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Un assassino alla Casa Bianca

Manuel Cabieses Donoso, Internationalist 360º 30 marzo 2020

Da gennaio 2017, quando Trump divenne presidente degli Stati Uniti, il mondo vive al limite. Le folli decisioni del presidente nordamericano sono una provocazione insolente ad indipendenza e sovranità di molte nazioni. Per Trump non ci sono limiti etici o umanitari. Ordina il massacro di popolazioni in Medio Oriente o l’assassinio di critici dell’imperialismo, e senza esitazione lancia una guerra commerciale che colpisce l’economia mondiale, come se dovesse privare le persone che ne hanno bisogno per sopravvivere di cibo e medicine. La brutalità dei suoi diktat ha reso il suo Paese, il più ricco del mondo, centro della pandemia di coronavirus ed aperto i sospetti di una fuga dai laboratori di guerra batteriologica del Pentagono. La grave aggressività del pazzo colpisce duramente le nazioni sorelle. Venezuela e Cuba sono vittime della furia di Trump. Il blocco a quei Paesi ha scopo genocida, decimarne le popolazioni con fame ed epidemie. Un metodo bestiale per strangolare i processi di liberazione in entrambi i Paesi. Il blocco di Cuba e Venezuela è un crimine contro l’umanità che merita la punizione della Corte internazionale di giustizia e la protesta delle nazioni del continente. Il blocco impedisce a Venezuela e Cuba di dotarsi di risorse per combattere il coronavirus e del cibo e forniture le cui economie richiedono. Il blocco impedisce di accedere al commercio e credito internazionale. Il Fondo monetario internazionale (FMI) negò al Venezuela, su pressione di Washington, un prestito di 5 miliardi di dollari; ma se il blocco degli Stati Uniti non esistesse, il Venezuela sarebbe un cliente delle banche internazionali. Il Venezuela possiede vaste riserve di petrolio e altre risorse che gli consentono di garantirsi il debito estero. Inoltre, nell’agosto scorso, Trump sequestrò beni venezuelani nel territorio degli Stati Uniti. Miliardi di dollari, tra cui la raffineria Citgo, furono sequestrati dal governo degli Stati Uniti.
Trump tentò in tutti i modi, incluso un omicidio fallito, di eliminare il legittimo presidente del Venezuela. Più di un anno fa, con un gesto adatto a un monarca che amministrava le colonie, nominò un “presidente responsabile” del Venezuela. Il suo “viceré” promise di rovesciare il Presidente Nicolas Maduro entro un mese. Ma il tempo passò e il “responsabile” divenne un burattino triste inutile all’impero. Ecco perché Trump resuscitò il Trattato interamericano di assistenza reciproca (TIAR), strumento della guerra fredda, per preparare l’assalto al Venezuela. La Colombia, principale fornitore di cocaina a milioni di tossicodipendenti negli Stati Uniti, è la piattaforma logistica dell’aggressione al Venezuela. Esistono diverse basi militari statunitensi nel territorio colombiano e l’esercito locale è controllato dal Pentagono. Washington fornì fondi e armi a diverse cospirazioni golpiste fallite. L’alleanza delle Forze Armate popolari è la chiave patriottica e rivoluzionaria del processo che si sviluppa in Venezuela da 20 anni. Superando enormi difficoltà, e le spiacevoli conseguenze dei propri errori, il Paese continua a guidare la Rivoluzione verso il socialismo nelle condizioni del 21° secolo. Il seme posto dal Presidente Hugo Chávez è germogliato nella coscienza collettiva e il governo del Presidente Maduro, di indubbia legittimità democratica, sfida le previsioni disfattiste dei media manipolati dall’impero ogni giorno.
Cuba, a sua volta, guida il mondo coll’esempio della solidarietà. Assediata dal 1960 dal blocco commerciale e finanziario degli Stati Uniti, che ha provocato perdite per 140 miliardi di dollari, il popolo cubano ha dimostrato ancora una volta la fibra morale della sua rivoluzione. L’internazionalismo, che considera l’umanità come dei fratelli, è la pietra angolare della loro cultura, istruita alla rivoluzione di Fidel e Che. È una piccola isola, poco più grande della regione di Antofagasta, ed inoltre povera. Ma la sua grandezza morale e politica l’ha resa molto rispettata tra le nazioni e amata dai popoli. La sua tenacia come nazione e la sua lucida leadership politica hanno reso Cuba bastione della ricerca medica e scientifica. I suoi laboratori lavorano in collaborazione con la Cina nella ricerca del vaccino contro il Covid-19. Il prestigio della sua scienza medica le ha permesso ancora una volta di aiutare altri popoli nella lotta alla pandemia. Nemico mortale di Cuba, Trump, il miliardario misero per idee e principi, non potrà sconfiggere la Rivoluzione cubana. Tutti i presidenti degli Stati Uniti ci hanno provato in 60 anni. L’internazionalismo senza compromessi di Cuba è una lezione per noi indietro rispetto alla sua coscienza collettiva. L’esempio di Cuba dimostra che in futuro la cultura universale si baserà sui principi umanistici proclamati oggi da quest’isola luminosa nel Mar dei Caraibi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio