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Una svolta nella nostra storia

Venjamin Popov, New Eastern Outlook, 02.04.2020

In questo momento in cui la lotta all’epidemia di coronavirus sta appena iniziando a diffondersi nel mondo, è probabilmente troppo presto per giungere a conclusioni definitive. Tuttavia, una cosa possiamo dirla in questo momento, che questa crisi sostanzialmente cambia il volto del nostro pianeta. Per affermare l’ovvio, una volta superata questa epidemia (e la supereremo!), l’equilibrio di potere sulla Terra sarà cambiato. Nel frattempo, viene lanciata la guerra di propaganda. Il presidente Trump parlava di “virus cinese”, mentre il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Lijian Zhao twittava che “forse [l’esercito] nordamericano ha portato l’epidemia a Wuhan”. A metà marzo, il Washington Post osservò che le teorie anti-americane guadagnavano così tanto slancio in Cina che le affermazioni sul coronavirus originato dagli Stati Uniti non venivano censurate. In una certa misura, queste accuse fanno eco alla solita guerra dell’informazione.
In questa fase, è già possibile trarre tre conclusioni chiare senza ombra di dubbio:
1. Come osservato correttamente dal New York Times qualche giorno fa, gli sforzi compiuti in occidente per combattere il coronavirus falliscono. In effetti, secondo uno scienziato politico europeo, l’attuale crisi ha rivelato il fallimento morale della civiltà occidentale, perché ha fallito la prova dell'”umanità”. Cina, Corea del Sud e altri Paesi dell’Asia orientale, per non parlare della Russia, sono tutti riusciti a fare un lavoro migliore nel contenere il virus dei Paesi occidentali. Il 20 marzo, il bilancio delle vittime in Italia per polmonite causata dal nuovo coronavirus superava quello della Cina. Va notato che un gruppo di medici cinesi arrivati in Italia criticava le misure adottate dalle autorità italiane per contenere l’epidemia: un funzionario della Croce Rossa cinese affermò che le misure di quarantena dell’Italia non erano abbastanza rigide. Piuttosto diceva che Cina e Russia furono le prime a offrire agli italiani un aiuto sostanziale, non Unione Europea o NATO. Tutto ciò fa capire che la civiltà occidentale non è adatta a superare una crisi, ha fallito il test, mentre l’Asia sa mobilitare una risposta efficace e ha vinto questa sfida senza precedenti. L’ascesa dell’Asia era già visibile prima dell’epidemia del coronavirus. Ad esempio, città come Shanghai, Singapore, Tokyo e Mosca (capitale eurasiatica) battono le città nordamericane ed europee occidentali per pulizia, ordine e organizzazione. La pandemia è servita solo ad accentuare queste differenze.
2. Gli eventi verificatisi nella lotta per contenere il coronavirus segnalano la fine della cosiddetta solidarietà transatlantica ed europea. L’occidente non sarà più unito. Gli europei non perdoneranno le misure unilaterali adottate da Trump senza riguardo per gli interessi dell’UE. Non dimenticheranno che il presidente degli Stati Uniti sospese i voli per le capitali europee senza consultare gli alleati dell’UE. Dopo la Brexit, il futuro dell’Unione europea sarà incerto. La sorprendente realtà contraddice il concetto di “solidarietà europea”: le autorità ceche sequestrarono maschere cinesi destinate agli ospedali italiani e l’Inghilterra cercò di sequestrare forniture mediche inviate in Francia. Tali eventi sono davvero significativi e non offrono molte speranze che gli Stati membri dell’UE possano raggiungere un qualche consenso.
3. È ormai chiaro che i Paesi devono ripensare l’approccio alle crisi cruciali nel far fronte a nuove pandemie. Il 24 marzo il Ministero degli Esteri russo esortò tutte le parti del conflitto armato regionale a fermare immediatamente le ostilità e garantire un cessate il fuoco. Altrimenti, non si poteva fermare la diffusione dell’epidemia del coronavirus COVID-19. L’urgenza della situazione in cui ci troviamo oggi richiede una vera cooperazione per salvare vite umane su questo nostro pianeta.

Venjamin Popov, direttore del Center for Partnership of Civilizations presso MGIMO (Istituto statale di relazioni internazionali di Mosca) del Ministero degli Esteri russo, ambasciatore straordinario e plenipotenziario, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio