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Questa potrebbe essere l’implosione finale del capitalismo statunitense

Rainer Shea 29 marzo 2020

Il sistema in cui viviamo è tossicodipendente. È perpetuamente fissato a trarre la prossima ondata di profitti, mantenere l’assunzione di attività finanziarie che lo mantengono a galla. Se appare un ostacolo, troverà modo per mantenere il flusso di capitale sacrificando il benessere di chi non appartiene alla classe sfruttatrice. Ora che il Covid-19 rappresenta un ostacolo costringendo decine di milioni di nordamericani a perdere il lavoro, l’unica soluzione del sistema è sottrarre grandi quantità di ricchezza ai ricchi, costringendo i poveri e i lavoratori a sacrificare salute e risorse. Per fondi di soccorso che il governo dovrà inevitabilmente pagare per mantenere l’economia semi-stabile, repubblicani e democratici cercano di capire come dare la minima quantità di denaro ai poveri. Tutte le persone a basso reddito che lottano per pagare l’affitto, le bollette e altre spese riceveranno solo 1200 dollari e il denaro probabilmente non arriverà che tra due mesi. Durante questo periodo, si stima che il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti salirà a circa il 30% e un reddito costante sarà ancor più difficile da trovare per molti di che possono ancora lavorare. Questo perché la nostra crisi economica non è solo il risultato di una quarantena. La quarantena era uno dei catalizzatori che ha scatenato una bolla finanziaria enorme e prevedibile da tempo. Il mercato immobiliare gravato dal debito ne fa parte, il sistema bancario insostenibile ne fa parte e il mercato azionario gonfiato ne fa parte. Nei prossimi mesi e anni, s’intensificherà la più grande recessione dalla Grande Depressione, molto peggio del crollo del 2008.
I previsti soccorsi economici non ci daranno nulla. Ci aspettiamo ancora in modo netto di pagare l’affitto e di dare soldi ai capitalisti in tutti gli altri modi che l’economia privatizzata degli USA pretende. Se uno di noi prende il Covid-19 o ha qualsiasi altra emergenza medica, dovremo comunque pagare migliaia di dollari alle compagnie assicurative. Per oltre quarant’anni, la classe dirigente capitalista ha trasformato il neoliberismo nel modello economico dominante del mondo, perché il neoliberismo li ha resi sempre più ricchi. Non rinunceranno a tale modello adesso, nemmeno in questo momento di crisi. Quindi possono solo far ridistribuire ancora di più la nostra ricchezza verso l’alto. Dato che i superricchi hanno perso centinaia di miliardi di dollari e che il Paese ha perso 500 miliardi, la Federal Reserve salvava nuovamente Wall Street. Tale salvataggio iniziò lo scorso autunno, molto prima del virus, quindi è chiaro che l’oligarchia previde l’attuale disfacimento finanziario l’anno scorso e cerca di compensare le perdite. Gloldman Sachs ritiene che il PIL degli Stati Uniti potrebbe contrarsi del 24% entro il prossimo trimestre, il che significa che i dirigenti e le grandi banche otterranno trilioni di dollari da infusioni finanziarie nei prossimi mesi e anni. La FED potrebbe gestire facilmente ciò per l’innata capacità dei governi di creare proprio denaro fiat, ma come può essere tradotto in valore materiale? Come indicò Karl Marx, il valore deriva dal lavoro. E senza una forza lavoro correttamente funzionante, la classe capitalista continuerà a perdere la propria leva economica. Per quanto odino la teoria del valore del lavoro di Marx, i capitalisti ora devono aderire alle sue regole per proteggere i propri interessi. Ciò significa che per Donald Trump, Fox News, molti politici repubblicani e capitalisti che li sostengono, c’è motivo di respingere l’entità della minaccia dal virus. Anche se ora gli Stati Uniti sono il Paese in cui il virus è maggiormente diffuso, Trump è deciso a riaprire tutte le attività commerciali del Paese entro Pasqua. La migliore argomentazione che Trump e il suo campo trovando per tale idea è che il danno causato dall’aumento dei casi di virus in questo scenario di riapertura, è superato dalle sofferenze che i nordamericani subiranno se l’economia rimarrà chiusa. Sebbene tale argomento sia probabilmente errato ed insensibile, riconosce la natura del sistema economico neoliberista ipercapitalista nordamericano. A differenza della Cina, che ha un’assistenza sanitaria universale, una forte rete di sicurezza sociale e una forza di polizia che porta generi alimentari nelle quarantene, gli Stati Uniti sono un Paese del Terzo mondo per i non abbienti. Le nuove masse disoccupate non hanno praticamente alcun supporto a cui rivolgersi. Quindi, qualunque siano le aziende che Trump riaprirà nelle prossime settimane, ci saranno senza dubbio molto che ignoreranno l’intensificarsi dei rischi per la salute e ricominciano a lavorare. Persone moriranno per la decisione di Trump, ma alla fine Trump e il suo campo non se ne cureranno, e probabilmente la maggior parte dei lavoratori sarà d’accordo. Ecco come il nostro sistema di tossicodipendenti evita i cambiamenti. Ed è per questo che, a meno che un forte Stato sociale non si abbia negli Stati Uniti e negli altri Paesi neoliberisti colpiti dal collasso economico, il capitalismo globale continuerà l’attuale via al consumo rapido. Ora che il fondo è caduto, il fondo di una forza lavoro in grado di sostenere la crescita economica, ci sarà una contrazione che continuerà per molto.
La contrazione economica nordamericana senza dubbio non si fermerà dopo il prossimo trimestre. Potrebbe procedere per diversi anni, come accaduto negli anni successivi allo schianto del 1929. A quel punto, il dollaro USA probabilmente sarà ridotto ancor molto più di quanto non lo sia stato negli ultimi due decenni, potenzialmente a causa del passaggio europeo verso un’altra valuta. Ciò è sempre più probabile quando l’enorme assistenza medica su Covid-19 della Cina conquista altri Paesi e l’Iniziativa della Nuova Via della Seta cinese continua a crescere; solo questa settimana l’Italia aderiva alla Nuova Via della Seta sfidando i suoi alleati. Indipendentemente dal fatto che il movimento mondiale di abbandono del dollaro ne causerà effettivamente il crollo, l’influenza economica degli Stati Uniti continuerà a diminuire mentre quella della Cina continua a salire. Questo è ciò che distruggerà le attività della classe capitalista nordamericana, indipendentemente da quanto provino ad arraffare la ricchezza della classe operaia nord americana. Il capitalismo statunitense dipende dalla continuazione dell’egemonia imperialista USA/NATO, e il movimento della Cina verso il dominio economico e militare globale accelera questa dinamica del potere mondiale verso la fine. Il sostegno finanziario della Cina a molti Paesi che hanno subito il neocolonialismo, così come gli effetti anticolonialisti dell’Iniziativa Nuova Via della Seta, aiutano a spostare la leva economica verso i Paesi che l’occidente dominò per così tanto tempo. Nel prossimo decennio, la corporatocrazia degli Stati Uniti non potrà più estrarre abbastanza profitti dal Terzo mondo per mantenere la vecchia dimensione dell’economia nordamericana. Insieme ai costi del continuo collasso del clima, ciò renderà l’economia degli Stati Uniti incapace di riprendersi dal grande crollo dei primi anni 2020. O almeno non potrà recuperare fin quando rimarrà capitalista; la storia mostra che i Paesi socialisti possono migliorare il tenore di vita del popolo evitando recessioni catastrofiche. Ciò significa che nei prossimi anni, molti più poveri e lavoratori nordamericana potranno abbracciare la causa della rivoluzione socialista, l’unica cosa che può salvarli.
Questo scenario del crollo economico ed irreversibile declino imperiale è la catena di eventi che può portare alla sostituzione del capitalismo col socialismo in un cruciale Paese imperialista. Negli USA, la popolazione povera e la classe operaia potrebbero affrontare gravi difficoltà, ma possiamo trovare il nostro potere collettivo riconoscendo che il vantaggio in definitiva si allontanando dai nostri oppressori capitalisti. Quindi possiamo organizzarci verso la sconfitta di tale sistema e l’attuazione di uno che ponga fine alla nostra miseria.

Traduzione di Alessandro Lattanzio