensi): “… Il signor Salinas Lozano fu una figura di spicco nel traffico di stupefacenti che coinvolse il figlio, Raul Salinas de Gortari, suo genero Jose Francisco Ruiz Massieu, n. 2 del Partito Rivoluzionario Istituzionale o PRI e altri importanti politici, secondo i documenti. Ruiz Massieu fu assassinato nel 1994″. (Dallas Morning News, 26 febbraio 1997).
L’ex-presidente George HW Bush e Raul Salinas Lozano erano “intimi amigos”. Secondo l’ex-funzionario della DEA Michael Levine, il cartello messicano della droga era un “affare di famiglia”. Carlos e Raul ne erano membri di spicco, e questo era noto all’allora procuratore generale nordamericano Edward Meese nel 1987, un anno prima della nomina di Carlos Salinas a presidente del Paese. Quando Carlos Salinas divnne presidente, l’apparato dello Stato messicano fu criminalizzato nella posizioni chiave del governo occupate dai membri del cartello. Il ministro del Commercio incaricato dei negoziati commerciali che portarono alla firma del NAFTA era Raul Salinas Lozano, padre di Raul Junior e boss della droga e di Carlos, il presidente. Ed è proprio durante questo periodo che il governo di Salinas avviò un vasto programma di privatizzazioni su consulenza dell’FMI. Il programma di privatizzazione divenne un’operazione di riciclaggio di svariati miliardi di dollari. I narco-dollari furono incanalati verso l’acquisizione di proprietà statali e servizi pubblici. Richard Barnet dell’Institute for Policy Studies, testimoniò al Congresso degli Stati Uniti (14 aprile 1994) che, “Miliardi di dollari in beni statali finirono a sostenitori e compari” (Dallas Morning News, 11 agosto 1994). Questi includevano la vendita di Telefonos de Mexico, del valore di 3,9 miliardi e acquistata da un cliente di Salinas per 400 milioni. (Ibid). Raul Salinas era alla base del programma di privatizzazione. Era conosciuto come “El Señor 10 por Ciento” “per la fetta di denaro che presumibilmente chiedeva in cambio dell’aiuto ai conoscenti nell’acquisizione di società, concessioni e contratti [nell’ambito del programma di privatizzazione sponsorizzato dal FMI]” (The News, InfoLatina, .Mexico, 10 ottobre 1997).

L’Accordo di libero scambio nordamericano (NAFTA)
Raul Salinas de Gortari è il fratello dell’ex-presidente Carlos Salinas de Gortiari, che firmò l’accordo di libero scambio nordamericano (NAFTA) nel dicembre 1992 insieme al presidente nordamericano George HW Bush e al primo ministro canadese Brian Mulroney. Con amara ironia, fu solo dopo tale evento storico che furono rivelati i legami della famiglia di Carlos Salinas col traffico di droga attraverso suo fratello Raul. L’amministrazione senior di George HW Bush era pienamente consapevole dei legami della presidenza di Salinas col crimine organizzato. L’opinione pubblica negli Stati Uniti e in Canada non ne fu mai informata per non compromettere la firma del NAFTA: “Altri ex-funzionari affermano di essere stati costretti a mantenere il silenzio perché Washington era ossessionata dall’approvazione del NAFTA”. “L’intelligence sulla corruzione, in particolare dei trafficanti di droga, c’era sempre stata”, dichiarò Phil Jordan, che diresse l’ufficio della DEA di Dallas dal 1984 al 1994. Ma “eravamo sotto le istruzioni di non dire nulla di negativo sul Messico. Era un non detto che il NAFTA era una partita politicamente accesa”. (Dallas Morning News, 26 febbraio 1997)
In altre parole, al momento della firma dell’accordo NAFTA, sia Bush Senior che Mulroney erano consapevoli che uno dei firmatari della NAFTA, vale a dire il presidente Salinas de Gortiari, aveva legami col cartello messicano della droga. Nel 1995 a seguito dello scandalo e arresto del fratello Raul per omicidio, Carlos Salinas lasciò il Messico per stabilirsi a Dublino. I suoi presunti legami col cartello della droga non gli impedirono di essere nominato nel consiglio di amministrazione della Dow Jones Company di Wall Street, posizione che mantenne fino al 1997: “Salinas, che lasciò il Messico nel marzo 1995 dopo che suo fratello Raul, accusato dell’omicidio di un oppositore politico, fece parte del consiglio di amministrazione della società per due anni. Lo scorso anno fu interrogato a Dublino da un procuratore messicano che indagava sull’omicidio nel marzo 1994 di Luis Donaldo Colosio, che voleva succedere a Salinas come presidente. Un portavoce del Dow Jones negò che Salinas fosse stato costretto a non partecipare alle elezioni per il nuovo consiglio, che si svolse durante l’incontro annuale della società il 16 aprile… Salinas, che negoziò l’ingresso del Messico nell’accordo di libero scambio con gli Stati Uniti e Canada, fu nominato nel consiglio di amministrazione per la sua esperienza internazionale. Non fu disponibile a un commento da Dublino”. (Sunday Times, Londra, 30 marzo 1997).
Washington costantemente negò il coinvolgimento di Carlos Salinas. “Era suo fratello Raul”, Carlos Salinas “non lo sapeva”, i media nordamericani continuarono a sostenere Salinas come statista modello, architetto del libero commercio nelle Americhe e amico della famiglia Bush. Nell’ottobre 1998, il governo svizzero confermò che il fratello dell’ex-presidente messicano aveva depositato circa 100 milioni di narcodollari nelle banche svizzere: “Loro [autorità svizzere] confiscano i soldi, che credono fossero parte di un importo molto più grande pagato a Raul Salinas dai cartelli della droga messicani e colombiani durante il mandato di suo fratello terminato nel 1994. Gli avvocati di Salinas sostennero che era legalmente a capo di un fondo di investimento di affaristi messicani, ma il pubblico ministero federale svizzero, Carla del Ponte, descriveva i rapporti d’affari di Salinas come insensati, incomprensibili e contrari al normale uso commerciale. (Rapporto della BBC).
Alcuni mesi dopo, nel gennaio 1999, dopo un processo di quattro anni, Raúl Salinas de Gortari fu condannato per aver ordinato l’omicidio del cognato, Jose Francisco Ruiz Massieu: “Dopo che [Carlos] Salinas lasciò l’incarico nel 1994, la famiglia Salinas cadde in disgrazia in un turbinio di corruzione legata a droga e crimini. Raúl fu incarcerato e condannato con l’accusa di riciclaggio di denaro sporco e assassinio del cognato; dopo aver trascorso 10 anni in prigione, Raúl fu assolto da entrambi le accise…” Con lo scandalo che si dipanava, l’amicizia di Jeb con Raúl non passò inosservata. Jeb non negò mai l’amicizia con Raúl, che [ora] mantiene un profilo basso in Messico. Kristy Campbell, portavoce di Bush, non rispose a una richiesta di commento. La morte della famiglia Salinas colse di sorpresa i Bush. “Fui molto deluso dalle accuse su lui e la sua famiglia. Non ho mai avuto il minimo accenno secondo cui il presidente Salinas fosse tutt’altro che onesto”, mi disse l’anziano Bush nell’intervista del 1997”. (Dolia Estevez, Mexican Connections di Jeb Bush, Forbes, 7 aprile 2015). “La morte della famiglia Salinas ha colto di sorpresa i Bush”? (Forbes, aprile 2015). I Bush sapevano chi erano da sempre. L’ex-funzionario della DEA Michael Levine confermò che il ruolo di Carlos Salinas nel cartello messicano della droga era noto ai funzionari statunitensi. Il presidente degli Stati Uniti George HW Bush fu regolarmente informato dai funzionari di dipartimento della Giustizia, CIA e DEA.

Jeb Bush, che ora [2015] è candidato alla Casa Bianca per i repubblicani, sapeva dei legami di Raul col cartello della droga?
La famiglia Bush era in qualche modo implicata? Queste sono domande che vanno affrontate e discusse dal pubblico nordamericano nel Paese prima delle elezioni presidenziali del 2016. Secondo Andres Openheimer sul Miami Herald (17 febbraio 1997): “Testimoni affermano che l’ex-presidente messicano Carlos Salinas de Gortari, suo fratello detenuto Raul e altri membri dell’élite al potere del Paese incontrarono il signore della droga Juan Garcia Abrego in un ranch della famiglia Salinas; Jeb Bush ammise di aver incontrato Raul Salinas diverse volte, ma che non fece mai affari con lui”. Le autorità statunitensi attesero fin quando Carlos Salinas terminò il mandato presidenziale per arrestare il signore della droga messicano Juan Garcia Abrego, stretto collaboratore del fratello del presidente Raul. A sua volta, Raul Salinas fu un “intimo amigo” di Jeb Bush: “Juan Garcia Abrego, latitante ricercato dell’FBI, volò a Houston, in seguito all’arresto da parte della polizia messicana… Garcia Abrego, rinomato capo del secondo cartello di droga più potente del Messico, eluse le autorità al confine per anni. L’arresto è un’enorme vittoria dei governi nordamericano e messicano. (CNN , 16 gennaio 2015) Ma c’è di più di quanto sembri: mentre Bush e Salinas avevano solidi legami, Wall Street fu coinvolta nel riciclaggio di denaro: “Un funzionario nordamericano dichiarò che il dipartimento di Giustizia fece notevoli progressi nelle indagini sul riciclaggio di denaro contro Raul Salinas de Gortari e identificò diverse persone che possono testimoniare che il fratello ricevette denaro per la protezione di un importante cartello della droga. Se gli Stati Uniti accusassero Salinas, si avrebbero implicazioni coll’indagine del dipartimento della Giustizia su un possibile riciclaggio di denaro da parte di Citibank, in cui Salinas aveva alcuni conti. Citibank, un’unità di Citicorp, negò qualsiasi illecito. (WSW, 23 aprile 2015). Il coinvolgimento di Citbank nell’operazione di riciclaggio di denaro è documentato da una relazione del Senato sulla relazione degli affari governativi (Ufficio contabile generale degli Stati Uniti, “Private Banking: Raul Salinas, Citibank e Presunto riciclaggio di denaro”. Washington, 1998).

Fine dei giochi
Raul Salinas de Gortiari fu liberato nel 2005. Tutte le accuse furono ritirate. La questione che coinvolge Bush e Salinas fu in gran parte dimenticata. Nel frattempo, la storia politica nordamericana fu riscritta… Per non parlare dell’Accordo di libero scambio del 1992 (NAFTA), che fu firmato da un capo di Stato con legami con la criminalità organizzata. Questo ne fa un accordo illegale? La legittimità del NAFTA non fu oggetto di una procedura giudiziaria di indagine giudiziaria. Il “NAFTA illegale” pone le basi degli “accordi” TPP e TTIP in negoziati a porte chiuse. Va tutto bene nella Repubblica nordamericana. Almeno fino alle elezioni presidenziali del 2016.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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