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Gli USA spacciano cospirazionismo contro la Cina per nascondere i fallimenti di Trump

Ajit Singh, The Gray Zone, 1 aprile 2020

Una storia ampiamente diffusa e assai dubbia che afferma che la Cina nascondeva decine di migliaia di morti è nata da un media di propaganda del governo degli Stati Uniti e da un veterano di un culto anti-cinese di destra.
Poiché gli Stati Uniti soffrono il peggior focolaio di coronavirus al mondo, il presidente Donald Trump insisteva sul fatto che se la sua amministrazione riusciva a mantenere il bilancio delle vittime a 100000, facendo un “ottimo lavoro”. Per deviare dagli insensati fallimenti ed inganni che hanno permesso alla pandemia di diffondersi profondamente nella popolazione degli Stati Uniti, la Casa Bianca lanciava una campagna di PR che accusa la Cina. Al centro della narrazione di Washington c’è l’accusa che Pechino abbia orchestrato l'”insabbiamento” responsabile della disastrosa situazione negli Stati Uniti. Avendo demonizzato con zelo la Cina mentre combatteva la peggiore crisi del coronavirus, i media statunitensi s’impegnano ad indirizzare l’indignazione nordamericana sull’uomo nero straniero. Anche se sostiene che la risposta nordamericana al coronavirus sia stata “minata” dalla “disinformazione” cinese e russa , la stampa nordamericana infatti promuove oscene teorie della cospirazione che affermano che il bilancio delle vittime del coronavirus cinese è superiore al conteggio ufficiale per decine di migliaia.

Teoria della cospirazione diffusa dalla rete propagandistica del governo degli Stati Uniti, Radio Free Asia
L’affermazione su decine di migliaia di morti nascoste sembra sia stata segnalata per la prima volta da Radio Free Asia (RFA), agenzia del governo degli Stati Uniti creata durante la Guerra Fredda nell’ambito della “Rete di propaganda mondiale costruita dalla CIA”, secondo il New York Times. RFA è gestito dal Broadcasting Board of Governors (BBG), agenzia federale del governo degli Stati Uniti sotto la supervisione del dipartimento di Stato. Descrivendo il suo lavoro come “vitale per gli interessi nazionali degli Stati Uniti”, lo standard della trasmissione principale del BBG deve essere “coerente cogli obiettivi generali della politica estera degli Stati Uniti”. In un articolo pubblicato il 27 marzo, RFA affermava che la morte in Cina legata al coronavirus è molto più alta di quella ufficiale, accusando i funzionari del governo di aver perpetrato un insabbiamento. Non sorprende che la soglia probatoria del RFA sulle pretese straordinarie sulla Cina sia estremamente bassa. RFA si affida alla “matematica di base” di “certi post sui social media” per concludere che “le stime mostrano 42000-46800 persone morte per COVID-19 a Wuhan, l’epicentro dell’epidemia di coronavirus in Cina. Tali numeri superano di gran lunga il totale dei decessi ufficiali di 2548 a Wuhan e 3312 nell’intero Paese. Ciò sarebbe simile a quello dei media statali cinesi che si richiamano agli Stati Uniti sulla base di post anonimi trovati negli oscuri recessi di twitter. Stranamente, alcun post sui social media citati da RFA appariva nell’articolo. Le “stime” di RFA si basano su morbose speculazioni sulla capacità di cremazione delle pompe funebri di Wuhan. RFA cita una storia del media Caixin sulle onoranze funebri che i residenti di Wuhan svolsero durante la crisi. Il 26 marzo, Caixin riferì che 5000 urne erano arrivate in un obitorio a Wuhan per due giorni. Questo fu trattato come una prova nefasta dell’inganno del governo cinese solo perché supera il totale delle morti ufficiali a Wuhan. RFA ignora completamente il fatto che i residenti siano morti anche per altre cause durante la pandemia, così come l’arretrato di funerali e cremazioni causato dal blocco di diversi mesi della città. Nel 2019, circa 56000 cremazioni ebbero luogo a Wuhan, secondo le statistiche ufficiali della città. Ciò significa che circa 4600 residenti morivano al mese, una cifra probabilmente più alta durante i mesi invernali e cil sistema sanitario di Wuhan sopraffatto dal virus. Con Wuhan sbloccata dal 23 gennaio, ci si sarebbe dovuto aspettare un sostanziale aumento dell’uso di pompe funebri e crematori. Non preoccupati dalla scarsità di prove concrete accampate da RFA, o dalla sua metodologia chiaramente scadente, i media aziendali statunitensi assieme ai senatori repubblicani di estrema destra e neoconservatori Ted Cruz e Tom Cotton, amplificarono le pretese incendiarie sy sbocco del governo degli Stati Uniti. I media che spacciarono acriticamente la storia includevano Bloomberg, TIME, VICE, Yahoo! Notizie , Newsweek e Fox News. Washington sfruttava la teoria della cospirazione per potenziare gli sforzi volti a distogliere l’attenzione dalla sua pessima gestione dell’epidemia di coronavirus. Poco dopo tali resoconti dei media, le agenzie d’intelligence statunitensi dichiararono di aver “concluso” che “i numeri della Cina falsificano” le infezioni da coronavirus e le morti. Questi risultati si basavano su un “rapporto segreto” preparato per la Casa Bianca, i cui contenuti l’intelligence si rifiutava di rivelare.

Il culto Falun Gong di estrema destra dietro le affermazioni sulla cremazione
Sebbene la RFA non abbia rivelato la fonte delle sue affermazioni, sembrano provenire dal culto anti-governativo cinese di estrema destra Falun Gong. Nel rapporto di VICE sulla storia delle “urne”, cita un tweet della veterana del culto Jennifer Zeng, in cui fa affermazioni bizzarre sull’infezione da coronavirus cinese e sul totale dei morti. È importante notare che il tweet di Zeng, del 26 marzo, fu pubblicato un giorno prima dell’articolo iniziale di RFA. Zeng è una vecchia membro del culto di estrema destra Falun Gong, unitasia al gruppo nel 1997. Come riportato da Ryan McCarthy per The Grayzone, i seguaci di Falun Gong credono che “Trump sia stato inviato dal cielo per distruggere il Partito Comunista”. Il gruppo ritiene inoltre che la scienza moderna sia stata inventata dagli alieni come piano per assumere il controllo dei corpi umani; che femminismo, ambientalismo e omosessualità fanno parte del piano di Satana di trasformarci in comunisti; e che la mescolanza di razze abbatte la nostra connessione cogli dei. Dal 2001, Zeng fu reporter della propaganda del Falun Gong e della rete di media ardentemente pro-Trump The Epoch Times. Una denuncia di NBC News nell’agosto 2019 rilevò che l’organizzazione spese oltre 1,5 milioni di dollari per circa 1.000 pubblicità pro-Trump in sei mesi, “più di qualsiasi altra organizzazione al di fuori della campagna Trump e più di quanto la maggior parte dei candidati alla presidenza democratica spese per la propria campagna”. Zeng aderì alle forze di estrema destra nordamericane lavorando per contrastare i crescenti movimenti progressisti e socialisti negli Stati Uniti. A un raduno di “Stop Socialism, Choose Freedom” organizzato dal Tea Party Patriots a Washington DC nel settembre 2019, Zeng pronunciò la tirata “Sono fuggita dal Socialismo Cinese. Non voglio vivere di nuovo sotto il socialismo negli Stati Uniti”. Zeng dichiarò alla folla. “Ma qui negli Stati Uniti, inizio a pensare che mi abbia seguito”. Zeng scriveva che i cinesi vedono Trump come il loro “nonno potente” e sperano che “metta fine al Partito Comunista Cinese” come fece l’ex-presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan “sbarazzatosi del Partito Comunista in Unione Sovietica”. Desiderando che la Cina ritorni uno Stato dominato dall’occidente, Zeng sostiene che gli Stati Uniti “regolino il comportamento della Cina […] con lo standard americano, le regole americane e le norme americane, che sono ovviamente anche universali norme del mondo libero”.

La comunità medica e scientifica internazionale sfida la propaganda anti-cinese della dirigenza nordamericana
Le recenti accuse secondo cui la Cina nasconde il totale di morti correlati al coronavirus è solo l’ultimo esempio della denigrazione dai media aziendali della risposta cinese al virus, come documentato da Alan MacLeod per Correttezza e Precisione nei Media e la ricercatrice indipendente Amanda Yu Mei-Na. In netto contrasto con le denunce della dirigenza nordamericana, i leader dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) lodavano gli sforzi della Cina nel combattere la pandemia di coronavirus e suggerito che il mondo seguisse la sua guida. “Di fronte a un virus sconosciuto, la Cina lanciava forse lo sforzo contro la malattia più ambizioso, agile e aggressivo della storia”, si legge nel rapporto della missione dell’OMS di 25 esperti medici internazionali andati in Cina per indagare sul COVID-19 nel febbraio 2019. “L’approccio coraggioso della Cina per contenere la rapida diffusione di tale nuovo patogeno respiratorio ha cambiato il corso di un’epidemia in rapida ascesa e mortale”. “Se subisco il COVID, andrò in Cina”, dichiarò il dottor Bruce Aylward, vicedirettore generale dell’OMS e capo della missione COVID-19 dell’agenzia. “Sanno come mantenere le persone in vita”. “Quello che ho visto è stato un tremendo senso di responsabilità e di dovere, per proteggere le famiglie, le comunità e persino il mondo da tale malattia”, rifletteva Aylward. “Sono partito con un profondo senso di ammirazione per il popolo di Wuhan e la società cinese in generale”. L’OMS categoricamente respinse le accuse secondo cui la Cina era responsabile della diffusione globale del COVID-19. Secondo il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, “le azioni [della Cina] hanno effettivamente contribuito a impedire la diffusione del coronavirus in altri Paesi”. “Dichiaro un’emergenza di salute pubblica di preoccupazione internazionale per lo scoppio globale del coronavirus, non a causa di ciò che accade in Cina, ma a causa di ciò che accade in altri Paesi”, aveva detto Tedros , come è noto. “In molti modi, la Cina in realtà definisce un nuovo standard nella risposta alle epidemie”. Il dottor Michael Ryan, direttore esecutivo del Programma per le emergenze sanitarie dell’OMS, fece eco a questi sentimenti , dicendo che l’agenzia “non ha mai visto scala, impegno della risposta epidemica a questo livello” e che la Cina “prendeva misure straordinarie di fronte a una sfida straordinaria”. Tragicamente, i media corporativi di Washington e Stati Uniti sembrano più decisi a scaricare la colpa della loro risposta completamente inadeguata che a proteggere i nordamericani dalla pandemia. Con le loro pretese belluine e sempre più accese sulla risposta della Cina, gettano le basi per un’altra crisi globale. Come recentemente riferito da due funzionari dell’amministrazione Trump a un giornalista, “Trump è furioso [con la Cina] e vuole agire”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Una risposta a “Gli USA spacciano cospirazionismo contro la Cina per nascondere i fallimenti di Trump”

  1. Ci sono degli idioti che stanno spacciando la favola delle connessioni telefoniche mancanti. Questi non si rendono conto di cosa sono 40000 persone morte da gestire e quante migliaia di camion servono per trasportarle. Si vedrebbero facilmente dal satellite simili movimenti e schieramenti di mezzi sempre ammesso che la cina li possieda. Dopo pinocchio, biancaneve e i 7 nani, Cenerentola ci mancava solo le “utenze cinesi smarrite” come favola.
    Si occupino invece dei problemi seri. A breve NY dovrà essere controllata con l’esercito ed essendo milioni di abitanti serviranno centinaia di migliaia di soldati e una logistica da paura.

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