Crea sito

Il Pentagono conferma oltre 1000 casi COVID-19 tra i militari, e ordina il silenzio

Mideast Discourse 31 marzo 2020

Il dipartimento della Difesa (DoD) annunciava un tragico traguardo: il numero totale di casi COVID-19 tra i militari USA, mercenari, dipendenti civile e familiari delle truppe superava i 1000. “Il totale dei casi del DoD (attuali, recuperati e morti) è 1087”, secondo la scheda informativa del doD pubblicata il 30 marzo. I numeri erano i seguenti:
569 casi militari
220 casi civili
190 casi dipendenti
4164 casi dei contractor
Il Pentagono dichiarava che 569 militari erano infettati, tra questi 26 ricoverati e 34 ripresisi. Il resto del totale coinvolge contractor che lavorano nelle basi militari e/o al Pentagono, nonché dipendenti. Questo numero aumentava in modo significativo rispetto al numero totale del DoD del 27 marzo, di 600. Ma sembra che ci diriga rapidamente verso il blocco totale dei rapporti sui casi dal DoD, e in particolare da dove provengano e in quali settori dei servizi armati statunitensi. Come riporta Stars&Stripes: “Il dipartimento della Difesa ordinava ai comandanti di tutte le installazioni nel mondo di smettere di annunciare pubblicamente nuovi casi di coronavirus tra i militari, mentre il Pentagono diceva che più di 1000 persone collegate agli Stati Uniti erano malate dal virus”. L’ordine emesso dal segretario alla Difesa Mark Esper aveva lo scopo di proteggere la sicurezza operativa delle installazioni globali del dipartimento della Difesa, dichiarava Jonathan Hoffman, portavoce capo del Pentagono, secondo cui i capi del dipartimento della Difesa temono che gli avversari possano sfruttare tali informazioni, soprattutto se i dati mostrano che il virus aveva impatto sulle forze nucleari statunitensi o altre unità critiche. Ciò costituiva l’ammissione più chiara finora in tutta la crisi che la pandemia di coronavirus è una grave minaccia a difesa e sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
Attualmente almeno due portaerei combattono il virus, entrambe nell’Oceano Pacifico e probabilmente vedono la prontezza operativa profondamente compromessa mentre i comandanti cercano di contenerne la diffusione, coll’USS Theodore Roosevelt già dirottata a Guam giorni fa.

Aereo russo atterra con materiale medico all’aeroportodi New York
Internationalist 360°, 1 aprile 2020

Gli Stati Uniti sono attualmente la nazione più colpita dal nuovo coronavirus (COVID-19), in cima al conteggio delle infezioni globali con oltre 206200 casi registrati, secondo la Johns Hopkins University. Un aereo Antonov An-124 russo che trasportava attrezzature mediche per combattere l’epidemia COVID-19 atterrava all’aeroporto JFK di New York alle 20:06, dichiarava la Missione russa presso le Nazioni Unite. “A seguito dei colloqui telefonici tra i Presidenti Putin e Trump, la Russia invia il più grande aereo cargo An-124 Ruslan ?? con forniture mediche (maschere e attrezzature) negli USA, per combattere la pandemia di COVID19 e salvare vite di cittadini nordamericani”. AMF Russia, 1 aprile 2020
Il viceinviato della Russia presso l’ONU Dmitrij Poljanskij commentava che il Paese potrebbe inviare altre forniture mediche negli Stati Uniti. In precedenza, un alto funzionario dell’amministrazione statunitense affermò che gli Stati Uniti si aspettavano che la Russia fornisse un piano di approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale e forniture mediche dopo lo scoppio del coronavirus nel Paese.
Il numero totale di casi COVID-19 negli Stati Uniti raggiungeva i 206207, il bilancio delle vittime saliva a 4542, secondo la Johns Hopkins University. Il governo degli Stati Uniti prevede che queste cifre aumenteranno.

Traduzione di Alessandro Lattanzio