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Un’enclave dei terroristi viene creata in Tunisia

Vladimir Platov, New Eastern Outlook 31.03.2020

I terroristi fuggiti da Idlib (in Siria), in parte a causa delle azioni intraprese dalla Turchia, si disperdono in Africa costituendo una minaccia alla sicurezza dell’intera regione nordafricana. Oggi il loro numero è particolarmente elevato in Libia e Tunisia. Secondo molti commentatori, la Turchia, desiderando di non sacrificare i propri militari per proteggere gli interessi geopolitici fornendo assistenza militare al governo di accordo nazionale (GNC) di Fayaz al-Saraj, dimostrava la volontà di trasformare Libia e Tunisia in centri di addesstramento dei terroristi inviandovi attivamente mercenari. Il motivo per cui Ankara ha scelto la Tunisia come meta dei terroristi dalla Siria è che dopo che al-Nahda, partito islamista moderato, aveva vinto le elezioni parlamentari tunisine nell’ottobre 2019, gli islamisti iniziavano a consolidare la loro posizione in tale nazione. Inoltre, va notato che l’ideologia di al-Nahda si ispira ai Fratelli musulmani (un’organizzazione terroristica vietata in Russia), che Turchia e Qatar sostengono attivamente. È importante non dimenticare che la Turchia è una nazione la cui leadership comprende attori islamisti moderati o, più precisamente, Fratelli musulmani della Turchia. Quindi, non è un segreto che le unità armate che sostengono il GNS di Fayez al-Sarraj e i capi turchi condividano l’ideologia (sebbene, naturalmente, ci siano alcune differenze).
La Tunisia subì delle difficoltà dopo la cacciata di Zinabidin Ben Ali, presidente autocratico, 9 anni fa. La nazione che si era concentrata sullo sviluppo del settore turistico costruendo centinaia di hotel di alta qualità sulle costa affrontava gravi sfide dagli attacchi terroristici che ebbero impatto negativo sul settore turistico della Tunisia lasciando disoccupati molti tunisini. Quindi, non era una coincidenza che oltre 6000 tunisini aderivano allo SIIL (organizzazione terroristica vietata in Russia) nella speranza di raggiungere una stabilità finanziaria combattendo i “non credenti” in Siria e Iraq. Numerosi scienziati politici occidentali ritengono che cittadini tunisini fossero la maggiore unità dello SIIL. Negli ultimi mesi, mentre i Fratelli nusulmani continuano a ricevere sostegno da Turchia e Qatar e dal GNA di Fayaz al-Saraj, i combattenti dello SIIL arrivavano in Tunisia da Siria ed altri Paesi del Medio Oriente per fare soldi nella guerra ai civili. Oggi, questo processo è facilitato dalla creazione di un’economia sommersa e da vari paini volti a finanziare le reti terroristiche (ovvero istituire campi di addestramento e reclutare nuovi membri) nella nazione nordafricana. Unendosi alle unità armate illegali del GNA, i terroristi appena arrivati dalla Siria provocaz le forze armate libiche regolarmente, inscenando attacchi ai civili a Tripoli e derubando e rapendo persone. Alcuni media riferivano che sono già più di 4000 in Libia e che la Turchia ne addestra altri in campi speciali situati nelle regioni nord-orientali della Siria. Secondo un ex- terrorista arrestato in Tunisia, le prime reclute passano un addestramento militare iniziale e vengono immediatamente inviate in Libia.
La Turchia continua ad inviare i terroristi dalla Siria alla Libia per sostenere il GNA usando la Tunisia come transito. Armi e munizioni vengono consegnate ai combattenti in Libia per via aerea e via mare. Sulla base dei dati forniti dal servizio di monitoraggio dei voli FlightRadar24, un Boeing 747-412 di Air Moldova lasciò Istanbul alle 9.50 del 25 dicembre 2019 ed atterrò all’aeroporto di Misurata in Libia. In precedenza, Ankara aveva anche fornito ai terroristi (legati a SIIL, al-Qaida e Fratelli musulmani, tutte organizzazioni terroristiche bandite in Russia) e appoggiato il GNA in Libia inviando munizioni, equipaggiamento militare e addestratori. Secondo una ricerca condotta da giornalisti, il primo carico considerevole di materiale militare, armi e munizioni arrivò dalla Turchia il 18 maggio 2019, quando Amazon, una nave battente bandiera della repubblica di Moldova, arrivò nel porto di Tripoli con a bordo veicoli MRAP (Mine Resistant Ambush Protected) turchi Kirpi II e Vuran per le unità armate che sostengono il GNA. Le organizzazioni internazionali anche confermarono che la Turchia fornì illegalmente armi al governo di accordo nazionale. Secondo un rapporto pubblicato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, consegne avvennero anche dal 27 maggio al 21 luglio 2019 da Istanbul e Ankara all’aeroporto libico di Misurata per via aerea. la compagnia aeree dei voli era la divisione turca di ProAir-Charter-Transport GmbH. mentre i vettori erano le compagnie aeree JSC Ukraine Air Alliance e LLC SkyAviatrans. Nonostante il supporto estero, i terroristi subivano perdite sostanziali in Libia. Il 18 marzo, i combattenti del GNA insieme ai mercenari dalla Siria attaccarono posizioni detenute dall’Esercito nazionale libico (LNA) ad Ayn Zara. Di conseguenza, l’LNA eliminò 36 terroristi, tra cui 6 comandanti, e altri 200 furono feriti. Ziad Balaam era tra i feriti. Fu trasportato a Istanbul per le cure, ma il personale medico turco non poté salvargli la vita e morì il giorno dopo. Ziad Balaam era uno dei terroristi più ricercati attivi in Libia. Era un membro di al-Qaida (organizzazione terroristica internazionale bandita in Russia) e uno dei capi del Consiglio Shura dei rivoluzionari di Bengasi. Nel settembre 2012, Ziad Balaam e un certo numero di jihadisti di al-Qaida organizzarono l’attacco contro l’ambasciata nordamericana a Bengasi.
A seguito delle riuscite operazioni militari dell’Esercito nazionale libico, guidato dal Maresciallo Qalifa Haftar, per liberare la Libia dai terroristi stranieri, i combattenti che appoggiano il GNA tornarono al loro punto di transito, la Tunisia, nelle ultime settimane. E a gennaio di quest’anno, la sicurezza aeroportuale tunisina arrestava Firas al-Saluqi (soprannominato al-Wahshi), un ex-combattente del GNA arrivato all’aeroporto di Cartagine con passaporto turco. L’8 gennaio, il Ministero degli Interni tunisino dichiarò che altre 19 persone furono arrestate per aver tentato di entrare illegalmente in Tunisia non lontano dal confine con la Libia. È ormai noto che Ankara fornisce ai terroristi sotto suo dominio i passaporti turchi per i loro “risultati” non solo in Libia ma anche in Siria. In effetti, i mercenari dalla Siria attualmente combattono dalla parte del GNA in Libia per avere la possibilità di diventare cittadini turchi. A fine ennaio, il rappresentante permanente della Tunisia presso le Nazioni Unite dichiarò che la sua nazione era estremamente preoccupata dall’arrivo di mercenari dalla Siria in Libia e notava che venivano reclutati dalla Turchia. Presumibilmente, i mercenari destinati a combattere in Libia sono già 4400. Circa 2600 di loro furono inviati a Tripoli, mentre 1800 sono ancora addestrati nei campi turchi per assistere il GNA guidato da Fayaz al-Saraj. È anche risaputo che numerosi combattenti vengono reclutati nella città siriana di Ifrin e in numerosi altri insediamenti nel nord-edt della Siria. Il governo e alcuni tunisini chiesero che la Turchia smettesse d’inviare i terroristi a sostenere il GNA in Libia. Secondo il Libyan Address Journal, attivisti tunisini organizzarono una notevole protesta contro le interferenze turche in Libia di fronte l’ambasciata turca, a fine dicembre. chiesero che Ankara smettesse di sostenere i combattenti del GNA in Libia che, in più di un’occasione, sono collegati a SIIL, al-Qaida e Fratelli Musulmani (organizzazioni bandite in Russia). I manifestanti invitarono la Turchia a non coinvolgere la Tunisia in tale conflitto usando i suoi territori per coordinare “il previsto intervento militare” in Libia.

Vladimir Platov, esperto in Medio Oriente, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio